Una tranquilla serata di violenza ad Albano
In questi ultimi tempi nei palazzi della politica nazionale si parla sempre di sicurezza, della necessità di dare la caccia al migrante clandestino che renderebbe insicure le nostre città. Non possiamo più vivere le nostre città perchè sono invase da immigrati violenti (???).
Fortunatamente ad Albano non è così. Infatti la città di Albano è in controtendenza, qui i violenti non sono gli immigrati ma gli italiani stessi, ragazzi sotto i trent’anni che si arrogano il diritto di essere la legge.
Il fatto è semplice da raccontare. Mercoledì alle ore 21,30 mentre affiggevo, insieme ad altre due persone adulte, i manifesti della Federazione della Sinistra che invitavano a partecipare all’assemblea pubblica sul lavoro che avevamo organizzato, due ragazzi, nella zona della posta di Albano, assicuratisi che li stavo guardando, hanno deaffisso il manifesto che avevo appeno attaccato.
Mi sono avvicinato protestando per quell’atto iniquo e ingiustificato e, mentre giungevano altri ragazzi, i due mi hanno cominciato ad urlare, parole testuali: “Voi di sinistra non avete il diritto di attaccare i manifesti ad Albano, dovete andarvene da questa città da adesso ci pensiamo noi”. Mentre continuavo le mie proteste mi sono accorto che gli altri ragazzi intorno a me avevano tutti impugnato delle cinte lasciando dondolare le fibbie, mentre il “capo” metteva in mostra quella che mi è sembrato un coltello nella tasca dei pantaloni. A quella vista, non riuscendo a venire a capo delle ragioni per cui avevano fatto quello sfregio, ho preso il telefonino per chiamare il 112. A quel punto uno dei ragazzi mi ha sferrato un calcio senza raggiungermi, ma attirando la mia attenzione e dicendo “Se chiami la polizia te ce lascio lì per terra perchè noi l’infami non li volemo”.
Ho ribadito di non capire perché sarei stato un infame se avessi chiamato la polizia, visto che mi stavano minacciando con le cinte ed i coltelli, a questo punto si sono messi a ridere perchè non avevano coltelli ma “solo le cinte”. Dopo aver capito che non c’era nessun motivo da discutere, nessun problema da affrontare con il dialogo ma solo la ricerca da parte loro di una mia risposta alle loro provocazioni, mi sono ritirato perché non sono un teppista da stadio, ma il mio è un impegno politico per costruire un futuro migliore nel mio paese per quanti credono che la politica sia uno strumento pacifico e collettivo per cambiare in meglio lo stato esistente delle cose.
Epilogo. La vicenda si è conclusa senza danni per nessuno tranne che per la democrazia. Infatti, questo episodio mostra un clima inquietante di odio che imperversa in questo paese. Un odio che mi ha impedito di poter godere del mio legittimo diritto, garantito dalla costituzione, di esprimere con lo scritto le mie idee.
Altro grave elemento: nei prossimi giorni si svolgerà la campagna elettorale per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio Comunale di Albano e per il rinnovo del Consiglio regionale sarà possibile per noi militanti della “Federazione della Sinistra” godere dell’agibilità democratica necessaria per poter portare a conoscenza dei cittadini di Albano le nostre proposte e delle nostre idee?
Credo che tutti i candidati alla carica di sindaco, oltre che all’attuale sindaco in carica, dovrebbero intervenire per assicurare che simili atti di violenza non si ripetano più e che a TUTTI sia garantito la possibilità di svolgere senza timore di violenze l’imminente campagna elettorale, consentendo ai cittadini di poter decidere serenamente e senza “trucchi” i propri rappresentanti.
Marco Bizzoni
Consigliere di Rifondazione Comunista alla Circoscrizione di Albano Centro









