Lavoro, Tiso(Accademia IC): “Realtà in evoluzione tra cautela e interesse”

Lavoro, Tiso(Accademia IC): “Realtà in evoluzione tra cautela e interesse”

17/11/2025 0 Di Marco Montini

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Lavo­ro, Tiso(Accademia IC): “Real­tà in evo­lu­zio­ne tra cau­te­la e inte­res­se”

“Il lavo­ro nel meta­ver­so è già una real­tà in evo­lu­zio­ne: azien­de come Meta e Micro­soft lo usa­no per riu­nio­ni, for­ma­zio­ne e desi­gn, men­tre nel­la sani­tà si appli­ca già a chi­rur­gia vir­tua­le, sup­por­to psi­co­lo­gi­co e for­ma­zio­ne medi­ca. Eppu­re fino a pochi anni fa, par­la­re di meta­ver­so sem­bra­va fan­ta­scien­za. Oggi, inve­ce, è una del­le fron­tie­re più inte­res­san­ti del mon­do del lavo­ro. Non si trat­ta solo di video­gio­chi o ava­tar colo­ra­ti: il meta­ver­so è uno spa­zio vir­tua­le dove si può dav­ve­ro lavo­ra­re, incon­trar­si, for­mar­si e per­si­no curar­si. Imma­gi­na­re di par­te­ci­pa­re a una riu­nio­ne in un uffi­cio vir­tua­le, dove ognu­no è rap­pre­sen­ta­to da un ava­tar, oppu­re di segui­re un cor­so di for­ma­zio­ne immer­si­vo, cam­mi­nan­do tra model­li 3D e simu­la­zio­ni inte­rat­ti­ve. Que­sto è il lavo­ro nel meta­ver­so: un’esperienza che uni­sce tec­no­lo­gia, crea­ti­vi­tà e nuo­ve moda­li­tà di col­la­bo­ra­zio­ne. Insom­ma, si stan­no apren­do sce­na­ri affa­sci­nan­ti: da una par­te, ci per­met­te di lavo­ra­re da qual­sia­si par­te del mon­do, di incon­tra­re col­le­ghi in ambien­ti vir­tua­li, di for­mar­si in modo immer­si­vo e di spe­ri­men­ta­re nuo­ve for­me di crea­ti­vi­tà. È una rivo­lu­zio­ne che può offri­re gran­di oppor­tu­ni­tà, soprat­tut­to per chi è curio­so, fles­si­bi­le e pron­to a rein­ven­tar­si. Ma non è tut­to oro. Il meta­ver­so è anco­ra in fase di costru­zio­ne: mol­te piat­ta­for­me sono insta­bi­li, i dispo­si­ti­vi costo­si, e l’accessibilità non è garan­ti­ta per tut­ti. Inol­tre, lavo­ra­re in ambien­ti vir­tua­li può crea­re nuo­ve for­me di iso­la­men­to, affa­ti­ca­men­to digi­ta­le e pro­ble­mi lega­ti alla pri­va­cy e alla sicu­rez­za dei dati. In defi­ni­ti­va, il lavo­ro nel meta­ver­so non è una solu­zio­ne magi­ca, ma uno stru­men­to in più. Può esse­re uti­le, sti­mo­lan­te e inno­va­ti­vo, ma va inte­gra­to con intel­li­gen­za, atten­zio­ne e sen­so cri­ti­co. Il futu­ro del lavo­ro sarà pro­ba­bil­men­te ibri­do: un mix tra rea­le e vir­tua­le, tra pre­sen­za fisi­ca e con­nes­sio­ne digi­ta­le. E sta­rà a noi tro­va­re il giu­sto equi­li­brio”.

Così, in una nota stam­pa, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca.

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