Agroalimentare, Confeuro: “Anche a Natale italiani hanno scelto qualità e sostenibilità”

Agroalimentare, Confeuro: “Anche a Natale italiani hanno scelto qualità e sostenibilità”

29/12/2025 0 Di Marco Montini

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Agroa­li­men­ta­re, Con­feu­ro: “Anche a Nata­le ita­lia­ni han­no scel­to qua­li­tà e soste­ni­bi­li­tà”

“Anche duran­te le festi­vi­tà nata­li­zie gli ita­lia­ni han­no con­fer­ma­to una scel­ta con­sa­pe­vo­le e respon­sa­bi­le, pre­mian­do la qua­li­tà, il Made in Ita­ly e i pro­dot­ti lega­ti alla nostra tra­di­zio­ne agri­co­la”. Lo dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le Con­feu­ro. “Si trat­ta di un segna­le impor­tan­te — pro­se­gue Tiso — che gra­ti­fi­ca il lavo­ro quo­ti­dia­no dei pic­co­li e medi agri­col­to­ri, veri custo­di dei ter­ri­to­ri e pro­ta­go­ni­sti di un model­lo pro­dut­ti­vo basa­to su eccel­len­za, soste­ni­bi­li­tà e rispet­to dell’ambiente”. Secon­do Con­feu­ro, “l’attenzione dei con­su­ma­to­ri ver­so le cer­ti­fi­ca­zio­ni di qua­li­tà, il bio­lo­gi­co e le pro­du­zio­ni a bas­so impat­to ambien­ta­le dimo­stra come la dire­zio­ne intra­pre­sa dal set­to­re pri­ma­rio ita­lia­no sia quel­la giu­sta. I cit­ta­di­ni chie­do­no cibo sano, trac­cia­bi­le e lega­to all’identità dei ter­ri­to­ri — sot­to­li­nea Tiso — e que­sto rap­pre­sen­ta una gran­de oppor­tu­ni­tà per l’agroalimentare nazio­na­le, che deve però esse­re soste­nu­to da poli­ti­che ade­gua­te e da una visio­ne stra­te­gi­ca di lun­go perio­do”.

Il pre­si­den­te Con­feu­ro richia­ma tut­ta­via “anche alla neces­si­tà di rive­de­re, con rin­no­va­to spi­ri­to di col­la­bo­ra­zio­ne, le pro­du­zio­ni inter­ne e le poli­ti­che di valo­riz­za­zio­ne del com­par­to. Mol­ti Pae­si stan­no cer­can­do di acqui­si­re quo­te sem­pre mag­gio­ri di mer­ca­to — spie­ga — basti pen­sa­re alla Tuni­sia, che sta inte­gran­do l’olio d’oliva nel­la pro­pria offer­ta turi­sti­ca e pun­tan­do su un model­lo di turi­smo agri­co­lo soste­ni­bi­le. È una sfi­da che non pos­sia­mo sot­to­va­lu­ta­re”. Per Tiso, dun­que, l’Italia deve pun­ta­re “con mag­gio­re deci­sio­ne sul­la straor­di­na­rie­tà dei pro­pri pro­dot­ti, non solo dal pun­to di vista eno­ga­stro­no­mi­co, ma anche sto­ri­co, cul­tu­ra­le e orga­no­let­ti­co. La ric­chez­za del­le nostre filie­re, dei nostri pae­sag­gi rura­li e del­le nostre tra­di­zio­ni rap­pre­sen­ta un valo­re uni­co e non repli­ca­bi­le — con­clu­de — ed è l’unica stra­da pos­si­bi­le per raf­for­za­re la com­pe­ti­ti­vi­tà del set­to­re. A que­sto va affian­ca­to un for­te impe­gno nel­le poli­ti­che di ricer­ca, inno­va­zio­ne e svi­lup­po tec­no­lo­gi­co, indi­spen­sa­bi­li per ren­de­re l’agricoltura ita­lia­na sem­pre più soste­ni­bi­le, moder­na e attrat­ti­va”.

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