Prima seduta di allenamento oggi per i nostri Gabriel Pazetti e Santiago Teramo, convocati per…
“Agri Under 35 – Coltivare il futuro”: al MOMEC il futuro dei giovani e dell’agricoltura
06/11/2025Questo articolo è stato letto 244 volte!
“Agri Under 35 – Coltivare il futuro”: al MOMEC il futuro dei giovani e dell’agricoltura
Si è tenuta oggi, 5 novembre, a Roma la presentazione di “Agri Under 35 – Coltivare il futuro”, l’indagine nazionale promossa da Confeuro e curata dall’Istituto Piepoli.
L’incontro si è svolto al Momec nella giornata che coincide con il giubileo dell’agroalimentare e alla vigilia della Giornata nazionale dell’Agricoltura — celebrata domenica 9 novembre come sancito dalla legge n.24/2024. Un momento di riflessione sul valore del lavoro nei campi, delle produzioni italiane e sul rapporto tra giovani e agricoltura.
A moderare il dibattito è stato il giornalista di Sky Tg24 Nicola Veschi che ha dato voce alle tante riflessioni portate avanti da Martina Bianchi — giovane imprenditrice agricola e apicoltrice — che ha raccontato la sua esperienza di agricoltura sostenibile e innovativa; Teresa Bellanova — ministro delle politiche agricole; Maria Cristina Pisani — presidente del Consiglio Nazionale Giovani.
L’indagine ha coinvolto giovani tra i 18 e i 35 anni per capire la loro visione sul futuro dell’agricoltura, il rapporto con l’alimentazione e le nuove tendenze come il Novel Food, la carne stampata in 3D e il cibo artificiale. Confeuro, infatti, ha voluto concentrare l’attenzione sul valore che i giovani attribuiscono alla terra e al ruolo dell’agricoltore, la cui funzione ha un forte impatto sociale legato anche alla tutela dell’ambiente e delle comunità locali.
Dai risultati emerge un quadro interessante: i giovani italiani sono più digitalizzati, attenti alla sostenibilità e sempre più sensibili ai sapori del cibo locale e tradizionale. Molti dichiarano di essere disposti a spendere un po’ di più per un prodotto di qualità e l’84% ritiene importante sostenere gli agricoltori per garantire il futuro del settore.
Cresce anche la curiosità verso il Novel Food: sono soprattutto gli under 25 e gli uomini a vederlo come un’innovazione positiva, spinti più dalla curiosità che dal bisogno. L’indagine si è, inoltre, soffermata sui flexetariani, cioè coloro che scelgono un’alimentazione più flessibile e consapevole, attenta all’ambiente e al benessere.
L’interesse sempre più crescente delle giovani generazione nei confronti dell’agricoltura denota uno sguardo molto attento e aperto verso la crescita — più moderna e sostenibile — del settore agricolo.
La propensione a lavorare in questo mondo cresce soprattutto nel Sud e nelle Isole, segno di un forte legame con la propria terra. Come afferma Andrea Michele Tiso — Presidente Nazionale Confeuro — tornare alla terra significa coltivare il benessere dell’anima.
“L’Italia vive un vero e proprio inverno demografico – afferma Tiso –. Siamo un Paese vecchio, ma l’agricoltura può diventare un motore di rinascita se investiamo nei giovani e nella formazione. Oggi i ragazzi hanno più competenze digitali, più attenzione all’ambiente e voglia di innovare.”
Durante l’incontro si è sottolineata anche l’importanza di alcune iniziative come il servizio civile ambientale, pensato per coinvolgere i giovani nella tutela e nella valorizzazione del territorio.
L’evento — nutrito dal confronto tra istituzioni, esperti e giovani agricoltori — si è configurato, dunque, come un invito alla riflessione sulla sensibilità delle giovani generazioni — portatori di un valore umano, sociale e ambientale — nei confronti del futuro di un settore che merita di essere preservato in tutta la sua autenticità.
M.P.
Related Images:
Classe ’82, giornalista pubblicista dal 2012, cronista di strada dal 2007, scrivo ormai da tempo di sport, politica, sociale e cultura. Attualmente collaboro con testate dei Castelli Romani e della Capitale, fornendo al contempo prestazioni e consulenze di comunicazione per numerose realtà territoriali, private e pubbliche. Laziale, teatrante, animale sociale, adoro viaggiare, conoscere e nutrirmi della diversità, del nuovo, dello sconosciuto.
