Bilancio Ue, Confeuro: “Von der Leyen da bocciare e agricoltura dimenticata”

Bilancio Ue, Confeuro: “Von der Leyen da bocciare e agricoltura dimenticata”

17/07/2025 0 Di Marco Montini

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Bilan­cio Ue, Con­feu­ro: “Von der Leyen da boc­cia­re e agri­col­tu­ra dimen­ti­ca­ta”

“Il bilan­cio plu­rien­na­le 2028–2034 del­la com­mis­sio­ne euro­pea pre­sen­ta­to a Bru­xel­les è da boc­cia­re sen­za ‘se’ e sen­za ‘ma’. Si trat­ta di un docu­men­to che pena­liz­za il set­to­re agri­co­lo e nega alla Pac quel­la spe­ci­fi­ci­tà e cen­tra­li­tà che le sono sem­pre sta­te rico­no­sciu­te nel­la costru­zio­ne euro­pea.” Lo dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro, Con­fe­de­ra­zio­ne degli agri­col­to­ri euro­pei e del mon­do. “La fusio­ne dei fon­di PAC con quel­li di coe­sio­ne in un uni­co con­te­ni­to­re finan­zia­rio non solo rischia di limi­ta­re lo svi­lup­po del com­par­to pri­ma­rio, ma potreb­be rap­pre­sen­ta­re un peri­co­lo­so pre­ce­den­te che mina l’ef­fi­ca­cia del­le poli­ti­che euro­pee. Nono­stan­te le for­ti oppo­si­zio­ni espres­se da nume­ro­si gover­ni e dal­l’in­te­ro set­to­re agri­co­lo, la Com­mis­sio­ne ha scel­to di pro­ce­de­re in dire­zio­ne oppo­sta agli inte­res­si degli agri­col­to­ri euro­pei. È un segna­le pre­oc­cu­pan­te, che mostra una scar­sa atten­zio­ne per il mon­do rura­le, le gio­va­ni gene­ra­zio­ni e le impre­se agroa­li­men­ta­ri che ogni gior­no lavo­ra­no per garan­ti­re sicu­rez­za ali­men­ta­re, soste­ni­bi­li­tà e coe­sio­ne socia­le. Que­sto bilan­cio – con­ti­nua Tiso – poi sem­bra ispi­ra­to più dal­le deri­ve nazio­na­li­ste che da una visio­ne uni­ta­ria e pro­gres­si­sta dell’Europa. Deri­ve che non vor­rem­mo stia­no ten­tan­do di ‘de-euro­peiz­za­re’ le poli­ti­che comu­ni, minan­do alla base lo spi­ri­to soli­da­ri­sti­co che ha fat­to del­la Ue un model­lo uni­co al mon­do. Una pro­spet­ti­va che Con­feu­ro respin­ge con for­za: oggi più che mai, ser­ve un’Europa uni­ta, for­te e capa­ce di affron­ta­re in modo coe­so le gran­di sfi­de eco­no­mi­che, ambien­ta­li e geo­po­li­ti­che del nostro tem­po. Dun­que, la logi­ca di que­sto bilan­cio è mio­pe e regres­si­va – con­clu­de Tiso –, non rap­pre­sen­ta un pas­so avan­ti, ma un cla­mo­ro­so pas­so indie­tro nel­la costru­zio­ne di una vera poli­ti­ca agri­co­la comu­ne. È ormai chia­ro il dato poli­ti­co: la pre­si­den­te Ursu­la von der Leyen ha tra­di­to la fidu­cia degli agri­col­to­ri e dei cit­ta­di­ni euro­pei, smen­ten­do con i fat­ti le pro­mes­se fat­te al momen­to del suo inse­dia­men­to. L’agricoltura meri­ta di più”

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