“Agri Under 35 – Coltivare il futuro”: al MOMEC il futuro dei giovani e dell’agricoltura

“Agri Under 35 – Coltivare il futuro”: al MOMEC il futuro dei giovani e dell’agricoltura

06/11/2025 0 Di Marco Montini

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“Agri Under 35 – Col­ti­va­re il futu­ro”: al MOMEC il futu­ro dei gio­va­ni e dell’agricoltura

Si è tenu­ta oggi, 5 novem­bre, a Roma la pre­sen­ta­zio­ne di “Agri Under 35 – Col­ti­va­re il futu­ro”, l’indagine nazio­na­le pro­mos­sa da Con­feu­ro e cura­ta dall’Istituto Pie­po­li.
L’incontro si è svol­to al Momec nel­la gior­na­ta che coin­ci­de con il giu­bi­leo dell’agroalimentare e alla vigi­lia del­la Gior­na­ta nazio­na­le dell’Agricoltura — cele­bra­ta dome­ni­ca 9 novem­bre come san­ci­to dal­la leg­ge n.24/2024. Un momen­to di rifles­sio­ne sul valo­re del lavo­ro nei cam­pi, del­le pro­du­zio­ni ita­lia­ne e sul rap­por­to tra gio­va­ni e agri­col­tu­ra.
A mode­ra­re il dibat­ti­to è sta­to il gior­na­li­sta di Sky Tg24 Nico­la Veschi che ha dato voce alle tan­te rifles­sio­ni por­ta­te avan­ti da Mar­ti­na Bian­chi — gio­va­ne impren­di­tri­ce agri­co­la e api­col­tri­ce — che ha rac­con­ta­to la sua espe­rien­za di agri­col­tu­ra soste­ni­bi­le e inno­va­ti­va; Tere­sa Bel­la­no­va — mini­stro del­le poli­ti­che agri­co­le; Maria Cri­sti­na Pisa­ni — pre­si­den­te del Con­si­glio Nazio­na­le Gio­va­ni.
L’indagine ha coin­vol­to gio­va­ni tra i 18 e i 35 anni per capi­re la loro visio­ne sul futu­ro dell’agricoltura, il rap­por­to con l’alimentazione e le nuo­ve ten­den­ze come il Novel Food, la car­ne stam­pa­ta in 3D e il cibo arti­fi­cia­le. Con­feu­ro, infat­ti, ha volu­to con­cen­tra­re l’attenzione sul valo­re che i gio­va­ni attri­bui­sco­no alla ter­ra e al ruo­lo dell’agricoltore, la cui fun­zio­ne ha un for­te impat­to socia­le lega­to anche alla tute­la dell’ambiente e del­le comu­ni­tà loca­li.
Dai risul­ta­ti emer­ge un qua­dro inte­res­san­te: i gio­va­ni ita­lia­ni sono più digi­ta­liz­za­ti, atten­ti alla soste­ni­bi­li­tà e sem­pre più sen­si­bi­li ai sapo­ri del cibo loca­le e tra­di­zio­na­le. Mol­ti dichia­ra­no di esse­re dispo­sti a spen­de­re un po’ di più per un pro­dot­to di qua­li­tà e l’84% ritie­ne impor­tan­te soste­ne­re gli agri­col­to­ri per garan­ti­re il futu­ro del set­to­re.
Cre­sce anche la curio­si­tà ver­so il Novel Food: sono soprat­tut­to gli under 25 e gli uomi­ni a veder­lo come un’innovazione posi­ti­va, spin­ti più dal­la curio­si­tà che dal biso­gno. L’indagine si è, inol­tre, sof­fer­ma­ta sui fle­xe­ta­ria­ni, cioè colo­ro che scel­go­no un’alimentazione più fles­si­bi­le e con­sa­pe­vo­le, atten­ta all’ambiente e al benes­se­re.
L’interesse sem­pre più cre­scen­te del­le gio­va­ni gene­ra­zio­ne nei con­fron­ti dell’agricoltura deno­ta uno sguar­do mol­to atten­to e aper­to ver­so la cre­sci­ta — più moder­na e soste­ni­bi­le — del set­to­re agri­co­lo.
La pro­pen­sio­ne a lavo­ra­re in que­sto mon­do cre­sce soprat­tut­to nel Sud e nel­le Iso­le, segno di un for­te lega­me con la pro­pria ter­ra. Come affer­ma Andrea Miche­le Tiso — Pre­si­den­te Nazio­na­le Con­feu­ro — tor­na­re alla ter­ra signi­fi­ca col­ti­va­re il benes­se­re dell’anima.
“L’Italia vive un vero e pro­prio inver­no demo­gra­fi­co – affer­ma Tiso –. Sia­mo un Pae­se vec­chio, ma l’agricoltura può diven­ta­re un moto­re di rina­sci­ta se inve­stia­mo nei gio­va­ni e nel­la for­ma­zio­ne. Oggi i ragaz­zi han­no più com­pe­ten­ze digi­ta­li, più atten­zio­ne all’ambiente e voglia di inno­va­re.”
Duran­te l’incontro si è sot­to­li­nea­ta anche l’importanza di alcu­ne ini­zia­ti­ve come il ser­vi­zio civi­le ambien­ta­le, pen­sa­to per coin­vol­ge­re i gio­va­ni nel­la tute­la e nel­la valo­riz­za­zio­ne del ter­ri­to­rio.
L’evento — nutri­to dal con­fron­to tra isti­tu­zio­ni, esper­ti e gio­va­ni agri­col­to­ri — si è con­fi­gu­ra­to, dun­que, come un invi­to alla rifles­sio­ne sul­la sen­si­bi­li­tà del­le gio­va­ni gene­ra­zio­ni — por­ta­to­ri di un valo­re uma­no, socia­le e ambien­ta­le — nei con­fron­ti del futu­ro di un set­to­re che meri­ta di esse­re pre­ser­va­to in tut­ta la sua auten­ti­ci­tà.

M.P.

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