Una corrispondenza esclusiva direttamente dal Global Sumud Flotilla, verso Gaza con cibo per il popolo…
Global Sumud Flotilla: partenza imminente per Gaza finalmente!
03/09/2025Questo articolo è stato letto 940 volte!
Navi di soccorso, protesta e diritti: la missione umanitaria della Flotilla verso la Striscia di Gaza. Il nostro corrispondente Manfredo Pavoni ci aggiorna sulla situazione
di Maurizio Aversa
Da Catania, il corrispondente Manfredo Pavoni conferma che la partenza della Global Sumud Flotilla è imminente. L’obiettivo è chiaro: rompere il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza. “Siamo in procinto di mettere la prua diretti a Gaza,” dichiara Pavoni, parte di un ampio movimento internazionale che unisce attivisti, giornalisti e persone comuni.
Questa missione non è un semplice atto di solidarietà, ma un’azione concreta che riprende lo spirito di Dunkerque, utilizzando una flotta di piccole imbarcazioni per portare aiuti e, soprattutto, un messaggio di pace e umanità dove la vita è minacciata.
Vento e mare grosso ostacolano le partenze
Le condizioni meteo avverse hanno messo alla prova la flottiglia fin dall’inizio. Cinque delle circa trenta imbarcazioni salpate da Barcellona sono state costrette a rientrare a causa del mare grosso, per la seconda volta in pochi giorni. Sebbene il maltempo abbia causato ritardi, la maggior parte della flotta prosegue il suo viaggio verso Tunisi, prevedendo una sosta alle Baleari per ricongiungersi con le barche ritardate.
La risposta dei portuali italiani al blocco
La mobilitazione a sostegno della missione è globale, con una forte adesione anche in Italia. A Genova, in risposta alle minacce del governo israeliano di intercettare gli aiuti, i portuali hanno lanciato un avvertimento: se le comunicazioni con la flottiglia saranno interrotte o se ci saranno azioni ostili, la risposta sarà il blocco delle merci dirette a Israele da tutti i porti italiani ed europei. Questo gesto sottolinea la determinazione del movimento a non arretrare di fronte a possibili ritorsioni.
La missione della Global Sumud Flotilla: obiettivi e protagonisti
La Global Sumud Flotilla nasce dall’unione di diverse iniziative, tra cui la Freedom Flotilla Coalition. Il nome stesso include la parola araba “Sumud”, che significa “resistenza”, “resilienza” e “testardaggine”, riflettendo la natura della missione. La missione è totalmente nonviolenta, con l’intenzione di portare aiuti, ma soprattutto un messaggio politico: l’assedio deve finire.
Tra i partecipanti ci sono medici, giornalisti, attivisti, eurodeputati, e personalità di spicco come l’attrice Susan Sarandone l’attivista ambientale Greta Thunberg. L’obiettivo non è l’autocelebrazione, ma mettere al centro la sofferenza del popolo palestinese.
Le richieste della flottiglia sono chiare:
- Aprire i porti e garantire un passaggio sicuro per navi civili e aiuti.
- Chiedere ai governi di porre fine alla complicità con Israele.
- Stimolare la mobilitazione popolare per chiedere conto ai leader delle loro azioni.
“Quando il mondo tace, noi salpiamo”
Questo è il motto della flottiglia, che agisce in un contesto dove le vie di terra sono bloccate e gli aiuti umanitari limitati. La scelta della via marittima è una risposta diretta a un blocco che Manfredo Pavoni definisce “un genocidio in diretta”. La missione non porta solo un carico simbolico, ma un messaggio forte e chiaro: è il momento di agire. Le prossime tappe dipenderanno dalle pressioni diplomatiche che gli stati decideranno di esercitare.
Le motivazioni personali di un viaggio rischioso
Manfredo Pavoni spiega che la decisione di partire è il frutto di una profonda riflessione personale. Si interroga sul ruolo dell’indifferenza, citando pensatori come Hannah Arendt, Martin Luther King e Antonio Gramsci. La scelta di rischiare un viaggio pericoloso è una risposta alla “banalità del male” e un modo per combattere l’indifferenza che spesso accompagna le tragedie. La sua motivazione più profonda è l’esempio che vuole dare al figlio, per poter rispondere, in futuro, alla domanda: “Tu cosa hai fatto?”
Questo viaggio rappresenta una risposta forte e personale alla storia e all’ingiustizia, una scelta di non restare in silenzio di fronte alla sofferenza.

Greta Thunberg, salpata con la Global Sumud Flotilla
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.


