Ue, Tiso(Accademia IC): “Troppa dipendenza digitale da Usa. Cambiare rotta”

Ue, Tiso(Accademia IC): “Troppa dipendenza digitale da Usa. Cambiare rotta”

20/08/2025 0 Di Marco Montini

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 416 vol­te!

“L’Italia e l’Europa sareb­be­ro in una “con­di­zio­ne di dipen­den­za” dagli Sta­ti Uni­ti per quan­to riguar­da il digi­ta­le. Cir­ca il 70% dei rica­vi lega­ti al cloud (ossia le risor­se appli­ca­ti­ve e infra­strut­tu­ra­li pre­sen­ti su inter­net) infat­ti, nel nostro con­ti­nen­te vie­ne assor­bi­to dal­le gran­di azien­de a stel­le e stri­sce. Un dato che può cre­sce­re anco­ra se a que­sto si som­ma­no anche i ser­vi­zi soft­ware e le varie piat­ta­for­me. Un dato che cer­ti­fi­ca quan­to l’Europa sia di fat­to dipen­den­te dal­la tec­no­lo­gia ame­ri­ca­na e che può tran­quil­la­men­te esse­re defi­ni­ta “dipen­den­za strut­tu­ra­le”. Que­sto signi­fi­ca che mol­te del­le tec­no­lo­gie che usia­mo ogni gior­no – dai siste­mi ope­ra­ti­vi ai ser­vi­zi di posta elet­tro­ni­ca, dal­le piat­ta­for­me di video­con­fe­ren­za ai data­ba­se pub­bli­ci – sono con­trol­la­te da azien­de ame­ri­ca­ne come Micro­soft, Goo­gle, Ama­zon, Meta.

Fin­ché i rap­por­ti poli­ti­ci sono sta­bi­li, tut­to fun­zio­na. Ma cosa suc­ce­de se, per esem­pio, un pre­si­den­te ame­ri­ca­no deci­des­se di limi­ta­re o inter­rom­pe­re l’erogazione di ser­vi­zi digi­ta­li ver­so l’Europa? Secon­do alcu­ni esper­ti, que­sto potreb­be bloc­ca­re inte­ri set­to­ri, dal­la sani­tà all’istruzione, fino alla dife­sa. Il pro­ble­ma non è solo tec­ni­co, ma anche giu­ri­di­co e stra­te­gi­co. Con leg­gi come il Cloud Act, gli Sta­ti Uni­ti pos­so­no obbli­ga­re le azien­de ame­ri­ca­ne – anche se i dati sono fisi­ca­men­te in Euro­pa – a con­se­gna­re infor­ma­zio­ni sen­si­bi­li al gover­no ame­ri­ca­no. Que­sto met­te a rischio la pri­va­cy dei cit­ta­di­ni euro­pei, la sicu­rez­za del­le impre­se e per­si­no la sovra­ni­tà nazio­na­le.
Ecco per­ché l’Università Mila­no-Bicoc­ca, insie­me a Red Open, ha pro­po­sto un pat­to per il futu­ro eco­no­mi­co e tec­no­lo­gi­co dell’Europa: l’obiettivo è costrui­re un eco­si­ste­ma digi­ta­le euro­peo, con infra­strut­tu­re, soft­ware e com­pe­ten­ze pro­prie. Non si trat­ta di chiu­der­si al mon­do, ma di diver­si­fi­ca­re i for­ni­to­ri, raf­for­za­re la cyber­si­cu­rez­za e pro­teg­ge­re i dati euro­pei da pres­sio­ni ester­ne. In sin­te­si, la dipen­den­za digi­ta­le Ita­lia-Usa è come ave­re una casa con la por­ta blin­da­ta, ma le chia­vi in mano a qual­cun altro. Ser­ve un cam­bio di rot­ta, e que­sto pat­to potreb­be esse­re un pri­mo pas­so per ripren­de­re il con­trol­lo del nostro futu­ro digi­ta­le”.

È quan­to dichia­ra Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te dell’associazione Ban­die­ra Bian­ca.

Related Images: