Marino: “NUOVO” Piano Urbanistico e vecchie logiche. Così PD e M5S dopo il consiglio comunale

Marino: “NUOVO” Piano Urbanistico e vecchie logiche. Così PD e M5S dopo il consiglio comunale

31/07/2025 0 Di Maurizio Aversa

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A segui­to del­lo svol­gi­men­to del­la assi­se di Con­si­glio comu­na­le a Palaz­zo Colon­na dedi­ca­ta ai temi del­la pro­gram­ma­zio­ne urba­ni­sti­ca pros­si­ma ven­tu­ra per la cit­tà, abbia­mo rice­vu­to comu­ni­ca­to con­giun­to da PD e M5S che ripor­tia­mo inte­gral­men­te.
“Ieri, 30 luglio, il Con­si­glio comu­na­le ha appro­va­to il nuo­vo pia­no urba­ni­sti­co (PUCG) di Mari­no.
Non sono sta­ti fat­ti pro­ces­si par­te­ci­pa­ti­vi, come acca­du­to inve­ce nel 2021 con l’am­mi­ni­stra­zio­ne Coliz­za e la visio­ne di cit­tà è com­ple­ta­men­te diver­sa da quel­la del M5S e del PD, che si sono fer­ma­men­te oppo­sti, sia con dichia­ra­zio­ni ed ana­li­si cri­ti­che che con il voto in aula.
Il pia­no pre­ve­de infat­ti la dimi­nu­zio­ne di aree agri­co­le, pro­dut­ti­ve e desti­na­te a ser­vi­zi a favo­re di una nuo­va insen­sa­ta cemen­ti­fi­ca­zio­ne per edi­li­zia resi­den­zia­le, alla qua­le sono riser­va­ti i 9 deci­mi dei futu­ri svi­lup­pi. Si con­fi­gu­ra così, per il nostro avve­ni­re, una cit­tà dor­mi­to­rio, con un con­su­mo di suo­lo dal qua­le non si potrà tor­na­re indie­tro.
Un altro schiaf­fo di cemen­to che Mari­no non meri­ta­va.
Per la cro­na­ca poli­ti­ca, i voti a favo­re del PUCG sono sta­ti meno del­la metà del tota­le dei Con­si­glie­ri, il che la dice lun­ga.. Anche sui com­por­ta­men­ti ambi­gui dei par­ti­ti di destra assen­ti in mino­ran­za. Un sin­da­co, sca­ri­ca­to dai suoi par­ti­ti, che non rap­pre­sen­ta più la mag­gio­ran­za del­la cit­tà.
Final­men­te, però, dopo 4 anni Cec­chi un obiet­ti­vo lo ha rag­giun­to: il pia­no urba­ni­sti­co del cemen­to! Il suo vero obiet­ti­vo, dopo aver vivac­chia­to 4 anni tra feste, festic­cio­le e pro­get­ti lascia­ti in ere­di­tà dal­la pre­ce­den­te ammi­ni­stra­zio­ne (mol­ti dei qua­li, tra l’altro, anco­ra incom­piu­ti o mal rea­liz­za­ti).
E visto che que­sta ammi­ni­stra­zio­ne pun­ta sul­le costru­zio­ni resi­den­zia­li, inve­ce di pre­di­li­ge­re lo svi­lup­po viti­vi­ni­co­lo di un ter­ri­to­rio cono­sciu­to nel mon­do per que­sta voca­zio­ne, la Sagra dei pros­si­mi anni diven­te­rà la Sagra del Mat­to­ne.”.

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