di Francesco Saverio Russomanno
La Sala Umberto non è molto piena stasera e non si vedono i soliti personaggi famosi, o presunti tali, che alle prime teatrali dominano le poltronissime. Strano perché Flavio Bucci, sebbene schivo alla televisione, è un attore bravo e capace che da tempo porta in scena un testo collaudato e divertente come “Sarto per signora”. L’autore dell’opera, Georges Feydeau (1862–1921), privilegia nelle sue commedie un ritmo quasi indiavolato all’interno di una struttura geometrica precisa. Era un ottimo regista tanto da far provare i suoi attori a tempo di musica, imponendo performance vocali e fisiche notevoli. Era un bravo scenografo che studiava ogni genere di praticabile per suscitare effetti esilaranti. Le premesse erano buone.
Prima dell’inizio dello spettacolo viene comunicato che Flavio Bucci è infortunato e reciterà su una sedia a rotelle. Effetivamente l’attore viene accompagnato per la scena da un signore, anche esso in costume teatrale, per tutta la durata dello spettacolo.
Una prima sottotono, insomma. Peccato non vedere all’opera attori molto bravi che con Feydeau avrebbero potuto regalare un’ora e mezza di divertimento. Evidentemente lo stesso Bucci era provato e stanco tanto da non permettere di intendere le sue battute. I movimenti di scena sono stati quasi tutti ridimensionati e cambiati, lo stesso ritmo ne ha risentito soprattutto nei dialoghi che avrebbero dovuto viaggiare ad altissima velocità. L’intreccio che si snoda in una roulette di scambi, travisamenti e inganni e che nel dialogo e nei movimenti avrebbe dovuto portare allo scioglimento della tensione finale, non porta l’effetto sperato.
L’unico consiglio è chiamare la Sala Umberto e sapere se Bucci si è ripreso dall’infortunio al piede per godere a pieno dello spettacolo.
SALA UMBERTO
Dal 16 febbraio
Flavio Bucci
SARTO PER SIGNORA
Di Georges Feydeau
Musiche originali di
Jacques Offenbach
Messinscena Nucci Ladogana
Durata: 1h e 30
Biglietti: da 15 a 30 euro









