“ Care compagne e cari compagni e amici e amiche intervenute – ha esordito Stefano…
Marino. Bibliopop, grazie a “Visioni di pace” poesia e musica per il disarmo, espugna Palazzo Colonna. Alla fine cuori accesi, menti risvegliate
01/12/2025Questo articolo è stato letto 877 volte!

scorcio della Sala Lepanto che ha affollato l’evento del 28 novembre
Mai come in questa fase storica ha davvero senso dare corpo tragico e ultimativo all’opera/denuncia di Picasso “Guernica”. Molte risposte vanno costruite nel mondo, soprattutto occidentale. Ad esempio molto bello l’evento “Visioni di Pace. Poesia e musica per il disarmo” organizzato da Bibliopop venerdì sera 28 novembre a Marino, presso la Sala Lepanto di Palazzo Colonna. Ha meravigliato anzitutto il folto pubblico accorso, malgrado il giorno feriale, l’orario di punta e i disagi dello sciopero. Le strade ingolfate e il grande traffico non hanno impedito l’afflusso, anche a chi veniva appositamente da Roma per assistere a quello che – a tutti gli effetti – è stato proposto e vissuto come uno “spettacolo”. Un’occasione di impegno e riflessione condivisa sul momento di grande tensione internazionale che stiamo vivendo, con il rischio sempre più concreto di una guerra mondiale in grado di trascinare nel suo orrendo tritacarne popoli e civili inermi. Bisogna smetterla di agitare propagande belliciste, che finiranno prima o poi per inverarsi: preparare la guerra è il modo migliore per renderla normale, quindi inevitabile. Occorre invece spingere in direzione ostinata e contraria, diffondendo la cultura della Pace per renderla a sua volta normale e inevitabile. I popoli – questo messaggio è stato espresso forte e chiaro durante la serata – devono prendere coscienza del loro potere maggioritario, imparando ad affollare le piazze di tutto il pianeta (come recentemente accaduto pro-Gaza, per una Palestina libera) per creare un fronte mediatico di opposizione in grado di disarmare, almeno temporaneamente, le intenzioni dei signori della guerra. Ed è un messaggio che è trapelato da tutte le voci convenute alla Sala Lepanto, come ad esempio Mariarita Pocino, la giornalista che ha presentato e moderato la serata; Sergio Santinelli (presidente di ACAB/Bibliopop), che ha felicemente proposto di utilizzare “Pace” come saluto ordinario tra le persone; l’Assessore alla Cultura del Comune di Marino, Pamela Muccini, che ha ribadito l’importanza sociale e civile di iniziative come questa, da organizzare sempre più spesso.

L’esibizione del rapper Fra’ Sorrentino
Dopo i saluti introduttivi è stato il turno degli artisti musicali: il rapper Fra’ Sorrentino, che ha cantato prima il nuovo, suggestivo pezzo “C’è chi dice”, scritto appositamente sul tema della guerra, e poi uno dei suoi successi consolidati, “Si storia pe’ me”; e la cantautrice Margò, che ha deliziato con la voce i presenti eseguendo al piano elettrico tre stupende canzoni dal suo repertorio: “Se piove”, “Senza fiato” e “Domenica”.

La cantautrice Margò durante l’omaggio canoro
Quindi le protagoniste del reading poetico, per una volta tutto al femminile: Lucia Ileana Pop, che ha letto una tra le composizioni proposte nella sua lingua madre, il romeno; Alessandra Grecco Russo; Stefania Di Lino; Tiziana Colusso. Il reading è stato introdotto dal poeta Marco Onofrio, ideatore e promotore dell’evento, che ha letto fra l’altro un brano tratto da “Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani.

I Primo consumo, interpretano testi e musiche ideate da Marco Onofrio
La fusione di poesia e musica si è prodotta poi con la performance “Maledizione della guerra”, che ha portato l’incontro verso la sua conclusione: protagonista lo stesso Onofrio, stavolta nelle vesti ancora poco note di cantautore, con la sua piccola band “Primo Consumo”, composta appunto da Onofrio alla voce (canto e recitazione), Lorenzo Giammarioli al basso elettrico e alla chitarra acustica, Valentina Onofrio alle percussioni (per l’occasione è stata predisposta la batteria sul mini-palco della Sala Lepanto). Dodici le canzoni eseguite dai “Primo Consumo”, tra cui le emozionanti “Liberi”, “Guerra infame”, “Sopravvissuti”, “Arcobaleno”, e le rockeggianti “No more war”, “Long life the war”, “Freedom”, intramezzate da intensi momenti poetici di riflessione sui motivi profondi della guerra, tra cui un iconico “Colloquio con il comandante”. Qualcuno tra il pubblico, alla fine del percorso esplorato da questa potente e coerente opera-pop composta – testi e musiche – da Onofrio, aveva gli occhi lucidi di commozione. Cuori accesi, menti risvegliate e un senso tangibile di fraternità condivisa: così sono uscite le persone dalla Sala Lepanto, con l’auspicio che davvero, come detto da Pamela Muccini, eventi di questo tipo possano moltiplicarsi catalizzando l’impegno degli artisti per la Pace, il tema più importante, urgente e vitale dei nostri giorni.
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

