Nuove centrali nucleari a Latina, il no della Di Marcantonio
La responsabile provinciale dell’Italia dei Diritti si pronuncia contro la possibile riapertura degli impianti pontini dismessi
“Noi cittadini di Latina abbiamo già dato, il nostro prezzo lo abbiamo già pagato.” Questo l’amaro commento di Camelia Di Marcantonio, responsabile per la provincia di Latina dell’Italia dei Diritti, dopo l’approvazione del decreto legislativo contenente i criteri per la localizzazione dei nuovi impianti nucleari, che verranno realizzati a partire dal 2013. Anche se per l’individuazione definitiva delle aree bisognerà aspettare circa tre mesi, tra i possibili siti figurano le centrali dismesse di Borgo Sabotino e del Garigliano. “Siamo in molti ad opporci — continua la Di Marcantonio — per diversi motivi, in primis la salute. Negli anni, infatti, abbiamo riscontrato una grande percentuale di cittadini malati di cancro e molte donne hanno avuto problemi di patologie tiroidee, siamo tra le aree italiane più colpite dalle disastrose conseguenze del nucleare”. Anche se le istituzioni rassicurano la cittadinanza, la Di Marcantonio rincara: “Perché non sfruttare le energie alternative, come ad esempio il fotovoltaico, considerando che entro il 2011 siamo obbligati a raggiungere un determinato livello di produzione energetica nel rispetto delle direttive comunitarie. Le stesse istituzioni — conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro — dovrebbero impegnarsi a svolgere un’opera di sensibilizzazione così da sventare le pericolose conseguenze a carico degli abitanti di queste zone”.
Nucleare, Raimondi: scelta Sud Pontino chiara, la difenderemo nelle sedi opportune
Il Sindaco Raimondi interviene sul decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, mercoledì 10 febbraio, che individua i criteri per la localizzazione dei siti idonei per depositi e nuove centrali nucleari. “Il decreto stabilisce dei criteri molto generici per l’individuazione dei siti che dovranno essere concertati con gli enti locali. Concertazione è una parola, in questo caso, svuotata di significato: se la popolazione, o l’ente locale, non volesse procedere con l’installazione di un impianto, il Governo procederà con la forza? – dichiara il Sindaco Raimondi — La posizione delle Regioni, espressa a maggioranza lo scorso 27 gennaio, è chiara: non si vuole il ritorno al nucleare. Si tratta, è bene ricordarlo, di una posizione già espressa dal popolo italiano con un referendum nel 1987”. “Insomma, non si può abbassare la guardia su questo tema che tocca da molto vicino non solo il sud pontino, con la centrale del Garigliano, ma anche la parte settentrionale alle prese con Borgo Sabotino. E poi, che significato dare alla concertazione, come annunciato da Scajola, inizieranno nel 2013 e finiranno nel 2020? – si chiede il Sindaco di Gaeta — Aspettiamo che il Governo indichi ufficialmente i luoghi dove installare questi impianti. Il Sud Pontino, e spero l’intera Regione Lazio, ha già espresso la sua posizione chiara: no al nucleare e siamo disposti, se necessario, a ribadirlo con forza in tutte le sedi istituzionali competenti”.
NUCLEARE: DEL BALZO (PDL): BENE POLVERINI, NON NEL LAZIO
Niente nucleare nel Lazio: ha fatto bene Renata Polverini ad affermarlo nel momento in cui il sottosegretario con delega all’Energia Stefano Saglia chiarisce che il Governo non intende agire contro le Regioni che non sono disponibili ad accogliere impianti nucleari civili. L’indisponibilità del Lazio non è ideologica, ma tecnica: da decenni infatti la regione è laboratorio di energie alternative grazie anche all’Enea, e da anni sta lavorando per l’autosufficienza energetica che è prossimo a raggiungere. Il Lazio ha già dato al nucleare, con la centrale di Borgo Sabotino ma anche con quella campana del Garigliano, la cui area di rispetto invade ampiamente la provincia di Latina: si tratta di servitù con effetti secolari, alle quali non possono esserne aggiunte di nuove senza pregiudicare la vocazione turistica ed agricolo-ambientale della nostra regione. Renata Polverini lo sa bene, e questa indisponibilità tecnica è la nostra posizione ufficiale.
Romolo Del Balzo – Consigliere regionale del Pdl
NUCLEARE. D’AMATO: DISOBBEDIRE A CENTRALISMO DEL GOVERNO
Dichiarazione di Alessio D’Amato (Pd), presidente della Commissione regionale Affari costituzionali e statutari
“Il Governo nazionale con il decreto legislativo sul nucleare vuole mortificare le autonomie regionali, riducendo la dialettica tra istituzioni ad un ‘prendere o ‘lasciare’. Trovo tutto ciò inaccettabile, ed è necessario che vi sia una vera e propria disobbedienza istituzionale.”. Lo afferma in una nota Alessio D’Amato, consigliere regionale del Pd e presidente della Commissione Affari costituzionali e statutari. “I cittadini del Lazio hanno a disposizione un’arma potente per fare sentire forte la loro voce: il voto – aggiunge D’Amato -. Adesso è chiaro che chi voterà Bonino avrà scelto la linea del federalismo e delle energie rinnovabili, chi voterà Polverini sceglierà invece la strada centralista e del nucleare”.
Nucleare. Foschi: “Tutti contro. E Polverini?”
“Zaia ha detto no per il Veneto. Formigoni fa sapere che è d’accordo, ma in Lombardia non se ne parla proprio. Palese chiude le porte della Puglia, come Lombardo in Sicilia e Cappellacci in Sardegna. Per quanto riguarda il centrodestra, si aspetta con impazienza la posizione della candidata Polverini, magari stavolta un po’ più comprensibile del solito “valuteremo”, e magari prima delle elezioni…”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale PD, Enzo Foschi.
Polverini: “No a centrali nucleari per Lazio, ma federalismo energetico”
“Accoglieranno le mie dichiarazioni come vanno accolte. Abbiamo detto che nel Lazio non c’e’ bisogno di centrali nucleari”. Lo ha dichiarato la candidata del centrodestra alla Regione Lazio Renata Polverini a margine di una visita alla clinica privata Artemisia a Roma rispondendo a chi le chiedeva un commento alle possibili reazioni del governo dopo le dichiarazioni di ieri in cui Polverini esprimeva contrarieta’ al nucleare nel Lazio. “Poiche’ siamo un paese che va verso il federalismo fiscale –ha continuato Polverini– possiamo parlare anche di federalismo energetico. Tra poco tempo saremo in grado di esportare energia senza aggiungere nulla”.
IRONICO IL COMMENTO DI EMMA BONINO: “Scopro adesso che Polverini non vuole le centrali nucleari nel Lazio, e’ fantastico. Glielo poteva dire ieri sera a Berlusconi che non le voleva, magari sarebbe stato contento…”. “Zaia in Veneto non le vuole, nessuna Regione le vuole, ma il governo si’. Chissa’ dove le metteranno, forse nelle Regioni dove non governano…”.
Bonino: “Nucleare, operazione opaca”
No al nucleare. Uno dei punti forti della campagna elettorale di Emma Bonino e della sua coalizione ormai è questo. Ieri ha spiegato la candidata alla presidenza della Regione del centrosinistra. critica nei confronti del progetto del Governo: «Stiamo assistendo ad un‘operazione opaca e centralista, che non tiene in alcun conto della volontà dei cittadini e degli equilibri tra le diverse componenti dello Stato. Per cultura e prassi politica radicale non sono affetta da sindrome Nimby (“not in my backyard” –non nel mio gardino, vale a dire la sindrome di chi dice no a qualsiasi iniziativa sotto casa propria), da psicosi catastrofiste ma è l‘imposizione di una scelta unilaterale che va messa seriamente in discussione, in particolare poi se presa in assenza di una strategia energetica complessiva. Le Regioni hanno già espresso nella grande maggioranza una netta contrarietà al progetto nucleare del Governo e quelle che, per motivi politici, non si sono dichiarate apertamente contrarie si affrettano a dire che in ogni caso sul loro territorio le centrali non le vogliono.
Come pure, noto, il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Veneto».
La scintilla ieri è stata provocata dall‘approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo sulla realizzazione e l‘esercizio delle centrali nucleari.
«Noi andremo avanti — ha aggiunto Emma Bonino -, con coerenze e determinazione, su una strada alternativa: quella delle energie rinnovabili, più sostenibili e meno care, e dell‘efficienza energetica».
Dalla sua coalizione ieri sono state numerose le prese di posizione sul nucleare. Claudio Moscardelli, vicecapogruppo del Pd in consiglio regionale, ha spiegato: «Il Governo, ignorando la posizione delle Regioni, ha approvato il decreto sul ritorno al nucleare, e dalle prime indiscrezioni pare proprio che il Lazio sarà coinvolto in pieno. con la riattivazione della centrale nucleare di Borgo Sabotino e con una centrale a Montalto di Castro».
E l‘assessore regionale Giuseppe Parroncini (Pd) ha sottolineato: «Stanno preparando lo scempio del territorio. Renata Polverini deve dare una risposta sul nucleare: è sì o no? A favore, o contro? Il tempo di scappare da questioni fondamentali per il nostro territorio ormai è concluso».
Ieri Emma Bonino ha anche incontrato i rappresentanti di alcune associazioni ambientaliste tra cui Amici della Terra, Club Alpino italiano Lazio, Italia Nostra e Fare Verde. Ha commentato: «Mi è stato chiesto il rispetto del vincolo della legalità nel piano paesaggistico. Un impegno che prendo senza difficoltà». Ma c‘è un altro fronte: un possibile accordo con l’Api di Francesco Rutelli. Non ci sono ancora certezze. Bonino: «Ci sono contatti in corso, starà al partito di Rutelli decidere». Una battuta sui tifosi della Lazio che, a causa della crisi della squadra, hanno minacciato di boicottare Renata Polverini: «I tifosi della Lazio votano per me? E’ una bella notizia: grazie mille, sono molto riconoscente». Secondo Esterino Montino, vicepresidente della Regione e capolista del Pd, Emma Bonino avrà un altro voto certo: quello di Piero Marrazzo: «Ho sentito Piero il 23 e francamente non abbiamo parlato di questo, ma non credo che ci sia difficoltà per lui a votare e sostenere la coalizione di centro sinistra con Emma Bonino»









