Patrizia Audino, pioniera del judo femminile con l’ASD Fujiyama Velletri. Un simbolo di storia, coraggio e talento

Patrizia Audino, pioniera del judo femminile con l’ASD Fujiyama Velletri. Un simbolo di storia, coraggio e talento

12/12/2025 0 Di Marco Montini

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Patri­zia Audi­no, pio­nie­ra del judo fem­mi­ni­le con l’ASD Fujiya­ma Vel­le­tri. Un sim­bo­lo di sto­ria, corag­gio e talen­to

Nel wee­kend del 29 e 30 novem­bre 2025, duran­te gli even­ti regio­na­li ospi­ta­ti al Pala­Ban­di­nel­li di Vel­le­tri, la figu­ra di Patri­zia Audi­no è tor­na­ta al cen­tro dell’attenzione, rice­ven­do un rico­no­sci­men­to sen­ti­to per il ruo­lo fon­da­men­ta­le che ha avu­to nel­la sto­ria dell’ASD Fujiya­ma Vel­le­tri e nel pano­ra­ma del judo fem­mi­ni­le ita­lia­no. La sua pre­sen­za è sta­ta uno dei momen­ti più emo­zio­nan­ti del­le cele­bra­zio­ni dedi­ca­te al 65° anni­ver­sa­rio del­la sto­ri­ca socie­tà, fon­da­ta dal Gene­ra­le Ezio Evan­ge­li­sti.
Negli anni Ses­san­ta, quan­do il judo era anco­ra con­si­de­ra­to uno sport qua­si esclu­si­va­men­te maschi­le e la con­di­zio­ne fem­mi­ni­le man­ca­va di rea­le eman­ci­pa­zio­ne, Patri­zia Audi­no sep­pe affer­mar­si con una for­za rara. In un con­te­sto socia­le che non favo­ri­va la pre­sen­za del­le don­ne nel­le arti mar­zia­li, il suo per­cor­so fu un atto di corag­gio e deter­mi­na­zio­ne, capa­ce di infran­ge­re bar­rie­re cul­tu­ra­li e pre­giu­di­zi.
Il suo talen­to non pas­sò inos­ser­va­to: la stam­pa nazio­na­le ini­ziò pre­sto a par­lar­ne come una del­le più pro­met­ten­ti spe­ran­ze del judo ita­lia­no. Quo­ti­dia­ni come Il Mes­sag­ge­ro e Cor­rie­re del­lo Sport dedi­ca­ro­no arti­co­li e cita­zio­ni alla gio­va­ne atle­ta veli­ter­na, sot­to­li­nean­do­ne la tec­ni­ca, la costan­za e la per­so­na­li­tà. Un rico­no­sci­men­to tutt’altro che scon­ta­to per l’epoca, che con­tri­buì a dare visi­bi­li­tà al judo fem­mi­ni­le quan­do anco­ra muo­ve­va i suoi pri­mi pas­si nel Pae­se.
Il pal­ma­rès di Patri­zia Audi­no con­fer­ma la sua gran­dez­za:
Pri­mo Tro­feo G.A.S.P. – 1966,
VII Tro­feo Ede­ra E.N.D.A.S. – 1967,
Cop­pa di Nata­le CONI FIAP – 1968,
tito­li nei Cam­pio­na­ti Regio­na­li Fem­mi­ni­li CRL FIAP.
In tut­te le com­pe­ti­zio­ni dispu­ta­te, Audi­no si è sem­pre clas­si­fi­ca­ta al pri­mo posto, dimo­stran­do una con­ti­nui­tà di ren­di­men­to e una supe­rio­ri­tà tec­ni­ca che la pose­ro sta­bil­men­te ai ver­ti­ci nazio­na­li del judo fem­mi­ni­le dell’epoca.
Con­clu­sa la car­rie­ra ago­ni­sti­ca, Patri­zia Audi­no non si è mai allon­ta­na­ta real­men­te dal judo: ha scel­to infat­ti di pro­muo­ver­ne i valo­ri tra­mi­te arti­co­li e inter­ven­ti pub­bli­ca­ti su diver­si perio­di­ci, con­tri­buen­do anco­ra una vol­ta alla dif­fu­sio­ne cul­tu­ra­le del­le arti mar­zia­li.
La sua testi­mo­nian­za al Pala­Ban­di­nel­li non è sta­ta solo un omag­gio alla memo­ria spor­ti­va, ma anche un richia­mo al valo­re che la sua figu­ra rap­pre­sen­ta: una don­na che, in un perio­do di scar­se tute­le e limi­ta­te liber­tà, ha sapu­to impor­si in uno sport duro, com­ples­so e all’epoca con­si­de­ra­to “non per don­ne”. Una pio­nie­ra capa­ce di apri­re la stra­da a tan­te ragaz­ze che oggi affol­la­no i tata­mi, ispi­ra­te da un esem­pio scol­pi­to nel­la sto­ria.
In un fine set­ti­ma­na ric­co di gare e par­te­ci­pa­zio­ne, il tri­bu­to a Patri­zia Audi­no ha ricor­da­to a tut­ti che il judo non è solo disci­pli­na e com­pe­ti­zio­ne, ma anche memo­ria, iden­ti­tà e rico­no­scen­za ver­so chi ha con­tri­bui­to a costruir­ne il cam­mi­no. Un cam­mi­no che Patri­zia Audi­no ha illu­mi­na­to con pas­sio­ne, talen­to e corag­gio.

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