Blitz di Goletta Verde lungo la costa adriatica: “Non è caldo. È crisi climatica” 

Blitz di Goletta Verde lungo la costa adriatica: “Non è caldo. È crisi climatica” 

07/07/2025 0 Di Redazione

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Blitz di Goletta Verde lungo la costa adriatica 

“Non è caldo. È crisi climatica” 

 
Un bilan­cio da bol­li­no ros­so per il Mar Medi­ter­ra­neo:  
a giu­gno la tem­pe­ra­tu­ra media del­la super­fi­cie del mare è sta­ta pari a 24,3°C,  
la più alta media men­si­le regi­stra­ta negli ulti­mi die­ci anni nel mese di giu­gno 
 
I dati dif­fu­si oggi da Legam­bien­te e Golet­ta Ver­de con un focus dedi­ca­to all’Adriatico: 
qui in un mese la tem­pe­ra­tu­ra media è sta­ta di cir­ca 24,1°C in manie­ra qua­si uni­for­me 
 
Il pic­co mag­gio­re nel­la par­te più a nord del Mar Adria­ti­co (dal Friu­li-Vene­zia Giu­lia al Del­ta del Po in Vene­to)
e nel trat­to di costa che va da Pesca­ra, in Abruz­zo, fino all’inizio Gar­ga­no, nei pres­si del lago di Lesi­na, in Puglia,
con una tem­pe­ra­tu­ra media regi­stra­ta a giu­gno a ridos­so del­la costa di 25°C 
 
Un bilan­cio da bol­li­no ros­so per il Mar Medi­ter­ra­neo, sem­pre più cal­do. Nel mese di giu­gno la tem­pe­ra­tu­ra media del­la super­fi­cie del mar Medi­ter­ra­neo è sta­ta pari a 24,3°C, la più alta media men­si­le regi­stra­ta negli ulti­mi die­ci anni nel solo mese di giu­gno con ben 1° sopra la media nel perio­do con­si­de­ra­to (giu­gno 2015 – giu­gno 2024). Pre­oc­cu­pa anche lo sta­to di salu­te del Mar Tir­re­no che ha fat­to regi­stra­re sem­pre a giu­gno 2025 una tem­pe­ra­tu­ra media del­la super­fi­cie pari a 25,1°C, men­tre il Mar Adria­ti­co di cir­ca 24,1°C in manie­ra qua­si uni­for­me ad ecce­zio­ne del­la por­zio­ne più orien­ta­le lun­go le coste che van­no dal Mon­te­ne­gro all’Albania dove le tem­pe­ra­tu­re del­la super­fi­cie dell’acqua sono sta­te sen­si­bil­men­te meno cal­de.  
A lan­cia­re l’allarme è Golet­ta Ver­de di Legam­bien­te che que­sta mat­ti­na alle pri­me luci dell’alba ha orga­niz­za­to un bli­tz in navi­ga­zio­ne lun­go la costa adria­ti­ca sro­to­lan­do lo stri­scio­ne “Non è cal­do. È cri­si cli­ma­ti­ca”. Un mes­sag­gio chia­ro e con­ci­so per ricor­da­re quan­to i cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci stia­no acce­le­ran­do il pas­so cau­san­do impat­ti nega­ti­vi anche sul­le acque del Medi­ter­ra­neo. A dimo­strar­lo i dati di Legam­bien­te, che ha rie­la­bo­ra­to le foto satel­li­ta­ri del Mari­ne Ser­vi­ce infor­ma­tion di Coper­ni­cus, per capi­re lo sta­to di salu­te del nostro Mare Magnum, e in par­ti­co­la­re dell’Adriatico dove la Golet­ta Ver­de dal 23 giu­gno è in navi­ga­zio­ne per moni­to­ra­re mare e coste del­la Peni­so­la per poi con­clu­de­re il suo viag­gio il 9 ago­sto in Ligu­ria, dopo aver “per­cor­so” anche il Mar Tir­re­no.   
“Il mese di giu­gno che ci lascia­mo alle spal­le – com­men­ta Mar­cel­la De Mestria, respon­sa­bi­le di Golet­ta Ver­de di Legam­bien­te – ha regi­stra­to tem­pe­ra­tu­re record e con riper­cus­sio­ni sull’ambiente, sul­la salu­te dei cit­ta­di­ni, sul mare e la bio­di­ver­si­tà. Un cam­pa­nel­lo d’allarme che non può pas­sa­re inos­ser­va­to per­ché com­por­ta rica­du­te anche dal pun­to di vista eco­no­mi­co. Per que­sto è più che mai urgen­te spin­ge­re per poli­ti­che e stra­te­gie di miti­ga­zio­ne e adat­ta­men­to che inclu­da­no anche il nostro pre­zio­so e sem­pre più deli­ca­to Mar Medi­ter­ra­neo”.  
Tor­nan­do ai dati rac­col­ti da Legam­bien­te, è sta­to rea­liz­za­to un focus sul Mar Adria­ti­co visto che Golet­ta Ver­de ha ini­zia­to quest’estate il suo viag­gio par­ten­do pro­prio da qui.  
Focus Adria­ti­co: Lun­go la costa ita­lia­na, dal con­fi­ne tra il Friu­li-Vene­zia Giu­lia e la Slo­ve­nia fino al cana­le di Otran­to – un per­cor­so di oltre 1.000 km, la tem­pe­ra­tu­ra media, rica­va­ta dal­le imma­gi­ni satel­li­ta­ri di Coper­ni­cus e rie­la­bo­ra­te da Legam­bien­te, evi­den­zia­no come la tem­pe­ra­tu­ra media del­la super­fi­cie del­lo spec­chio d’acqua regi­stra­ta nel mese di giu­gno 2025, pari a 24,6°, sia sta­ta la più alta regi­stra­ta — sem­pre rife­ren­do­si al mese di giu­gno e allo stes­so trat­to di costa — negli ulti­mi die­ci anni, dal 2015 ad oggi. Ben un gra­do cen­ti­gra­do sopra la media di perio­do dal 2015 al 2024, dove solo nel giu­gno 2022 (24,4°C) e nel giu­gno 2018 (24,5°C) si era anda­ti vici­ni a que­sta tem­pe­ra­tu­ra. Anche la tem­pe­ra­tu­ra mas­si­ma regi­stra­ta nel­lo stes­so trat­to di costa e nel­lo stes­so arco tem­po­ra­le vede il 2025 come l’anno in cui si è regi­stra­to il valo­re mas­si­mo (29,8°C), ben 1,9°C in più rispet­to alla media dei valo­ri di pic­co regi­stra­ti nel perio­do 2015–2024. Il valo­re mini­mo del­la super­fi­cie dell’acqua regi­stra­to (pari a 19,3°C nel giu­gno 2025) è di poco supe­rio­re alla media di perio­do (19,0°C) ed il ter­zo valo­re in asso­lu­to più alto tra i valo­ri mini­mi ana­liz­za­ti (22,2°C nel 2018 e 20,4°C nel 2024). 
Focus trat­ti di mare Adria­ti­co: andan­do più nel det­ta­glio del­le zone dove si sono regi­stra­te que­ste tem­pe­ra­tu­re del­la super­fi­cie dell’acqua, si nota come a giu­gno la par­te più a nord del Mar Adria­ti­co (dal Friu­li-Vene­zia Giu­lia al Del­ta del Po in Vene­to) e nel trat­to di costa che va da Pesca­ra, in Abruz­zo, fino all’inizio Gar­ga­no, nei pres­si del lago di Lesi­na, in Puglia, la tem­pe­ra­tu­ra media regi­stra­ta è sta­ta di 25,0°C men­tre nel trat­to di costa che va da Anco­na a Pesca­ra il valo­re medio è sta­to di 24,9°C. Valo­ri regi­stra­ti nel giun­go 2025 e che sono rispet­ti­va­men­te 1,0°C, 1,3°C e 1,2°C sopra la media del perio­do 2015–2024. 
Effet­ti su bio­di­ver­si­tà: L’aumento del­le tem­pe­ra­tu­re e il cosid­det­to effet­to “tro­pi­ca­liz­za­zio­ne del Medi­ter­ra­neo” ha rica­du­te anche sull’ecosistema mari­no e sul­la bio­di­ver­si­tà. Ad esem­pio, nel Medi­ter­ra­neo si sti­ma che vi sia un impat­to sul­le gran­di spe­cie pela­gi­che, (come il ton­no ros­so), che entra­no sta­gio­nal­men­te nel Medi­ter­ra­neo per la depo­si­zio­ne del­le uova. Sen­za con­ta­re che le tem­pe­ra­tu­re pos­so­no ave­re un impat­to sui cicli ripro­dut­ti­vi. Tra gli effet­ti indi­ret­ti lega­ti all’aumento del­le tem­pe­ra­tu­re, c’è una favo­re­vo­le dif­fu­sio­ne di spe­cie ter­mo­fi­le sia nati­ve che soprat­tut­to alie­ne (come bar­ra­cu­da, pesce pal­la o pesce scor­pio­ne). Non è infi­ne da sot­to­va­lu­ta­re che il cam­bio cli­ma­ti­co nel­le acque mari­ne modi­fi­ca l’intensità e la dire­zio­ne del­le cor­ren­ti con for­ti riper­cus­sio­ni sul­la disper­sio­ne degli orga­ni­smi stes­si.  

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