La sezione Anpi “Aurelio Del Gobbo” di Marino, associata per molta parte delle attività proprie…
Marino. Sgombero dell’I Pò? Forte denuncia e appassionata testimonianza di uno dei fondatori: Coriolano Giorgi
23/07/2025Questo articolo è stato letto 1689 volte!

Coriolano Giorgi dell’Associazione Attuare la Costituzione
Sono Coriolano Giorgi, nato a Marino il 26 settembre 1961. Scrivo queste righe con la voce e la
rabbia di chi non può accettare che la memoria popolare venga cancellata con un colpo di penna e
un verbale d’ufficio.
Alla fine degli anni ’80 sono stato tra i fondatori del Centro Sociale Ipò: un nome scelto con ironia
dialettale e insieme con un significato profondo, perché Ipò sta per Iniziativa Proletaria
Organizzata. Un progetto nato per dare spazio, parola e dignità a chi è rimasto sempre ai margini
delle decisioni istituzionali. Un luogo costruito da ragazzi, lavoratori, studenti, militanti, che non si
riconoscevano nelle liturgie ufficiali ma volevano portare cultura e giustizia sociale in paese.
Il centro sociale venne dedicato a Vincenzo Cimmino, un giovane operaio edile italiano morto sul
lavoro. Non era di Marino, ma fu scelto come simbolo delle condizioni di sfruttamento e precarietà
in cui ancora oggi troppi lavoratori italiani si trovano a vivere e morire. Il nome Vincenzo Cimmino
ci ricordava ogni giorno che la lotta per i diritti dei più deboli non ha confini comunali: è una
battaglia nazionale e universale. Negli anni, divergenze politiche ci hanno divisi. Io ho scelto la strada del confronto critico con le istituzioni, altri hanno preferito mantenere un’impronta radicale più intransigente. Ma per tutti noi l’Ipò resta un pezzo di vita, un simbolo di giustizia sociale che non appartiene a chi oggi vuole
cancellarlo. Eppure, il Comune di Marino, con un’ordinanza di sgombero (n. 199 del 22 luglio 2025), ha
ordinato di lasciare entro 30 giorni i locali dell’Ipò, adducendo la necessità di lavori di “messa in
sicurezza”, formalmente deliberati con la Determinazione Dirigenziale n. 665 del 19 giugno 2025.
Una determinazione che però — ed è questo lo scandalo — non è stata pubblicata, non è all’Albo
Pretorio, non è nella sezione “Amministrazione Trasparente”, non è accessibile da nessuno.
L’articolo 23 del D.Lgs. 33/2013 obbliga a pubblicare tutti i provvedimenti amministrativi che
riguardano il patrimonio pubblico e i lavori affidati. Perché allora questa opacità? Che cosa si vuole
nascondere? Ancora più grave è che l’amministrazione cerchi di coprirsi dietro un formalismo giuridico,
richiamando nella propria ordinanza una sentenza del T.A.R. Lombardia (Milano, sez. II, n.
1184/2020) che stabilirebbe la “competenza dirigenziale” per le ordinanze di sgombero. Ma questa
è una scelta politica, non una necessità burocratica. E nessuna sentenza obbliga un Comune a
sgomberare uno spazio sociale, se non lo vuole. Se il Comune decide di farlo è perché sceglie di
farlo. E questa scelta politica non può essere camuffata dietro la firma di un dirigente, peraltro se
non ricordo male a tempo determinato, che domani potrebbe non essere nemmeno più in servizio.
Per questo motivo ho presentato una formale richiesta di accesso agli atti, per ottenere copia della
determinazione che giustificherebbe lo sgombero e chiedere conto della sua mancata
pubblicazione. Non è solo un atto legale: è un atto politico, di rivendicazione di una storia
collettiva, di trasparenza e di rispetto per chi ha fatto dell’Ipò un simbolo, e per chi come Vincenzo
Cimmino ha pagato con la vita le ingiustizie di questo Paese. Chiedo che l’amministrazione la smetta di nascondersi dietro formule giuridiche e ammetta la natura politica di questa scelta. Non ci sono dirigenti o sentenze che tengano: qui c’è la volontà di chiudere un’esperienza popolare. E io, come fondatore dell’Ipò e come cittadino di Marino, non posso accettare che ciò avvenga nel silenzio e nella menzogna.
La trasparenza non è una gentile concessione. La memoria non si sgombera. La giustizia sociale
non si archivia.
— Coriolano Giorgi

assemblea all’i pò, al centro del tavolo a destra, Coriolano Giorgi
Related Images:
Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

