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S.Maria delle Mole/Marino. Cacciare i mercanti dal Tempio!
18/07/2025Questo articolo è stato letto 1595 volte!

La cacciata dei mercanti dal Tempio
L’altezza della torre TIM al Laurentino è di 132 metri. Col traliccio sovrapposto giunge a 178 metri. La cupola di San Pietro è alta circa 137 metri (ma non ha nè tralicci ad innalzare, nè antenne fissate). Il campanile della Chiesa della Natività della Beata Vergine di S. Maria delle Mole è alta una ventina di metri. Tuttavia, mentre a nessun Papa dell’era post comunicazioni con emissioni di onde per telefonia o internet o analoghi, è mai venuto in mente di offrire ‑DIETRO LAUTO COMPENSO — il sito della cupola della Basilica Vaticana; qui e là in Italia, e per quel che ci riguarda a Marino, S. Maria delle Mole, il parroco — Don Jesus Grajeda — ha pensato bene di accedere alla possibilità di incamerare denaro facendo apporre al campanile della Chiesa una antenna (sembra TIM).

Foto di repertorio con Eugenio Pisani, Don Jesus Grajeda e Stefano Cecchi
Chi partecipa a Essere Marino, non ha pregiudizi religiosi e non obbliga all’ateismo , rileva però, eticamente, che la sollevazione — con decine e decine di firme raccolte davanti la Chiesa — che hanno posto in essere cittadini (tutti) e parrocchiani (molti) il duplice problema della salute (emissioni onde radio) e dello squallore dell’edificio sacro profanato in nome di NON LAUTI COMPENSI, MA SPICCI PER UN PIATTO DI LENTICCHIE, siano temi semplici ma concreti. Temi di cui la Chiesa dovrebbe farsi carico. Invece? Invece c’è chi si e chi no, con l’apporto insospettato (o politicamente interessato?) del presidente del consiglio comunale di Marino, avv. Eugenio Pisani, che nella veste di parrocchiano e di ruolo pubblico sostiene l’invasione dei mercanti nel tempio! Come Essere Marino, prendiamo qui posizione, dopo alcuni mesi — tra l’altro seguiti ad anni di battaglie precedenti in cui comitati di cittadini, sempre nei pressi della piazza di S. Maria delle Mole sono riusciti a NON FAR ISTALLARE antenne su edifici privati! — in cui anche nostri attivisti sono stati presenti a fianco dei cittadini e dei parrocchiani in cui abbiamo registrato questo:

La chiesa della Natività della Beata Vergine di S. Maria delle Mole col suo campanile “destinato” ad ospitare antenne TIM
1. Don Jesus Grajeda non si è mai reso disponibile ad un confronto vero coi parrocchiani e col comitato (solo qualche generico assenso detto a voce alla Curia ma mai concretizzato). 2. il comitato si è reso con umiltà disponibile ad un confronto con la Curia. Ciò ha reso possibile (ed il comitato ha ringraziato per questo la Curia) di apprendere che l’orientamente vescovile e di chi segue la materia nella diocesi di Albano, chiede vivamente ai parroci di NON rendere disponibili le strutture della Chiesa per tali attività (antenne). 3. Che il comune di Marino, a parole, pure del sindaco, ha accolto le rimostranze del comitato affermando che avrebbe seguito le regole e condivideva orientamento della Curia : evidentemente il sindaco non era a conoscenza che uno dei suoi pilastri, l’avv. Eugenio Pisani, presidente del consiglio comunale è fan NON disinteressato della soluzione apriamo le porte del tempio ai mercanti. 4. Ora, è una delle ultime perle fuoriuscite da questo avventurismo mercantile della parrocchia di S. Maria delle Mole, pare ci sia intenzione di non portare avanti l’istallazione di 4 antenne sul campanile…ma… i buoi sono fuggiti dopo la stalla aperta e una (TIM) risulta già istallata mentre era, ed è, in corso il confronto dal quale il parroco si è sempre sottratto. Quindi, con la benedizione di Don Jesus, di Pisani e di TIM, viene smentita la giusta condotta della Curia! Insomma, per ora, prendiamo atto che a S. Maria delle Mole, mentre viene di quando in quando lamentata l’assenza di partecipazione dei parrocchiani in Chiesa, viene altresi certificata l’entrata trionfante dei mercanti nel tempio. In attesa di un Gesù, non Jesus, che li scacci!

La cacciata dei mercanti dal Tempio
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

