Grazie al Garante dei detenuti del Lazio un sessantenne detenuto di origini straniere ha superato un grave problema alle gambe
Nel 2004, mentre era recluso nel carcere di Viterbo, gli era stata amputata la gamba destra per gravi problemi di carattere vascolare, cardiaco e diabetico. Oggi, sei anni dopo quell’episodio, l’uomo — un detenuto di origine kosovara di 60 anni — potrà tornare a camminare grazie ad una protesi donata da un’azienda privata della Provincia di Roma su interessamento del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Il detenuto — attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso — dopo aver lavorato per anni legalmente per mantenere la famiglia, nel 2004 era stato arrestato e condannato a 16 anni di reclusione. In carcere le sue condizioni erano progressivamente peggiorate per colpa del diabete aggravato da problemi vascolari e caricarti. Dopo l’amputazione l’uomo è tornato in carcere dove, fino ad oggi, ha sempre vissuto su una sedia a rotelle.
Informato della situazione, nei mesi scorsi il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni ha contattato una grande azienda ortopedica della Provincia di Roma, la Itop di Palestrina, concordando la fornitura gratuita di una protesi. D’accordo con la direzione del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso e con il parere favorevole del Magistrato di Sorveglianza, il detenuto è stato accompagnato a Palestrina per le visite mediche necessarie. A metà febbraio l’uomo ha ricevuto una protesi temporanea, che dopo un periodo di prova di sei mesi, sarà sostituita con quella definitiva. «Abbiamo agito — ha detto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni – con l’intenzione di restituire la dignità e di migliorare la qualità della sua vita all’interno del carcere. Quello alla salute e quello a vivere, anche in cella, una vita dignitosa sono fra i diritti maggiormente violati in carcere. Con la felice conclusione di questa vicenda abbiamo tracciato una strada che, speriamo, possa essere utile anche in altre circostanze.”










