Maltempo, Confeuro: “Frana in Friuli è tragedia. Italia vulnerabile”

Maltempo, Confeuro: “Frana in Friuli è tragedia. Italia vulnerabile”

18/11/2025 0 Di Marco Montini

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“Con­feu­ro inten­de espri­me­re il più pro­fon­do cor­do­glio alle fami­glie del­le due per­so­ne, dece­du­te in segui­to ad una fra­na a Cor­mons, in Friu­li Vene­zia Giu­lia. La for­te onda­ta di mal­tem­po che sta inve­sten­do il nostro pae­se in que­ste ore sta por­tan­do con­se­guen­ze tra­gi­che, che si som­ma­no peral­tro a una altra lun­ga serie di feno­me­ni dram­ma­ti­ci che, ormai con cre­scen­te fre­quen­za, negli ulti­mi anni han­no scon­vol­to il nostro ter­ri­to­rio, dal set­ten­trio­ne al meri­dio­ne. E rap­pre­sen­ta un chia­ro e allar­man­te moni­to sul­la peri­co­lo­si­tà di que­sti feno­me­ni atmo­sfe­ri­ci estre­mi, resi sem­pre più vio­len­ti e impre­ve­di­bi­li dal cam­bia­men­to cli­ma­ti­co in atto. Tut­to ciò ripor­ta, anco­ra una vol­ta e con ine­vi­ta­bi­le urgen­za, a una doman­da fon­da­men­ta­le: sia­mo dav­ve­ro in gra­do di affron­ta­re le con­se­guen­ze dei feno­me­ni meteo­ro­lo­gi­ci estre­mi e la pro­gres­si­va tro­pi­ca­liz­za­zio­ne del nostro cli­ma? Seb­be­ne gli esper­ti abbia­no più vol­te lan­cia­to segna­li d’allarme chia­ri e ine­qui­vo­ca­bi­li, il nostro Pae­se con­ti­nua a evi­den­zia­re gra­vi lacu­ne in ter­mi­ni di pre­pa­ra­zio­ne e pia­ni­fi­ca­zio­ne. In mol­te aree, infra­strut­tu­re e ope­re pub­bli­che risul­ta­no obso­le­te o ina­dat­te, i pia­ni di pre­ven­zio­ne ven­go­no appli­ca­ti solo par­zial­men­te o riman­go­no sul­la car­ta, e le risor­se desti­na­te alla gestio­ne e miti­ga­zio­ne del­le emer­gen­ze si rive­la­no spes­so insuf­fi­cien­ti. A ciò si aggiun­ge un qua­dro pre­oc­cu­pan­te di fra­gi­li­tà idro­geo­lo­gi­ca, con ter­ri­to­ri sem­pre più espo­sti a fra­ne, allu­vio­ni e dis­se­sti. È quin­di evi­den­te che le isti­tu­zio­ni com­pe­ten­ti devo­no avvia­re un cam­bio di pas­so deci­so, orien­ta­to a inve­sti­men­ti strut­tu­ra­li più lun­gi­mi­ran­ti, a poli­ti­che di pre­ven­zio­ne del rischio real­men­te ope­ra­ti­ve e, soprat­tut­to, a un impe­gno con­ti­nuo e con­cre­to nel­la lot­ta alle cau­se pro­fon­de del riscal­da­men­to glo­ba­le. Solo così sarà pos­si­bi­le affron­ta­re le sfi­de che ci atten­do­no con la neces­sa­ria respon­sa­bi­li­tà e visio­ne del futu­ro. E l’occasione pro­pi­zia per con­cre­tiz­za­re tut­to que­sto, sareb­be sta­ta cer­ta­men­te Con­fe­ren­za del­le Par­ti (COP), la cui 30esima edi­zio­ne — iro­nia del desti­no — è in sce­na pro­prio in que­sti gior­ni in Bra­si­le: un appun­ta­men­to fon­da­men­ta­le per i nego­zia­ti sul cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, che pur­trop­po sta pas­san­do total­men­te inos­ser­va­to dal pun­to di vista media­ti­co e poli­ti­co”. Così, in una nota stam­pa, Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le Con­feu­ro, Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei.

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