Marino. Bibliopop, grazie a “Visioni di pace” poesia e musica per il disarmo, espugna Palazzo Colonna. Alla fine cuori accesi, menti risvegliate

Marino. Bibliopop, grazie a “Visioni di pace” poesia e musica per il disarmo, espugna Palazzo Colonna. Alla fine cuori accesi, menti risvegliate

01/12/2025 0 Di Maurizio Aversa

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scor­cio del­la Sala Lepan­to che ha affol­la­to l’e­ven­to del 28 novem­bre


Mai come in que­sta fase sto­ri­ca ha dav­ve­ro sen­so dare cor­po tra­gi­co e ulti­ma­ti­vo all’opera/denuncia di Picas­so “Guer­ni­ca”. Mol­te rispo­ste van­no costrui­te nel mon­do, soprat­tut­to occi­den­ta­le. Ad esem­pio mol­to bel­lo l’evento “Visio­ni di Pace. Poe­sia e musi­ca per il disar­mo” orga­niz­za­to da Biblio­pop vener­dì sera 28 novem­bre a Mari­no, pres­so la Sala Lepan­to di Palaz­zo Colon­na. Ha mera­vi­glia­to anzi­tut­to il fol­to pub­bli­co accor­so, mal­gra­do il gior­no feria­le, l’orario di pun­ta e i disa­gi del­lo scio­pe­ro. Le stra­de ingol­fa­te e il gran­de traf­fi­co non han­no impe­di­to l’afflusso, anche a chi veni­va appo­si­ta­men­te da Roma per assi­ste­re a quel­lo che – a tut­ti gli effet­ti – è sta­to pro­po­sto e vis­su­to come uno “spet­ta­co­lo”. Un’occasione di impe­gno e rifles­sio­ne con­di­vi­sa sul momen­to di gran­de ten­sio­ne inter­na­zio­na­le che stia­mo viven­do, con il rischio sem­pre più con­cre­to di una guer­ra mon­dia­le in gra­do di tra­sci­na­re nel suo orren­do tri­ta­car­ne popo­li e civi­li iner­mi. Biso­gna smet­ter­la di agi­ta­re pro­pa­gan­de bel­li­ci­ste, che fini­ran­no pri­ma o poi per inve­rar­si: pre­pa­ra­re la guer­ra è il modo miglio­re per ren­der­la nor­ma­le, quin­di ine­vi­ta­bi­le. Occor­re inve­ce spin­ge­re in dire­zio­ne osti­na­ta e con­tra­ria, dif­fon­den­do la cul­tu­ra del­la Pace per ren­der­la a sua vol­ta nor­ma­le e ine­vi­ta­bi­le. I popo­li – que­sto mes­sag­gio è sta­to espres­so for­te e chia­ro duran­te la sera­ta – devo­no pren­de­re coscien­za del loro pote­re mag­gio­ri­ta­rio, impa­ran­do ad affol­la­re le piaz­ze di tut­to il pia­ne­ta (come recen­te­men­te acca­du­to pro-Gaza, per una Pale­sti­na libe­ra) per crea­re un fron­te media­ti­co di oppo­si­zio­ne in gra­do di disar­ma­re, alme­no tem­po­ra­nea­men­te, le inten­zio­ni dei signo­ri del­la guer­ra. Ed è un mes­sag­gio che è tra­pe­la­to da tut­te le voci con­ve­nu­te alla Sala Lepan­to, come ad esem­pio Maria­ri­ta Poci­no, la gior­na­li­sta che ha pre­sen­ta­to e mode­ra­to la sera­ta; Ser­gio San­ti­nel­li (pre­si­den­te di ACAB/Bibliopop), che ha feli­ce­men­te pro­po­sto di uti­liz­za­re “Pace” come salu­to ordi­na­rio tra le per­so­ne; l’Assessore alla Cul­tu­ra del Comu­ne di Mari­no, Pame­la Muc­ci­ni, che ha riba­di­to l’importanza socia­le e civi­le di ini­zia­ti­ve come que­sta, da orga­niz­za­re sem­pre più spes­so.

L’e­si­bi­zio­ne del rap­per Fra’ Sor­ren­ti­no


Dopo i salu­ti intro­dut­ti­vi è sta­to il tur­no degli arti­sti musi­ca­li: il rap­per Fra’ Sor­ren­ti­no, che ha can­ta­to pri­ma il nuo­vo, sug­ge­sti­vo pez­zo “C’è chi dice”, scrit­to appo­si­ta­men­te sul tema del­la guer­ra, e poi uno dei suoi suc­ces­si con­so­li­da­ti, “Si sto­ria pe’ me”; e la can­tau­tri­ce Mar­gò, che ha deli­zia­to con la voce i pre­sen­ti ese­guen­do al pia­no elet­tri­co tre stu­pen­de can­zo­ni dal suo reper­to­rio: “Se pio­ve”, “Sen­za fia­to” e “Dome­ni­ca”.

La can­tau­tri­ce Mar­gò duran­te l’o­mag­gio cano­ro


Quin­di le pro­ta­go­ni­ste del rea­ding poe­ti­co, per una vol­ta tut­to al fem­mi­ni­le: Lucia Ilea­na Pop, che ha let­to una tra le com­po­si­zio­ni pro­po­ste nel­la sua lin­gua madre, il rome­no; Ales­san­dra Grec­co Rus­so; Ste­fa­nia Di Lino; Tizia­na Colus­so. Il rea­ding è sta­to intro­dot­to dal poe­ta Mar­co Ono­frio, idea­to­re e pro­mo­to­re dell’evento, che ha let­to fra l’altro un bra­no trat­to da “Let­te­re con­tro la guer­ra” di Tizia­no Ter­za­ni.

I Pri­mo con­su­mo, inter­pre­ta­no testi e musi­che idea­te da Mar­co Ono­frio


La fusio­ne di poe­sia e musi­ca si è pro­dot­ta poi con la per­for­man­ce “Male­di­zio­ne del­la guer­ra”, che ha por­ta­to l’incontro ver­so la sua con­clu­sio­ne: pro­ta­go­ni­sta lo stes­so Ono­frio, sta­vol­ta nel­le vesti anco­ra poco note di can­tau­to­re, con la sua pic­co­la band “Pri­mo Con­su­mo”, com­po­sta appun­to da Ono­frio alla voce (can­to e reci­ta­zio­ne), Loren­zo Giam­ma­rio­li al bas­so elet­tri­co e alla chi­tar­ra acu­sti­ca, Valen­ti­na Ono­frio alle per­cus­sio­ni (per l’occasione è sta­ta pre­di­spo­sta la bat­te­ria sul mini-pal­co del­la Sala Lepan­to). Dodi­ci le can­zo­ni ese­gui­te dai “Pri­mo Con­su­mo”, tra cui le emo­zio­nan­ti “Libe­ri”, “Guer­ra infa­me”, “Soprav­vis­su­ti”, “Arco­ba­le­no”, e le roc­keg­gian­ti “No more war”, “Long life the war”, “Free­dom”, intra­mez­za­te da inten­si momen­ti poe­ti­ci di rifles­sio­ne sui moti­vi pro­fon­di del­la guer­ra, tra cui un ico­ni­co “Col­lo­quio con il coman­dan­te”. Qual­cu­no tra il pub­bli­co, alla fine del per­cor­so esplo­ra­to da que­sta poten­te e coe­ren­te ope­ra-pop com­po­sta – testi e musi­che – da Ono­frio, ave­va gli occhi luci­di di com­mo­zio­ne. Cuo­ri acce­si, men­ti risve­glia­te e un sen­so tan­gi­bi­le di fra­ter­ni­tà con­di­vi­sa: così sono usci­te le per­so­ne dal­la Sala Lepan­to, con l’auspicio che dav­ve­ro, come det­to da Pame­la Muc­ci­ni, even­ti di que­sto tipo pos­sa­no mol­ti­pli­car­si cata­liz­zan­do l’impegno degli arti­sti per la Pace, il tema più impor­tan­te, urgen­te e vita­le dei nostri gior­ni.

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