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Marino. “Essere Marino”: “Un piano che consuma suolo, ignora i bisogni reali e aggrava gli squilibri del territorio”
31/07/2025Questo articolo è stato letto 1916 volte!

Gli attivisti di Legambiente, circolo il riccio appia sud, erano presenti durante lo svolgimento del consiglio comunale di Marino. Attenti e molto critici osservatori di quanto hanno visto e ascoltato.
Dopo il Consiglio comunale che ha cementato maggioranza della maggioranza, e che avrebbe intenzione di cementificare letteralmente un altro bel pezzo di campagna romana, anche ESSERE MARINO, la sempre più presente lista civica che si dedica alla tutela di Marino e dei suoi cittadini, ha voluto commentare con un preciso documento l’alternatività di cui ci sarebbe bisogno! Ecco il testo:
“Con l’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale Generale (PUCG), l’Amministrazione Cecchi sceglie la via sbagliata: espansione residenziale a oltranza, in un territorio già saturo, senza visione, senza equilibrio, senza futuro. I numeri sono chiari:
— A Marino nel 2021 risultavano 22.585 abitazioni, di cui 2.464 vuote: oltre l’11% inutilizzate.
— Il nuovo PUCG prevede oltre 650.000 m³ di nuove costruazioni residenziali, per una popolazione ipotizzata di 53.000 abitanti — del tutto scollegata dalla realtà. In un comune che non ha bisogno di nuove case, ma di servizi, lavoro e riqualificazione urbana, questa scelta è miope e dannosa. Squilibrio territoriale: frazioni sempre più cariche. Il nuovo piano non solo non riequilibra il territorio, ma anzi aggrava il divario demografico già esistente tra Marino centro e le frazioni di pianura: Santa Maria delle Mole, Frattocchie, Cava dei Selci, Fontana Sala-Castelluccia. Queste aree ospitano già oggi oltre il 65% della popolazione comunale, ma ricevono servizi insufficienti, trasporti inadeguati, e pianificazione carente. Il nuovo PUCG aumenta ancora la pressione insediativa sulle frazioni, senza investire in qualità urbana, mobilità sostenibile o servizi pubblici. Nessuna nuova area cimiteriale Il piano non prevede una nuova area cimiteriale, soprattutto nella zona pianeggiante del Comune, dove oggi vive la maggioranza dei cittadini. Un’assenza che dimostra la totale mancanza di attenzione per i bisogni fondamentali e quotidiani delle persone. Nessuna risposta sul lavoro In un territorio che ha bisogno di rilanciare l’occupazione e l’economia locale, il PUCG:
— non prevede una vera area industriale o artigianale,
— non propone soluzioni per attrarre imprese o attività produttive,
— non crea opportunità di lavoro reale per i cittadini.
Mentre si progetta un’enorme espansione residenziale, si dimentica il lavoro, l’impresa, la vita produttiva. Un consumo di suolo insostenibile Secondo i dati ISPRA 2023:
— Marino ha già consumato oltre il 26% del proprio territorio;
— con 388 m² di suolo consumato per abitante, è tra i comuni più cementificati del Lazio. Il nuovo PUCG peggiora questo quadro, alimentando uno sviluppo sbilanciato, insostenibile e privo di visione ambientale.
Il nostro NO
Essere Marino dice NO a un piano che:
— ignora i bisogni reali della popolazione,
— aggrava il divario tra centro e frazioni,
— non offre lavoro né servizi,
— continua a sacrificare territorio, paesaggio e qualità della vita.
Chiediamo:
— Il blocco dell’attuale PUCG;
— Una revisione pubblica e partecipata;
— Un piano che metta al centro le persone, il lavoro, l’ambiente.
Non servono nuove case: servono scelte giuste.
Non servono promesse: serve responsabilità.
Essere Marino continuerà a mobilitarsi per un futuro più giusto e sostenibile.”.
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

