Diritti Umani, Confeuro: “Dove c’è buona agricoltura, ci sono tutele ed equità”

Diritti Umani, Confeuro: “Dove c’è buona agricoltura, ci sono tutele ed equità”

11/12/2025 0 Di Marco Montini

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“La Gior­na­ta Mon­dia­le dei Dirit­ti Uma­ni, che si cele­bra ogni anno il 10 dicem­bre per ricor­da­re la pro­cla­ma­zio­ne del­la Dichia­ra­zio­ne Uni­ver­sa­le dei Dirit­ti Uma­ni dell’ONU, rap­pre­sen­ta per tut­ti noi un momen­to di rifles­sio­ne pro­fon­da e impre­scin­di­bi­le. È l’occasione per riaf­fer­ma­re con for­za che i dirit­ti fon­da­men­ta­li devo­no appar­te­ne­re a ogni per­so­na, sen­za distin­zio­ne di raz­za, ses­so, reli­gio­ne o con­di­zio­ne socia­le”. Lo affer­ma Andrea Tiso, Pre­si­den­te nazio­na­le Con­feu­ro. “Nel set­to­re pri­ma­rio — pro­se­gue — sia­mo con­vin­ti che dove esi­sto­no le con­di­zio­ni per un’agricoltura sana, soste­ni­bi­le e rispet­to­sa dell’ambiente, lì tro­va­no spa­zio anche la tute­la dei dirit­ti, l’equità, la civil­tà. L’agricoltura, quan­do è ben gover­na­ta e soste­nu­ta da poli­ti­che pub­bli­che ade­gua­te, diven­ta un pre­si­dio di lega­li­tà e un mol­ti­pli­ca­to­re di benes­se­re per le comu­ni­tà rura­li. Per que­sto Con­feu­ro si impe­gna quo­ti­dia­na­men­te nel­la dife­sa dei dirit­ti dei pic­co­li e medi impren­di­to­ri agri­co­li, dei col­ti­va­to­ri diret­ti, dei lavo­ra­to­ri e dei brac­cian­ti. Una bat­ta­glia che pas­sa attra­ver­so il con­tra­sto alle pra­ti­che slea­li come il dum­ping, la lot­ta alle agro­ma­fie, al capo­ra­la­to e a ogni for­ma di ille­ga­li­tà che impo­ve­ri­sce i ter­ri­to­ri e svi­li­sce la digni­tà del­le per­so­ne. Tute­la­re i dirit­ti uma­ni in agri­col­tu­ra — con­clu­de Tiso — signi­fi­ca anche spro­na­re le isti­tu­zio­ni a far rispet­ta­re ogni gior­no l’articolo 36 del­la Costi­tu­zio­ne ita­lia­na, che garan­ti­sce a ogni lavo­ra­to­re una retri­bu­zio­ne pro­por­zio­na­ta alla quan­ti­tà e qua­li­tà del lavo­ro, suf­fi­cien­te ad assi­cu­ra­re a sé e alla pro­pria fami­glia un’esistenza libe­ra e digni­to­sa. È un prin­ci­pio che non può rima­ne­re sul­la car­ta: deve tra­dur­si in con­di­zio­ni di lavo­ro giu­ste, sicu­re e rispet­to­se del­la digni­tà uma­na. Solo così potre­mo costrui­re un siste­ma agri­co­lo dav­ve­ro equo e moder­no, fon­da­to sui valo­ri del­la lega­li­tà e del rispet­to”.

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