Lavoro, Tiso(Accademia IC): “Cresce desiderio di smart working? I tempi cambiano”

Lavoro, Tiso(Accademia IC): “Cresce desiderio di smart working? I tempi cambiano”

19/11/2025 0 Di Marco Montini

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Lavo­ro, Tiso(Accademia IC): “Cre­sce desi­de­rio di smart wor­king? I tem­pi cam­bia­no”

“Negli ulti­mi anni, il mon­do del lavo­ro sta attra­ver­san­do una tra­sfor­ma­zio­ne pro­fon­da, che non riguar­da sola­men­te l’innovazione tec­no­lo­gi­ca o l’organizzazione del­le azien­de, ma soprat­tut­to le prio­ri­tà degli indi­vi­dui. Sem­pre più lavo­ra­to­ri, in par­ti­co­la­re gio­va­ni pro­fes­sio­ni­sti e impie­ga­ti qua­li­fi­ca­ti, stan­no met­ten­do in discus­sio­ne il tra­di­zio­na­le model­lo di car­rie­ra ver­ti­ca­le. Al suo posto, cre­sce­reb­be una nuo­va esi­gen­za: lavo­ra­re con mag­gio­re fles­si­bi­li­tà, con­ci­lia­re vita pri­va­ta e pro­fes­sio­na­le e costrui­re un per­cor­so più equi­li­bra­to. Di con­se­guen­za, lo smart wor­king non è più un bene­fit, ma una richie­sta strut­tu­ra­le, un ele­men­to cen­tra­le nel­la scel­ta di un lavo­ro e nel­la per­ma­nen­za in un’azienda. Per decen­ni la cre­sci­ta pro­fes­sio­na­le è sta­ta con­si­de­ra­ta la misu­ra prin­ci­pa­le del suc­ces­so: avan­za­men­ti di ruo­lo, aumen­to del­le respon­sa­bi­li­tà e rit­mi ser­ra­ti era­no per­ce­pi­ti come tap­pe neces­sa­rie. Oggi que­sto sche­ma è meno appe­ti­bi­le. Le nuo­ve gene­ra­zio­ni, ma anche mol­ti lavo­ra­to­ri senior, stan­no ride­fi­nen­do le pro­prie aspi­ra­zio­ni. Non si trat­ta di rinun­cia­re all’ambizione, ben­sì di far con­vi­ve­re la rea­liz­za­zio­ne pro­fes­sio­na­le con la qua­li­tà del­la vita per­so­na­le. La car­rie­ra vie­ne anco­ra con­si­de­ra­ta impor­tan­te, ma non al prez­zo di stress, rigi­di­tà e sacri­fi­ci costan­ti. La dire­zio­ne è chia­ra: il lavo­ro del futu­ro sarà più mobi­le, più fles­si­bi­le e più cen­tra­to sul benes­se­re del­le per­so­ne. Non sia­mo di fron­te al rifiu­to del­la car­rie­ra, ma a una sua rein­ter­pre­ta­zio­ne in chia­ve più soste­ni­bi­le. Cre­sce­re, miglio­ra­re e assu­me­re ruo­li di respon­sa­bi­li­tà resta impor­tan­te, ma non deve più signi­fi­ca­re rinun­cia­re a sé stes­si. Lo smart wor­king rap­pre­sen­ta quin­di non solo una moda­li­tà ope­ra­ti­va, ma un sim­bo­lo di un nuo­vo equi­li­brio pos­si­bi­le. Un equi­li­brio che sem­pre più lavo­ra­to­ri desi­de­ra­no e che sem­pre più azien­de dovran­no inte­gra­re per resta­re attrat­ti­ve”.

Così, in una nota stam­pa, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca.

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