Roma – 28 gennaio Giorno della Memoria in sei Municipi– I Centro storico, II Flaminio, IV Quadraro, IX Appio-Tuscolonao, XVI Monteverde, XVII Prati, per ricordare deportati razziali, politici e militari.
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, ANED (Associazione Nazionale ex deportati), CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane Italiane, Museo Storico della Liberazione e da Incontri Internazionali d’Arte, avrà luogo la manifestazione “MEMORIE D’INCIAMPO A ROMA”-“STOLPERSTEINE”..
La manifestazione consiste nel posizionare le Pietre d’inciampo davanti alle abitazioni di deportati.
Le pietre saranno installate dall’Artista tedesco Gunter Demnig.
L’idea di Demnig risale al 1993 quando l’Artista fu invitato a Colonia per un’installazione sulla deportazione di cittadini Sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato Rom, l’Artista decise di dedicare tutto il suo lavoro successivo alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: Ebrei, Politici, Rom, Omosessuali. I primi Stolpersteine risalgono al 1995, a Colonia; da allora ne sono stati installati più di 22.000 in Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi e Belgio. L’Artista sceglie il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto uno o più deportati e vi installa altrettante “PIETRE D’INCIAMPO”, che sono sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (centimetri 10x10). Li distingue , dagli altri, solo la superficie superiore poiché è di ottone lucente. Su di essa sono incisi: nome e cognome del deportato, anno di nascita, data e luogo di deportazione e, quando nota, la data di morte.
L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità.
Gli Stolpersteine sono un segno concreto e tangibile, ma discreto e antimonumentale, che diviene parte della città, a conferma che la memoria non può risolversi in un appuntamento occasionale e celebrativo, parte integrante della vita quotidiana. Gli Stolpersteine sono finanziati da sottoscrizioni private, il costo di ognuno, compresa l’installazione, si aggira tra i 75 e i 95 euro.
L’intera giornata del 28 gennaio sarà impegnata nell’installazione delle “Pietre d’Inciampo”. Si inizia alle ore 9,30 in via della Reginella civ. 2, al Ghetto, in memoria della famiglia Spizzichino: Grazia Di Segni di 54 anni, le figlie Giuditta di 21 anni, Ada di 28 e la piccola Rossana Calò, figlia di Ada, di due anni.
Seguirà alle ore 11.30 in via Flaminia civ. 21, dove abitava la famiglia Levi: Mario, di 55 anni, Alba Ravenna di 52 anni e il figlio Giorgio di 18 anni. Sarà presente Alberte Levi Temin, unica sopravvissuta della famiglia.
Alle 12.30, davanti alla Caserma Allievi Carabinieri di Viale Giulio Cesare, saranno ricordati i dodici Carabinieri da lì deportati il 7 ottobre del 1943 perché giudicati inaffidabili in vista della deportazione degli Ebrei della settimana successiva.
Alle ore 14.00 a Piazza Rosolino Pilo civ. 17, l’Artista poserà le “pietre” in ricordo della famiglia Terracina: il nonno Leone David di 84 anni, il padre Giovanni di 56 anni, la madre Lidia Ascoli di 57 anni, la figlia Anna di 23, il figlio Leo di 21, Cesare di 20 e Amedeo di 49 anni. Sarà presente Piero Terracina.
Alle ore 16.00, l’Artista sarà in via Taranto civ. 178, dove abitava il Colonnello Eugenio Paladini.
Il giro si concluderà al Quadraro con l’installazione delle pietre d’inciampo in memoria dei deportati politici: Fernando Nuccetelli in via Romanello da Forlì civ. 34 ore 17.30; Fernando Persiani in via E.Giovenale civ. 95 ore 18.15 e Antonio Attori alle ore 19.00 in via Ascoli Piceno civ. 18.
Il progetto proseguirà, dopo il 28 gennaio, con l’apertura di uno “sportello” cui potranno rivolgersi quanti intendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di un Stolpersteine davanti alla loro abitazione. L’obiettivo è la costituzione di una grande mappa urbana della memoria. All’iniziativa è affiancato un progetto didattico: Ogni Municipio, coadiuvato dal Progetto Memoria della Fondazione CDEC e dal Centro di Cultura Ebraica della Comunità Ebraica di Roma, dalla FNISM (Federazione Nazionale Insegnanti) dalla Regione Lazio, dall’IRSIFAR ( Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza), dalla sezione didattica del Museo Storico della Liberazione di via Tasso.
Memorie d’Inciampo a Roma sarà documentato in un volume che conterrà testi storici e critici, biografie dei deportati redatte dagli studenti, illustrazione fotografica delle installazioni, CD con le riprese filmate della giornata del 28 gennaio. La presentazione del volume è prevista per il 16 ottobre 2010, anniversario della deportazione degli Ebrei romani.
Franco Leggeri










