Martedi 13 dicembre presso la sala conferenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri si è…
Marino. Accordo di pace del nuovo mondo (nota a cura di Maurizio Aversa)
17/08/2025Questo articolo è stato letto 1781 volte!

Trump e Putin in Alaska
A seguito di un distorto modo, in voga in queste ore, dai bar ai social, di stare a tifare per chi tra i partecipanti all’incontro USA-Russia, abbia vinto, ho ritenuto di dover mettere in fila alcune conoscenze e ragionamenti e responsabilmente condividerli.
Maurizio AversaDopo l’incontro di Anchorage non serve a nulla stabilire chi sia il vincitore e chi il perdente. L’incontro è comunque il frutto di due volontà statuali e in quanto tali hanno prodotto un risultato, prevedibilmente propedeutico ad altri traguardi più importanti. E’ giusto, che ognuno, ogni cittadino occidentale o russo, asiatico o africano, del sudamerica o dei paesi arabi, sia consapevole di cosa sta avvenendo. Perchè è il nuovo mondo e, contemporaneamente, la resistenza, la reazione negativa al suo affermarsi. Mettiamo in fila alcuni fatti e tappe.
Dopo il crollo del muro di Berlino e il dissolvimento della potenza Unione Sovietica, c’erano molte scelte in campo, e due in particolare: cogliere l’occasione per annullare tutti gli organismi atti a difendere/fomentare guerre (alias anche con colpi di stato), quindi la NATO, così come è stato (oggettivamente e forzosamente) per il Patto di Varsavia; oppure pensare da parte di qualche superpotenza (Cina, USA, ecc) di prendere il posto dell’URSS e banchettare coi resti del blocco sovietico. La Cina, non solo per motivi ideologici (ma anche per questo) non ha scelto questa strada. Gli USA invece si sono buttati sulle prede disponibili da spolpare e rendere, quanto basta, complici, nel grande gioco del capitalismo finanziario. Pure passando per guerre, guerricciole e colpi di stato (il riferimento è alla ex Jugoslavia e all’annessione della Germania dell’Est, così come del colpo di stato in Ucraina). Naturalmente, anche cambiando qualche sembianza di gestione (a seconda dei presidenti succedutisi), gli USA sono stati i grandi protagonisti di ciò insieme ai complici di sempre, la Gran Bretagna, e la Unione Europea che mai è stata in grado — sia in periodo meno cruento, che nei momenti topici della vera e propria partecipazione a rifornire di mezzi e denaro varie attività guerresche fino all’ultimo spasmodico impegno per l’Ucraina — di far valere una propria autonomia di pensiero. Anzi spesso, il vero interesse dei popoli europei (che comunque subiscono l’esistenza di una entità che non è politica in senso stretto e alto del termine perchè elitario e finanziario) è stato “difeso” in modo inefficace perchè minoritario da singoli o pochi stati lungimiranti: uno su tutti la Spagna sugli ultimi avvenimenti riguardanti l’Ucraina.

Anschluss, l’annessione.
L’unificazione ella Germania e il futuro dell’Europa. Di Vladimiro Giacchè. (libro presentato a Marino qualche anno fa
Un altra cosa da mettere in fila è la commistione, certo figlia del ragionamento svolto prima, circa il ruolo dei servizi segreti (in specie quelli britannici) implicati con la NATO a svolgere il “lavoro sporco” atto a giustificare qualunque cosa. Così come fu all’epoca della bottiglietta fasulla per abbattere l’Iraq, più di recente, dopo l’operazione Libia (con fiancheggiatori i francesi) anche il sabotaggio del North stream (linea di condotte del gas liquido che veicolava da Russia a nord Europa) è stato utile fatto per giustificare l’applicazione contro il gas russo (visto che non c’erano più neppure le strutture da utilizzare. Anzi addirittura, in primo momento con una campagna subdola volta ad indicare proprio nei russi gli artefici dell’attentato. Ecco questa commistione (NATO servizi) non fa bene all’Europa, qualsiasi Europa. Non fa bene ad un rapporto leale e paritario GB-UE, che infatti difetta. E dove l’unico rapporto possibile è la complicità di malefatte utili a trasfromare tutto ciò in aumento di produzione bellica, con acquirenti e utilizzatori, con conseguenze di morti e distruzioni ma sicuramente con ritorno di proventi economici per le rispettive finanziarie sostenitrici. Ecco, che rapporto è? Cosa c’è di sano in questo per il futuro? Solo la mossa a chi pugnalerà alle spalle per primo l’amico/complice/criminale. Liberismo e capitalismo allo stato primordiale: la giungla a paragone è un eden.
Da ciò ne deriva, già per le cose (dei fatti) scritte, che il problema numero uno è la NATO. Non deve esistere. Non deve essere consentito alla stessa di operare in Europa, ovvero almeno nella UE. E invece? Invece, nonostante gli impegni assunti (Reagan e Gorbaciov) di non espandere la NATO, essa ha proseguito un proprio percorso di accerchiamento della Russia, della Federazione Russa. Perchè l’accerchiamento? Hanno iniziato a chiedersi i governanti russi. Nel campo della Federazione Russa non vigeva alcun trattato con stati amici o satelliti (ad esempio come era il Patto di Varsavia) tale da guardare con sospetto all’armata russa. Anzi vale il contrario — hanno iniziato ad elaborare, e poi a dire, e quindi avvertire i russi ai propri confinanti -, visto che tutta una cintura di Stati, anche se di piccole dimensione, sono stati nel frattempo, in questi ultimi anni, utilizzati per aderire non ad un semplice protocollo di difesa. Bensì sono stati lautamente ricompensati da NATO/USA per mettere sul suolo degli stessi, uomini e mezzi, munizionamento e tecnologie di guerra all’avanguardia che hanno sempre avuto il sapore non di difendersi da chissacchè, ma di utilizzare un dato momento X per l’attacco alla Russia. Questo ragionamento, questo stato di cose, queste preoccupazioni ha espresso la Russia nei confronti di NATO, USA ed Europa.

In Donbass non si passa. Libro di Alberto Fazolo, presentato a Marino prima della operazione speciale di polizia russa del 2022
Per tutta risposta, dal 2014, in Donbass, l’ultima nazione che non fa parte nè della UE nè della NATO, attiva un sistema di aggressione permanente contro le popolazioni russofone del Donbass. Anzi, il governo Ucraino arriva ad eleggere come corpo militare statale il famigerato battaglione Azov, filonazista, per sterminare ogni resistenza delle regioni ribelli. I ribelli sono talmente popolo che si autorganizzano, e resistono, fino a giungere nel 2022 ad autoproclamarsi repubbliche autonome e con successivo referendum richiedere di far parte della Federazione Russa. E’ in questo clima che si concatena, viste le non risposte, ovvero le risposte negative di NATO, USA e UE, alle preoccupazioni russe, la scelta della Federazione russa di far partire la Operazione speciale di Polizia per 1. difendere le popolazioni delle regioni autoproclamatisi repubbliche indipendenti, 2. per denazificare l’Ucraina, 3. per non consentire l’adesione alla NATO della stessa Ucraina.
Gli altri fatti recenti, purtroppo disseminati di migliaia di vite umane spezzate e di distruzione di beni e infrastrutture, sono tutte ascrivibili dalla determinazione della Federazione Russa di mantenere ferma la propria richiesta, accolta la quale, tutto si risolve in un contesto nuovo, pacifico e duraturo. Per questo spesso si è parlato di scontro Russia-occidente.

alcuni/e dei/delle responsabili delle scelte riarmiste in Europa, inutili ed antipopolari
Ci sono stati interventi sanzionatori e campagne antirusse, inutili ai fini del confronto concreto di quanto descritto. Ci sono stati timidi tentativi diplomatici non corroborati da sostanziali volontà statuali, sia quando a promuoverli sono stati singoli stati (perfino la santa sede), sia quando sono stati organismi internazionali come l’ONU.

Angelo Bertozzi, La nuova via della seta
Una qualche novità si è vista con le azioni dei singoli stati appartenenti ai Brics, che anche come organismo d’insieme nelle varie sessioni di studio e proposta. Cosa è emerso? Sostanzialmente che è inutile e dannoso per la pace e per il progresso umano dare — ove fosse possibile — un colpo alla Russia. Se ne devono fae una ragione gli USA, GB, e UE, e soprattutto l’inutile e dannosa infrastuttura NATO. Quindi il percorso che viene suggerito è non stringere nella morsa la Russia, quindi niente adesione NATO Ucraina, fine del conflitto rispettando da un lato le volonta già espresse dalle repubbliche autonome del Donbass e dall’altro realisticamente riconoscendo quanto ha detto il campo di battaglia visto che su questo l’Ucraina ha voluto misurarsi (intanto che faceva da cavia/vittima per conto terzi nella guerra antirussa).

Il nuovo ordine mondiale avanza: Cina, India, Brasile, Russia, Sudafrica, Vietnam…ecc
Cosa vuole fare oggi lo stato USA? Probabilmente poichè ritiene di continuare a perdere terreno sul piano economico (Cina e Brics), continua a perdere sul piano politico (sudamerica complessivamente e singoli stati) e continuare a perdere sul piano ideologico (anche se non tutti gli stati, molti dei nuovi emergenti non sono affatto affiliati o seguaci delle teorie capitalistiche del liberismo di questo secolo), allora meglio concordare una serie di contromisure che almeno non danneggino o sovvertano dal di dentro il proprio paese. Così ha scelto la strada maestra di prendere di petto il fulcro del problema (confronto/scontro USA Russia) e vedere se da qui può originare almeno una svolta che non mostri solo il volto reazionario e guerrafondaio degli USA.
Intanto, non sapendo se l’accelerazione auspicata possa concretizzarsi, sicuramente ogni forza, ogni singolo, può partecipare ai mille momenti che il movimento per la pace a livello internazionale ha dimostrato e può continaure a dimostrare per porre fine ad una e molte guerre e oppressioni (a cominciare dalla questione palestinese), e per questa via confermare che un nuovo ordine mondiale è già nascente e va sostenuto e che il sitema capitalistico — origine di sopraffazioni e guerre — va relegato al di fuori della storia degli uomini.
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

