Marino. Accordo di pace del nuovo mondo (nota a cura di Maurizio Aversa)

Marino. Accordo di pace del nuovo mondo (nota a cura di Maurizio Aversa)

17/08/2025 0 Di Maurizio Aversa

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Trump e Putin in Ala­ska


A segui­to di un distor­to modo, in voga in que­ste ore, dai bar ai social, di sta­re a tifa­re per chi tra i par­te­ci­pan­ti all’in­con­tro USA-Rus­sia, abbia vin­to, ho rite­nu­to di dover met­te­re in fila alcu­ne cono­scen­ze e ragio­na­men­ti e respon­sa­bil­men­te con­di­vi­der­li.
Mau­ri­zio Aver­sa
Dopo l’incontro di Ancho­ra­ge non ser­ve a nul­la sta­bi­li­re chi sia il vin­ci­to­re e chi il per­den­te. L’incontro è comun­que il frut­to di due volon­tà sta­tua­li e in quan­to tali han­no pro­dot­to un risul­ta­to, pre­ve­di­bil­men­te pro­pe­deu­ti­co ad altri tra­guar­di più impor­tan­ti. E’ giu­sto, che ognu­no, ogni cit­ta­di­no occi­den­ta­le o rus­so, asia­ti­co o afri­ca­no, del suda­me­ri­ca o dei pae­si ara­bi, sia con­sa­pe­vo­le di cosa sta avve­nen­do. Per­chè è il nuo­vo mon­do e, con­tem­po­ra­nea­men­te, la resi­sten­za, la rea­zio­ne nega­ti­va al suo affer­mar­si. Met­tia­mo in fila alcu­ni fat­ti e tap­pe.
Dopo il crol­lo del muro di Ber­li­no e il dis­sol­vi­men­to del­la poten­za Unio­ne Sovie­ti­ca, c’erano mol­te scel­te in cam­po, e due in par­ti­co­la­re: coglie­re l’occasione per annul­la­re tut­ti gli orga­ni­smi atti a difendere/fomentare guer­re (alias anche con col­pi di sta­to), quin­di la NATO, così come è sta­to (ogget­ti­va­men­te e for­zo­sa­men­te) per il Pat­to di Var­sa­via; oppu­re pen­sa­re da par­te di qual­che super­po­ten­za (Cina, USA, ecc) di pren­de­re il posto dell’URSS e ban­chet­ta­re coi resti del bloc­co sovie­ti­co. La Cina, non solo per moti­vi ideo­lo­gi­ci (ma anche per que­sto) non ha scel­to que­sta stra­da. Gli USA inve­ce si sono but­ta­ti sul­le pre­de dispo­ni­bi­li da spol­pa­re e ren­de­re, quan­to basta, com­pli­ci, nel gran­de gio­co del capi­ta­li­smo finan­zia­rio. Pure pas­san­do per guer­re, guer­ric­cio­le e col­pi di sta­to (il rife­ri­men­to è alla ex Jugo­sla­via e all’annessione del­la Ger­ma­nia dell’Est, così come del col­po di sta­to in Ucrai­na). Natu­ral­men­te, anche cam­bian­do qual­che sem­bian­za di gestio­ne (a secon­da dei pre­si­den­ti suc­ce­du­ti­si), gli USA sono sta­ti i gran­di pro­ta­go­ni­sti di ciò insie­me ai com­pli­ci di sem­pre, la Gran Bre­ta­gna, e la Unio­ne Euro­pea che mai è sta­ta in gra­do — sia in perio­do meno cruen­to, che nei momen­ti topi­ci del­la vera e pro­pria par­te­ci­pa­zio­ne a rifor­ni­re di mez­zi e dena­ro varie atti­vi­tà guer­re­sche fino all’ultimo spa­smo­di­co impe­gno per l’Ucraina — di far vale­re una pro­pria auto­no­mia di pen­sie­ro. Anzi spes­so, il vero inte­res­se dei popo­li euro­pei (che comun­que subi­sco­no l’esistenza di una enti­tà che non è poli­ti­ca in sen­so stret­to e alto del ter­mi­ne per­chè eli­ta­rio e finan­zia­rio) è sta­to “dife­so” in modo inef­fi­ca­ce per­chè mino­ri­ta­rio da sin­go­li o pochi sta­ti lun­gi­mi­ran­ti: uno su tut­ti la Spa­gna sugli ulti­mi avve­ni­men­ti riguar­dan­ti l’Ucraina.

Anschluss, l’an­nes­sio­ne.
L’u­ni­fi­ca­zio­ne ella Ger­ma­nia e il futu­ro del­l’Eu­ro­pa. Di Vla­di­mi­ro Giac­chè. (libro pre­sen­ta­to a Mari­no qual­che anno fa


Un altra cosa da met­te­re in fila è la com­mi­stio­ne, cer­to figlia del ragio­na­men­to svol­to pri­ma, cir­ca il ruo­lo dei ser­vi­zi segre­ti (in spe­cie quel­li bri­tan­ni­ci) impli­ca­ti con la NATO a svol­ge­re il “lavo­ro spor­co” atto a giu­sti­fi­ca­re qua­lun­que cosa. Così come fu all’epoca del­la bot­ti­gliet­ta fasul­la per abbat­te­re l’Iraq, più di recen­te, dopo l’operazione Libia (con fian­cheg­gia­to­ri i fran­ce­si) anche il sabo­tag­gio del North stream (linea di con­dot­te del gas liqui­do che vei­co­la­va da Rus­sia a nord Euro­pa) è sta­to uti­le fat­to per giu­sti­fi­ca­re l’applicazione con­tro il gas rus­so (visto che non c’erano più nep­pu­re le strut­tu­re da uti­liz­za­re. Anzi addi­rit­tu­ra, in pri­mo momen­to con una cam­pa­gna sub­do­la vol­ta ad indi­ca­re pro­prio nei rus­si gli arte­fi­ci dell’attentato. Ecco que­sta com­mi­stio­ne (NATO ser­vi­zi) non fa bene all’Europa, qual­sia­si Euro­pa. Non fa bene ad un rap­por­to lea­le e pari­ta­rio GB-UE, che infat­ti difet­ta. E dove l’unico rap­por­to pos­si­bi­le è la com­pli­ci­tà di male­fat­te uti­li a tra­sfro­ma­re tut­to ciò in aumen­to di pro­du­zio­ne bel­li­ca, con acqui­ren­ti e uti­liz­za­to­ri, con con­se­guen­ze di mor­ti e distru­zio­ni ma sicu­ra­men­te con ritor­no di pro­ven­ti eco­no­mi­ci per le rispet­ti­ve finan­zia­rie soste­ni­tri­ci. Ecco, che rap­por­to è? Cosa c’è di sano in que­sto per il futu­ro? Solo la mos­sa a chi pugna­le­rà alle spal­le per pri­mo l’amico/complice/criminale. Libe­ri­smo e capi­ta­li­smo allo sta­to pri­mor­dia­le: la giun­gla a para­go­ne è un eden.
Da ciò ne deri­va, già per le cose (dei fat­ti) scrit­te, che il pro­ble­ma nume­ro uno è la NATO. Non deve esi­ste­re. Non deve esse­re con­sen­ti­to alla stes­sa di ope­ra­re in Euro­pa, ovve­ro alme­no nel­la UE. E inve­ce? Inve­ce, nono­stan­te gli impe­gni assun­ti (Rea­gan e Gor­ba­ciov) di non espan­de­re la NATO, essa ha pro­se­gui­to un pro­prio per­cor­so di accer­chia­men­to del­la Rus­sia, del­la Fede­ra­zio­ne Rus­sa. Per­chè l’accerchiamento? Han­no ini­zia­to a chie­der­si i gover­nan­ti rus­si. Nel cam­po del­la Fede­ra­zio­ne Rus­sa non vige­va alcun trat­ta­to con sta­ti ami­ci o satel­li­ti (ad esem­pio come era il Pat­to di Var­sa­via) tale da guar­da­re con sospet­to all’armata rus­sa. Anzi vale il con­tra­rio — han­no ini­zia­to ad ela­bo­ra­re, e poi a dire, e quin­di avver­ti­re i rus­si ai pro­pri con­fi­nan­ti -, visto che tut­ta una cin­tu­ra di Sta­ti, anche se di pic­co­le dimen­sio­ne, sono sta­ti nel frat­tem­po, in que­sti ulti­mi anni, uti­liz­za­ti per ade­ri­re non ad un sem­pli­ce pro­to­col­lo di dife­sa. Ben­sì sono sta­ti lau­ta­men­te ricom­pen­sa­ti da NATO/USA per met­te­re sul suo­lo degli stes­si, uomi­ni e mez­zi, muni­zio­na­men­to e tec­no­lo­gie di guer­ra all’avanguardia che han­no sem­pre avu­to il sapo­re non di difen­der­si da chis­sac­chè, ma di uti­liz­za­re un dato momen­to X per l’attacco alla Rus­sia. Que­sto ragio­na­men­to, que­sto sta­to di cose, que­ste pre­oc­cu­pa­zio­ni ha espres­so la Rus­sia nei con­fron­ti di NATO, USA ed Euro­pa.

In Don­bass non si pas­sa. Libro di Alber­to Fazo­lo, pre­sen­ta­to a Mari­no pri­ma del­la ope­ra­zio­ne spe­cia­le di poli­zia rus­sa del 2022


Per tut­ta rispo­sta, dal 2014, in Don­bass, l’ultima nazio­ne che non fa par­te nè del­la UE nè del­la NATO, atti­va un siste­ma di aggres­sio­ne per­ma­nen­te con­tro le popo­la­zio­ni rus­so­fo­ne del Don­bass. Anzi, il gover­no Ucrai­no arri­va ad eleg­ge­re come cor­po mili­ta­re sta­ta­le il fami­ge­ra­to bat­ta­glio­ne Azov, filo­na­zi­sta, per ster­mi­na­re ogni resi­sten­za del­le regio­ni ribel­li. I ribel­li sono tal­men­te popo­lo che si autor­ga­niz­za­no, e resi­sto­no, fino a giun­ge­re nel 2022 ad auto­pro­cla­mar­si repub­bli­che auto­no­me e con suc­ces­si­vo refe­ren­dum richie­de­re di far par­te del­la Fede­ra­zio­ne Rus­sa. E’ in que­sto cli­ma che si con­ca­te­na, viste le non rispo­ste, ovve­ro le rispo­ste nega­ti­ve di NATO, USA e UE, alle pre­oc­cu­pa­zio­ni rus­se, la scel­ta del­la Fede­ra­zio­ne rus­sa di far par­ti­re la Ope­ra­zio­ne spe­cia­le di Poli­zia per 1. difen­de­re le popo­la­zio­ni del­le regio­ni auto­pro­cla­ma­ti­si repub­bli­che indi­pen­den­ti, 2. per dena­zi­fi­ca­re l’Ucraina, 3. per non con­sen­ti­re l’adesione alla NATO del­la stes­sa Ucrai­na.
Gli altri fat­ti recen­ti, pur­trop­po dis­se­mi­na­ti di miglia­ia di vite uma­ne spez­za­te e di distru­zio­ne di beni e infra­strut­tu­re, sono tut­te ascri­vi­bi­li dal­la deter­mi­na­zio­ne del­la Fede­ra­zio­ne Rus­sa di man­te­ne­re fer­ma la pro­pria richie­sta, accol­ta la qua­le, tut­to si risol­ve in un con­te­sto nuo­vo, paci­fi­co e dura­tu­ro. Per que­sto spes­so si è par­la­to di scon­tro Rus­sia-occi­den­te.

alcuni/e dei/delle respon­sa­bi­li del­le scel­te riar­mi­ste in Euro­pa, inu­ti­li ed anti­po­po­la­ri


Ci sono sta­ti inter­ven­ti san­zio­na­to­ri e cam­pa­gne anti­rus­se, inu­ti­li ai fini del con­fron­to con­cre­to di quan­to descrit­to. Ci sono sta­ti timi­di ten­ta­ti­vi diplo­ma­ti­ci non cor­ro­bo­ra­ti da sostan­zia­li volon­tà sta­tua­li, sia quan­do a pro­muo­ver­li sono sta­ti sin­go­li sta­ti (per­fi­no la san­ta sede), sia quan­do sono sta­ti orga­ni­smi inter­na­zio­na­li come l’ONU.

Ange­lo Ber­toz­zi, La nuo­va via del­la seta


Una qual­che novi­tà si è vista con le azio­ni dei sin­go­li sta­ti appar­te­nen­ti ai Brics, che anche come orga­ni­smo d’insieme nel­le varie ses­sio­ni di stu­dio e pro­po­sta. Cosa è emer­so? Sostan­zial­men­te che è inu­ti­le e dan­no­so per la pace e per il pro­gres­so uma­no dare — ove fos­se pos­si­bi­le — un col­po alla Rus­sia. Se ne devo­no fae una ragio­ne gli USA, GB, e UE, e soprat­tut­to l’inutile e dan­no­sa infra­stut­tu­ra NATO. Quin­di il per­cor­so che vie­ne sug­ge­ri­to è non strin­ge­re nel­la mor­sa la Rus­sia, quin­di nien­te ade­sio­ne NATO Ucrai­na, fine del con­flit­to rispet­tan­do da un lato le volon­ta già espres­se dal­le repub­bli­che auto­no­me del Don­bass e dall’altro rea­li­sti­ca­men­te rico­no­scen­do quan­to ha det­to il cam­po di bat­ta­glia visto che su que­sto l’Ucraina ha volu­to misu­rar­si (intan­to che face­va da cavia/vittima per con­to ter­zi nel­la guer­ra anti­rus­sa).

Il nuo­vo ordi­ne mon­dia­le avan­za: Cina, India, Bra­si­le, Rus­sia, Suda­fri­ca, Vietnam…ecc


Cosa vuo­le fare oggi lo sta­to USA? Pro­ba­bil­men­te poi­chè ritie­ne di con­ti­nua­re a per­de­re ter­re­no sul pia­no eco­no­mi­co (Cina e Brics), con­ti­nua a per­de­re sul pia­no poli­ti­co (suda­me­ri­ca com­ples­si­va­men­te e sin­go­li sta­ti) e con­ti­nua­re a per­de­re sul pia­no ideo­lo­gi­co (anche se non tut­ti gli sta­ti, mol­ti dei nuo­vi emer­gen­ti non sono affat­to affi­lia­ti o segua­ci del­le teo­rie capi­ta­li­sti­che del libe­ri­smo di que­sto seco­lo), allo­ra meglio con­cor­da­re una serie di con­tro­mi­su­re che alme­no non dan­neg­gi­no o sov­ver­ta­no dal di den­tro il pro­prio pae­se. Così ha scel­to la stra­da mae­stra di pren­de­re di pet­to il ful­cro del pro­ble­ma (confronto/scontro USA Rus­sia) e vede­re se da qui può ori­gi­na­re alme­no una svol­ta che non mostri solo il vol­to rea­zio­na­rio e guer­ra­fon­da­io degli USA.
Intan­to, non sapen­do se l’accelerazione auspi­ca­ta pos­sa con­cre­tiz­zar­si, sicu­ra­men­te ogni for­za, ogni sin­go­lo, può par­te­ci­pa­re ai mil­le momen­ti che il movi­men­to per la pace a livel­lo inter­na­zio­na­le ha dimo­stra­to e può con­ti­nau­re a dimo­stra­re per por­re fine ad una e mol­te guer­re e oppres­sio­ni (a comin­cia­re dal­la que­stio­ne pale­sti­ne­se), e per que­sta via con­fer­ma­re che un nuo­vo ordi­ne mon­dia­le è già nascen­te e va soste­nu­to e che il site­ma capi­ta­li­sti­co — ori­gi­ne di sopraf­fa­zio­ni e guer­re — va rele­ga­to al di fuo­ri del­la sto­ria degli uomi­ni.

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