*Dazi, Confeuro: “Per tutela vino servono narrativa corretta e nuovi mercati”*

*Dazi, Confeuro: “Per tutela vino servono narrativa corretta e nuovi mercati”*

06/08/2025 0 Di Marco Montini

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“La que­stio­ne dei dazi Usa è solo una par­te dei pro­ble­mi che afflig­go­no la filie­ra del vino. Ser­ve una nar­ra­zio­ne diver­sa e più cor­ret­ta, ma anche una stra­te­gia di aper­tu­ra ver­so nuo­vi mer­ca­ti glo­ba­li.” È quan­to dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro, all’indomani del Tavo­lo del vino con­vo­ca­to ieri a Palaz­zo Chi­gi dal Mini­stro del­l’A­gri­col­tu­ra, del­la Sovra­ni­tà Ali­men­ta­re e del­le Fore­ste, Fran­ce­sco Lol­lo­bri­gi­da. “Negli ulti­mi anni — pro­se­gue Tiso — il set­to­re viti­vi­ni­co­lo è sta­to ogget­to di un attac­co media­ti­co costan­te, spes­so ali­men­ta­to da inter­pre­ta­zio­ni distor­te di orga­ni­smi inter­na­zio­na­li come l’OMS, che ten­do­no a equi­pa­ra­re tut­te le bevan­de alco­li­che, sen­za distin­gue­re tra abu­so e con­su­mo mode­ra­to. È neces­sa­rio rista­bi­li­re una nar­ra­zio­ne più equi­li­bra­ta, che rico­no­sca il vino come par­te inte­gran­te del­la die­ta medi­ter­ra­nea e del­la nostra cul­tu­ra. Il vino non è solo un pro­dot­to agri­co­lo: è il frut­to del lavo­ro dell’uomo, è espres­sio­ne del ter­ri­to­rio, ed è un ali­men­to che, se con­su­ma­to con mode­ra­zio­ne, non nuo­ce alla salu­te.”

Secon­do Con­feu­ro, è altret­tan­to urgen­te guar­da­re oltre il mer­ca­to ame­ri­ca­no per difen­de­re e rilan­cia­re la filie­ra viti­ni­co­la. “Sareb­be un gra­ve erro­re — aggiun­ge il pre­si­den­te nazio­na­le Con­feu­ro, Andrea Tiso — lega­re il futu­ro del nostro vino esclu­si­va­men­te all’andamento dei rap­por­ti com­mer­cia­li con gli Sta­ti Uni­ti. Occor­re raf­for­za­re la pre­sen­za nei mer­ca­ti in for­te espan­sio­ne, pro­muo­ven­do il valo­re del vino ita­lia­no come amba­scia­to­re di qua­li­tà, tra­di­zio­ne e soste­ni­bi­li­tà. Con­feu­ro — con­clu­de Tiso — è pron­ta a col­la­bo­ra­re con le isti­tu­zio­ni affin­ché le scel­te poli­ti­che ten­ga­no con­to del­la com­ples­si­tà e del valo­re cul­tu­ra­le del­la filie­ra viti­vi­ni­co­la. Ser­vo­no visio­ne, equi­li­brio e aper­tu­ra al mon­do per garan­ti­re al nostro vino il futu­ro che meri­ta”.

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