ADS, (PD POMEZIA): UN’ALTRA AZIENDA LASCIA LA CITTA’ DI POMEZIA “Un altro addio, un’altra azienda…
Pomezia. Mafia, intervista ad Eleonora Napolitano PD
17/07/2025Questo articolo è stato letto 1661 volte!

Eleonora Napolitano
Nove arresti della Dia per ricatto ad un costruttore che attraverso minacce è stato costretto a svendere immobili e firmare contratti inesistenti. Gli arresti sono scattati per esponenti mafiosi e imprenditori condiscendenti. Luglio 2024 è la data dell’inizio delle indagini del centro operativo della Dia di Roma che ha portato a queste misure cautelari. I nomi sono Antonio Nicoletti a Pasquale Lombardi già detenuti e figure del clan di Santapaola. Sei arresti in carcere, due ai domiciliari e uno con l’obbligo di firma. Lo scenario che va dal 2019 al 2023 ha evidenziato un sistema estorsivo contro un imprenditore che è stato costretto a cedere tre unità immobiliari di Pomezia con la somma inferiore di 300,000 euro del prezzo di mercato. Al costruttore sono avvenute doppie minacce per farlo cedere: colpi d’arma da fuoco contro il cantiere e una “finta” protezione di altri complici. Dall’inchiesta appare anche un titolare di una società di vigilanza di Pomezia che aveva fatto sottoscrivere due contratti di sponsorizzazione di 100.000 euro affinché il costruttore potesse lavorare senza timore. In questo inquietante scenario abbiamo intervistato Eleonora Napolitano consigliere comunale PD. MDF ” Altri come te vogliono proseguire questa istituzione della commissione?” N. “Si e non solo. La proposta di istituire una Commissione antimafia Comunale rappresenta una battaglia che il Partito democratico di Pomezia ha portato avanti con coerenza e convinzioni già da diverse consiliature. E’ un tema identitario per noi, una linea di impegno precisa su cui non siamo mai venuti meno. Già con il consigliere Stefano Mengozzi, nella passata consiliatura, abbiamo avanzato questa richiesta con forza consapevoli che la prevenzione e il contrasto alla criminalità organizzata non possono più essere rimandati e affrontati con supericialita’. Con questa nuova consiliatura, nel luglio 2023, abbiamo riportato in Aula, la proposta, raccogliendo attorno ad essa una convergenza forte di tutte le forze di opposizione. Un segnale importante, che testimoniava un sentimento condiviso e trasversale sulla necessità di dotare Pomezia di un vero strumento istituzionale di presidio della legalità. Purtroppo la maggioranza ha deciso di non ascoltare, sostituendo la proposta con quella di una semplice Consulta antimafia. Una scelta che consideriamo miope, perché va a depotenziare l’impianto originario e il messaggio politico stesso dell’iniziativa. La Commissione avrebbe potuto essere un organismo forte, autorevole, con compiti chiari, incisivi, capaci di operare in piena autonomia e con poteri istituzionali riconosciuti. Ma la scelta è stata quella di ridurre tutto ad una Consulta, un corpo consultivo e meno operativo, che rischia di rimanere sulla carta o, peggio, di trasformarsi in un contenitore vuoto. Nonostante ciò, il nostro impegno non si ferma. Continueremo a chiedere che venga richiesta centralità nel ruolo delle istituzioni nella lotta alla criminalità organizzata. Perché questo non è un tema di parte: riguarda la qualità della democrazia e la libertà della nostra comunità. MDF “Ritieni che i compiti siano solo conoscitivi o cos’altro?” N.” Limitare i compiti di una Commissione Antimafia Comunale alla sola funzione conoscitiva significherebbe ridurre drasticamente la sua utilità. Certamente, l’analisi e la raccolta di informazioni sono un primo passo fondamentale: capire i fenomeni, raccogliere segnalazioni, analizzare rischi di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale del territorio. Ma tutto questo, da solo, non basta. Una commissione deve essere un presidio attivo. Deve avere la possibilità di proporre azioni concrete, di dialogare con le forze dell’ordine, con la scuola con il mondo dell’associazionismo, con i giovani. Deve promuovere progetti di educazione alla legalità, campagne informative, incontri pubblici, azioni di contrasto sociale alla criminalità, perché la mafia si combatte anche e soprattutto sul piano culturale. Nel territorio di Pomezia, dove si registrano segnali sempre più preoccupanti legati alla presenza della criminalità organizzata, è necessario agire con strumenti forti. E’ proprio per questo che consideriamo deludente e pericolosa la decisione della maggioranza di rinunciare alla Commissione in favore di una semplice Consulta. Una Consulta è un organismo consultivo, senza poteri veri, senza prerogative di indirizzo senza la possibilita’ di incidere realmente. Il Partito Democratico ha cercato in ogni modo di difendere la proposta originaria, ma la maggioranza ha imposto la propria visione, traendo di fatto una convergenza iniziale dell’intero Consiglio Comunale. Non solo: ha addirittura avviato interlocuzioni con soggetti esterni prima ancora che il regolamento della Consulta fosse approvato, il tutto con una sola seduta di commissione. E proprio oggi, 9 Luglio, verrà presentata pubblicamente la Consulta Antimafia, pur non essendo un organismo formalmente esistente. Questo atteggiamento è il sintomo più chiaro di come si sia voluto privilegiare l’apparenza alla sostanza. Ma i cittadini hanno bisogno di strumenti veri, non di vetrine istituzionali. MDF “Visto il carattere emergenziale ritieni che anche la Prefettura debba far parte della commissione o meglio in che modo tale commissione si rapporterà alla prefettura?” N. “Il rapporto con la prefettura è cruciale. In un momento in cui il nostro territorio — e quelli limitrofi — registrano un ‘intensificazione della pressione della criminalità organizzata, è indispensabile costruire un coordinamento strutturato tra il Comune e gli organi dello Stato, a partire appunto dalla prefettura, che rappresenta l’autorità territoriale con le competenze più dirette in maniera di prevenzione antimafia, sicurezza pubblica e tutela della legalità. Una commissione Comunale, se ben strutturata, può diventare un vero ponte operativo e strategico, facilitando lo scambio di informazioni, il monitoraggio di situazioni a rischio, l’attivazione di momenti di allerta e prevenzione precoce. Non significa necessariamente che la Prefettura debba “fare parte” della Commissione — non è nel suo ruolo istituzionale — ma la Commissione deve prevedere modalità di dialogo permanente, attraverso inviti, relazioni periodiche, tavoli di confronto e collaborazioni. La legalità non è un concetto astratto, è una pratica quotidiana. E oggi più che mai, il Comune deve fare tutto ciò che è in suo potere per garantire l’impermeabilità del nostro tessuto amministrativo, economico e sociale rispetto a qualsiasi forma di condizionamento mafioso. Le mafie si infiltrano con piccoli segnali, con le connivenze, con l’indifferenza. Una città che non è vigile diventa terreno fertile per la corruzione e il mal affare. Una città che abdica al proprio ruolo, anche solo rinunciando a uno strumento forte come la Commissione antimafia, sta facendo un passo indietro, nella difesa del proprio futuro. Ogni mafia — anche quella silenziosa, quella che non si vede ma condiziona — uccide lo sviluppo sano, equo e libero dei territori. E ogni passo indietro oggi rischia di costarci caro domani.

Related Images:

La passione per la scrittura è iniziata con la poesia e si è sviluppata e si è evoluta anche grazie alle Associazioni culturali di cui ho fatto parte, facendo conoscere le mie opere in molte manifestazioni nazionali ed internazionali. Sono annoverato in diverse Antologie di poesia e narrativa e ho pubblicato una mia raccolta di poesie. Ho collaborato con alcune testate giornalistiche scrivendo articoli di diversi generi. Per me sono la condivisione e le idee che rendono libere le persone e fanno volare alto le coscienze nel rispetto dei valori. La trasparenza, l’umiltà e il coraggio per me sono sinonimo di dignità e mai come in questo contesto storico in cui viviamo la parola dignità deve essere accostata a quella di libertà.

