Occuparsi delle politiche sociali comporta spesso che i problemi che sembravano risolti tornano, ma, al tempo stesso, c’è la possibilità di constatare i cambiamenti positivi nella vita delle persone e della comunità ben oltre quanto sperato.
Attualmente il taglio dei fondi per le politiche sociali attuato dal governo mette a dura prova i servizi territoriali: il Fondo nazionale per le politiche sociali nel 2010 viene ridotto di due terzi in soli due anni; il Fondo per la non autosufficienza è stato cancellato, così come è stato cancellato il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati; alla Sanità mancano almeno 3 miliardi di euro come trasferimenti alle Regioni, inoltre a Enti Locali e Regioni, in questi anni, sono stati drasticamente tagliati i trasferimenti; ai Comuni è stato tolto l’introito dell’Ici, solo parzialmente coperto dai trasferimenti del Governo.
In questo quadro, che è anche di grave crisi economica mondiale, i Comuni dovrebbero continuare a sostenere i diversi bisogni dei cittadini principalmente attraverso tre strategie: servizi resi direttamente alla persona (assistenza domiciliare, supporto degli assistenti sociali anche come “servizio sociale professionale”, attività per l’integrazione sociale di anziani, disabili, immigrati); contributi economici per i cittadini bisognosi, (interventi di sostegno al reddito, contributi per l’alloggio, ecc.,); servizi che presuppongono il funzionamento e la gestione di strutture stabili sul territorio, quali asili nido, centri diurni, centri sollievo.
Nel fare un bilancio di quanto finora svolto per le politiche sociali del nostro Comune va sottolineato il tentativo di allargare il più possibile il campo delle iniziative, grazie alla collaborazione tra Delegati, Assessori, Consiglio dei Giovani, istituzioni scolastiche, centri anziani, associazionismo, forze sociali ed imprenditoriali, sia in termini di elaborazione di maggiori proposte progettuali finanziabili, sia cercando di mettere in gioco le risorse sommerse della cittadinanza attiva per migliorare la qualità della convivenza della nostra comunità.
Solo per fare qualche esempio:
- a partire da gennaio 2010 a Cori e Giulianello abbiamo otto giovani in servizio civile che possono dedicarsi, con il Progetto Giovane Solidarietà, alle politiche giovanili e per gli anziani, e ad iniziative di mutuo-aiuto, come la Banca del tempo;
- partirà a breve, grazie ad un progetto distrettuale per l’Educazione degli Adulti, una rilevazione del fabbisogno formativo in relazione alle opportunità lavorative nel nostro territorio, ciò soprattutto in funzione di rimettere in moto dinamiche di sviluppo locale;
- finalmente sarà attivato presso la struttura ospedaliera, il Centro sollievo per anziani fragili, con attività diurne per circa dieci anziani che non possono essere seguiti continuativamente dalle loro famiglie;
- inoltre per migliorare la qualità dell’assistenza, anche privata, c’è a Cisterna l’opportunità di seguire un corso serale di qualificazione per assistenti familiari, mettendo a disposizione dei frequentanti un servizio di trasporto gratuito da Cori.
Naturalmente le politiche sociali, presentano sempre punti di debolezza e situazioni di criticità, che possono essere affrontati, se tutta una comunità riesce a sentirsi partecipe del proprio destino facendo pervenire agli amministratori le proprie critiche, ma anche le proprie proposte, e se chi amministra riesce nel difficile compito di essere “in ascolto”, e di creare sinergie in un contesto di risorse sempre più scarse e di bisogni che aumentano.
In due anni e mezzo di attività abbiamo comunque raggiunto risultati significativi, attivando una serie si progetti ed iniziative che si stanno rilevando di grande utilità per il tessuto sociale di questo paese.









