Roma/Gaza. Dopo le uccisioni dei giornalisti di Al Jazeera, oggi manifestazione: Occhi su Gaza

Roma/Gaza. Dopo le uccisioni dei giornalisti di Al Jazeera, oggi manifestazione: Occhi su Gaza

11/08/2025 0 Di Maurizio Aversa

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Anas al-Sha­rif


Diret­ta­men­te dal­la “Rete No Bava­glio”, gra­zie alla dif­fu­sio­ne del coor­di­na­to­re Mari­no Bis­so, oltre la noti­zia, pos­sia­mo ripor­ta­re una nota uffi­cia­le e l’ap­pun­ta­men­to per oggi alle 18.00 a Roma.
“La Rete NoBa­va­glio espri­me pro­fon­da indi­gna­zio­ne e dolo­re per l’uccisione mira­ta di cin­que ope­ra­to­ri dell’informazione da par­te dell’esercito israe­lia­no nel­la Stri­scia di Gaza: “Un attac­co cri­mi­na­le ter­ro­ri­sti­co con­tro la stam­pa”. Tra le vit­ti­me, il gior­na­li­sta Anas al-Sha­rif, vol­to noto di Al Jazee­ra, insie­me ai suoi col­le­ghi Moham­med Qrei­qeh, Ibra­him Zaher, Moham­med Nou­fal e Moa­men Ali­wa. Secon­do quan­to ripor­ta­to da Al Jazee­ra e da diver­se orga­niz­za­zio­ni inter­na­zio­na­li, i gior­na­li­sti si tro­va­va­no in una ten­da stam­pa all’esterno dell’ospedale al-Shi­fa di Gaza City, quan­do sono sta­ti col­pi­ti da un attac­co mira­to. L’esercito israe­lia­no ha riven­di­ca­to l’operazione, accu­san­do al-Sha­rif di esse­re un “ter­ro­ri­sta” affi­lia­to ad Hamas, sen­za però for­ni­re alcu­na pro­va cre­di­bi­le. Que­sta pras­si — eti­chet­ta­re i gior­na­li­sti come com­bat­ten­ti — rap­pre­sen­ta una gra­ve vio­la­zio­ne del dirit­to inter­na­zio­na­le e un attac­co diret­to alla liber­tà di stam­pa. Come ha denun­cia­to il Comi­ta­to per la pro­te­zio­ne dei gior­na­li­sti (CPJ), “i gior­na­li­sti sono civi­li e non devo­no mai esse­re pre­si di mira”.
La Rete NoBa­va­glio si uni­sce alla Fede­ra­zio­ne Nazio­na­le del­la Stam­pa Ita­lia­na (FNSI) nel chie­de­re che Israe­le ren­da pub­bli­che e cre­di­bi­li le pro­ve con­tro Anas al-Sha­rif e che la Cor­te Pena­le Inter­na­zio­na­le apra un’indagine urgen­te su que­sta ucci­sio­ne mira­ta. Chie­dia­mo a tut­te le orga­niz­za­zio­ni per la liber­tà di stam­pa, ai sin­da­ca­ti dei gior­na­li­sti, alle isti­tu­zio­ni demo­cra­ti­che e ai difen­so­ri dei dirit­ti uma­ni di unir­si a que­sta richie­sta. Non pos­sia­mo resta­re in silen­zio men­tre la stam­pa vie­ne mes­sa a tace­re con le bom­be.
La veri­tà non si ucci­de. La liber­tà di infor­ma­zio­ne non si bom­bar­da.”.

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