Trapani: emesso provvedimento di reintegro in servizio per i 7 medici “no vax” sospesi durante la Pandemia

Trapani: emesso provvedimento di reintegro in servizio per i 7 medici “no vax” sospesi durante la Pandemia

04/11/2022 0 Di Carmela Barbara

Questo arti­co­lo è sta­to let­to 734 volte!

Sono 1.878 i medici che potran­no rien­trare effet­ti­va­mente in servizio a segui­to del Decre­to Legge con il quale il Con­siglio dei Min­istri ha antic­i­pa­to al 1° novem­bre la sca­den­za dell’obbligo di vac­ci­nazione anti-Covid per i pro­fes­sion­isti sanitari.

Dopo la comu­ni­cazione del­la Fed­er­azione nazionale degli Ordi­ni dei Medici Chirurghi e Odon­toia­tri (Fnom­ceo), che ha elab­o­ra­to gli ulti­mi dati sui medici e odon­toia­tri sospe­si dagli Albi per non esser­si vac­ci­nati, sta­mat­ti­na il dot­tor Vito Bar­ra­co, attuale pres­i­dente del­l’OM­CEO di Tra­pani, ha fir­ma­to il provved­i­men­to con il quale viene annul­la­ta la sospen­sione dei sette medici oper­an­ti in provin­cia di Tra­pani col­pi­ti dal provved­i­men­to di sospensione.

L’Or­dine che mi onoro di pre­siedere si è pronta­mente adegua­to alle nuove dis­po­sizioni – com­men­ta il pres­i­dente, dot­tor Vito Bar­ra­co -. Rimane aper­ta, comunque, la ques­tione rel­a­ti­va alla cop­er­tu­ra dei posti vacan­ti nel­la san­ità pub­bli­ca. Non baster­an­no questi medici rein­te­grati, a liv­el­lo nazionale, per assi­cu­rare liv­el­li di assis­ten­za adeguati alle neces­sità del Paese. Si con­sid­eri che la situ­azione al momen­to più evi­dente riguar­da i pron­to soc­cor­so dove, dopo due anni di emer­gen­za Covid, c’è da gestire la lun­ga onda­ta dei pazi­en­ti che han­no rin­vi­a­to le cure pro­prio a causa del­la pan­demia: nei pron­to soc­cor­so man­cano all’in­cir­ca 4.500 medici. Per quan­to riguar­da la san­ità tra­panese – speci­fi­ca anco­ra il pres­i­dente del­l’or­dine dei medici – qual­cosa si sta muoven­do con la nuo­va ges­tione affi­da­ta all’ingeg­nere Spera: si stan­no avvian­do una serie di con­cor­si e la sper­an­za è che ries­cano ad essere attrat­tivi. Purtrop­po, come già evi­den­zi­a­to nei mesi scor­si, sem­pre più pro­fes­sion­isti las­ciano il pub­bli­co per lavo­rare nel pri­va­to e per far fronte a ques­ta fuga dal­la San­ità pub­bli­ca è nec­es­sario indi­vid­uare una leg­is­lazione di emer­gen­za, sul mod­el­lo di quel­la che ci ha per­me­s­so di super­are la pan­demia, che con­sen­ta di assumere nei pron­to soc­cor­so sia gli spe­cial­isti di altre dis­ci­pline, sia i lau­re­ati in Med­i­c­i­na e Chirur­gia e abil­i­tati alla pro­fes­sione med­ica pur se privi di spe­cial­iz­zazione. Oggi, da questo pun­to di vista, un pas­so in avan­ti è sta­to com­pi­u­to con­sen­ten­do ai neo­lau­re­ati in med­i­c­i­na di pot­er essere assun­ti, sep­pure come medici sup­plen­ti, nelle varie Guardie Mediche e Guardie Mediche tur­is­tiche. Ma anche questo provved­i­men­to tam­pone non serve a garan­tire un servizio di eccel­len­za. Anche per quan­to riguar­da i medici di famiglia seg­na­liamo da tem­po il prob­le­ma dei posti vacan­ti e, purtrop­po, sem­pre più ital­iani si ritrovano sen­za un medico di fidu­cia. La paro­la d’or­dine deve essere ‘pro­gram­mazione’, altri­men­ti fra pen­sion­a­men­ti e bloc­co di assun­zioni rischi­amo di ritrovar­ci con un anco­ra più serio prob­le­ma assis­ten­ziale”.