Inaugurata la Stagione 2025/2026 al Teatro V.Colonna di Marino

Inaugurata la Stagione 2025/2026 al Teatro V.Colonna di Marino

20/10/2025 0 Di Anna Maria Gavotti

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 368 vol­te!

Suc­ces­so per lo spet­ta­co­lo di Mas­si­mo Wert­mul­ler “In boc­ca al lupo, Viva il lupo”
Pre­sen­te la dele­ga­zio­ne degli Ani­ma­li­sti Ita­lia­ni

Si è tenu­ta saba­to 18 otto­bre 2025 la sera­ta di aper­tu­ra pres­so il Tea­tro V. Colon­na di Mari­no del­la Sta­gio­ne 2025/2026 alla pre­sen­za del­le mas­si­me auto­ri­tà cit­ta­di­ne: il Sin­da­co Ste­fa­no Cec­chi e il Vice Sin­da­co Sabri­na Minuc­ci.
Ad acco­glie­re auto­ri­tà e pub­bli­co il Diret­to­re arti­sti­co Gior­gio Gra­ni­to e il Diret­to­re del Tea­tro Fran­ce­sco Tan­da.
Pro­ta­go­ni­sta del­lo spet­ta­co­lo inau­gu­ra­le Mas­si­mo Wert­mul­ler, mat­ta­to­re incon­tra­sta­to, insie­me al bra­vis­si­mo musi­ci­sta il M° Pino Can­gia­lo­si che lo ha accom­pa­gna­to dal vivo sul­le tema­ti­che ani­ma­li­ste e ambien­ta­li­ste tan­to care all’attore. In sala era pre­sen­te una dele­ga­zio­ne dell’Asso­cia­zio­ne nazio­na­le Ani­ma­li­sti Ita­lia­ni con il Vice Pre­si­den­te Mar­co Gavot­ti, Car­mi­ne di Nuz­zo e Danie­la Deb­bi, una del­le asso­cia­zio­ni che difen­do­no i dirit­ti degli ani­ma­li di cui Wert­mul­ler è Testi­mo­nial con­vin­to.
Abbia­mo rag­giun­to l’attore in came­ri­no rivol­gen­do­gli alcu­ne doman­de alle qua­li ha rispo­sto con gran­de dispo­ni­bi­li­tà.
Sap­pia­mo dall’intervista rila­scia­ta a Lore­na Fan­tauz­zi per il Cor­rie­re Nazio­na­le che tu hai trat­to que­sto spet­ta­co­lo dagli stu­di del filo­so­fo ed eto­lo­go fran­ce­se Bap­ti­ste Mori­zot e dal suo libro “Sul­le trac­ce degli ani­ma­li”. C’è un chia­ro rife­ri­men­to anche alla poe­sia sati­ri­ca, taglien­te, pro­fon­da di Tri­lus­sa. Mi hai riman­da­to a un bel­lis­si­mo testo di Plu­tar­co “Le vir­tù degli ani­ma­li” dove si con­trap­po­ne la figu­ra dell’uomo a quel­la degli ani­ma­li. Pren­den­do in con­si­de­ra­zio­ne tut­te le spe­cie. Tu dai voce a colo­ro che non han­no voce e che noi non com­pren­dia­mo. Par­li del lupo, un ani­ma­le mol­to par­ti­co­la­re per la gerar­chia del bran­co, l’attenzione ai lupi anzia­ni, ai cuc­cio­li, da cui dovrem­mo pren­de­re esem­pio. Qual è l’impatto del pub­bli­co quan­do sei in sce­na con que­sto spet­ta­co­lo?
Intan­to una dif­fe­ren­za con il lupo, per il suo modo di esse­re, è che il lupo a capo del bran­co non met­te­reb­be mai un imbe­cil­le. Det­to que­sto, sor­pren­den­te­men­te bene il mon­do che stia­mo viven­do è pie­no di gen­te che pas­sa attra­ver­so orro­ri anche più gra­vi di quel­li che subi­sco­no gli ani­ma­li per un labo­ra­to­rio, gli ani­ma­li per un menu, gli ani­ma­li a cac­cia, cac­cia­ti per uno sport pre­sun­to, ma anche peg­gio di que­sti, pen­sa a quel bam­bi­no che è sta­to ammaz­za­to anche duran­te la tre­gua solo per­ché ave­va tira­to un sas­so e tut­to quell’orrore di san­gue da cui sia­mo circondati…allora l’idea che ci sia del pub­bli­co che può tro­va­re impor­tan­te, urgen­te, neces­sa­rio il tema dei dirit­ti degli ani­ma­li che per me rimar­ran­no sem­pre le vit­ti­me più vit­ti­me del crea­to per­ché sono comun­que den­tro una volon­tà che è sta­ta uma­na, mai sta­ta la loro, per cui quan­do muo­io­no per deter­mi­na­te cir­co­stan­ze volu­te dall’uomo sono vit­ti­me anco­ra più vit­ti­me, per­ché a loro sareb­be basta­to vive­re per esse­re sere­ni, que­sto mi pare un’altro gran­de inse­gna­men­to. A noi ser­vo­no due miliar­di di cose, a loro basta vive­re. Poi arri­va l’uomo che gli toglie la vita. A mol­ti di loro non a tut­ti, per­ché l’uomo poi non va a sfi­da­re a mani nude un orso. L’uomo vigliac­ca­men­te si nascon­de, si sve­glia alle cin­que per anda­re a ruba­re vite e lo fa con un can­no­ne con un esse­ri­no pic­co­lo che vola, che non sa nien­te, non si può difen­de­re, non può scap­pa­re. In que­sto sen­so cre­do che que­sto discor­so degli ani­ma­li sia peg­gio­ra­to, per­ché il nostro gover­no per esem­pio sta facen­do una leg­ge che ren­de più libe­ra la cac­cia. Il che vuol dire che non è una leg­ge che miglio­ra il mon­do, anzi, lo peg­gio­ra, a favo­re di qual­che lob­by. Un’altra cosa ter­ri­bi­le di que­sto mon­do è che è così schia­vo del­le lob­by, del pro­fit­to, di que­sto capi­ta­li­smo schi­fo­so che ci sta con­du­cen­do a tut­to, anche alle guer­re. Allo­ra, quan­do uno dice nel suo pic­co­lo una paro­li­na per il dirit­to a vive­re di tut­ti gli ani­ma­li, quel­li a due e a quat­tro gam­be. Ma poi dovrem­mo rive­de­re il nostro rap­por­to con la natu­ra, dovrem­mo tor­na­re indie­tro, mol­to indie­tro. Gli indi­ge­ni rin­gra­zia­va­no ogni gior­no Madre Ter­ra per quel­lo che rega­la­va a loro per poter vive­re. Io dico per lo meno non la distrug­gia­mo, non la offen­dia­mo”.
C’è da dire che man­ca pro­prio una cul­tu­ra, un rispet­to. Ulti­ma­men­te que­sti orsi sono sta­ti trat­ta­ti come gio­cat­to­li.
“E’ pro­prio una ope­ra­zio­ne cul­tu­ra­le. Taglia­no gli albe­ri che ci rega­la­no vita. 40% è aumen­ta­ta la defo­re­sta­zio­ne, lo dico nel­lo spet­ta­co­lo, negli ulti­mi 4 anni. E’ una cosa ter­ri­bi­le. Se guar­dia­mo a quan­to è aumen­ta­to il CO2 da quan­do è nata l’epoca post indu­stria­le fino ad oggi rispet­to a quan­do l’uomo è appar­so sul­la ter­ra fino all’epoca post indu­stria­le ci met­tia­mo pau­ra: è rad­dop­pia­to! Nel giro di pochis­si­mo, se fos­se un oro­lo­gio di 24 ore sareb­be l’ultimo minu­to: nell’ultimo minu­to è rad­dop­pia­to rispet­to alle 23 ore e 9 minu­ti. E’ una cosa ter­ri­bi­le”.
Ph. Giam­pie­ro Rinal­di
FOTOWertmuller e CangialosiWertmullerWertmuller con la delegazione di Animalisti Italiani

Related Images: