Dove andranno i rifiuti di Roma? È giallo sulla notizia di ieri

Dove andranno i rifiuti di Roma? È giallo sulla notizia di ieri

09/01/2019 0 Di Francesca Marrucci
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La Città Metropolitana rimpalla alla Regione la questione rifiuti di Roma nelle aree della Provincia. Ma i Sindaci non ci stanno e nemmeno i 5 Stelle.

di Francesca Mar­ruc­ci

Il Mes­sag­gero ieri ha ripor­ta­to la notizia del­la “map­pa pre­sen­ta­ta ieri dai tec­ni­ci del­la Cit­tà met­ro­pol­i­tana. Le aree con­sid­er­ate «idonee per gli impianti di smal­ti­men­to dei rifiu­ti» inter­essereb­bero quat­tro municipi romani più tre pae­si dell’hinterland. Si trat­ta di una zona del dis­tret­to Tiburtino (IV) pro­prio al con­fine con Guido­nia, di un’altra area tra il X Munici­pio (Ostia) e il IX Munici­pio (Lau­renti­no), di una zona al con­fine tra l’XI Munici­pio e il Comune di Fiu­mi­ci­no. E ci sarebbe anche, da quan­to fil­tra, un’area del­la cir­co­scrizione dove abi­ta Vir­ginia Rag­gi, la XIV, estrema per­ife­ria Nord, vici­no alla local­ità Tragli­atel­la. Altre zone anco­ra sono state trovate, lon­tano dai cen­tri abi­tati, nei ter­ri­tori di Cervet­eri, Riano e Ladis­poli.” Inevitabili sono nate polemiche e pre­oc­cu­pazioni.

Si sono susse­gui­ti numerosi comu­ni­cati da parte di Sin­daci e par­ti­ti con­trari allo sver­sa­men­to dei rifiu­ti del­la Capi­ta nel­la Provin­cia, piano che tor­na peri­odica­mente nei peri­o­di di crisi. La Cit­tà Met­ro­pol­i­tana fa a scar­i­ca bar­ile con la Regione, che rib­adisce che non sono sue le com­pe­ten­ze. La col­pa non è di nes­suno, ma la pro­pos­ta c’è, insom­ma, un chiaro codice politich­ese per pren­dere deci­sioni impopo­lari sen­za pren­der­sene la respon­s­abil­ità.

Che, in seno alla Cit­tà Met­ro­pol­i­tana di Vir­ginia Rag­gi ci fos­se scarsa con­sid­er­azione per l’hinterland s’era capi­to da un pez­zo, già dal fat­to che la Sin­da­ca non abbia anco­ra nom­i­na­to un vice (prece­den­te­mente era il Sin­da­co Fuc­ci di Pomezia in quo­ta M5S, poi espul­so) e curan­dosi poco lei stes­sa di ques­ta parte di com­pe­ten­za ter­ri­to­ri­ale.

L’ennesimo annun­cio di con­sid­er­are la Provin­cia come ter­ri­to­rio-dis­car­i­ca per la crisi rifiu­ti romana ha pre­oc­cu­pa­to tut­ti, anche i mil­i­tan­ti 5 Stelle dei ter­ri­tori inter­es­sati dalle aree di smal­ti­men­to indi­vid­u­ate.

I 5 Stelle della Provincia sono preoccupati

I pri­mi a pro­nun­cia­r­si ieri, sono sta­ti infat­ti pro­prio i mil­i­tan­ti del M5S di Palest­ri­na che han­no indet­to subito una riu­nione con i loro con­siglieri region­ali.

Allarme dis­car­i­ca a Car­chit­ti!!
È sta­to pre­sen­ta­to alla Regione un prog­et­to per real­iz­zare a Palestrina/Carchitti un grande com­p­lesso impiantis­ti­co per il trat­ta­men­to di terre varie da 55.000 ton­nel­late annue, una dis­car­i­ca di servizio per rifiu­ti iner­ti da 350.000 mc. aper­ta anche a terzi e un impianto di recu­pero di mate­ri­ali plas­ti­ci  da 30.000 ton­nel­late annue.
Tut­to questo pro­prio nel­la Zona di Pro­tezione del­la Risor­sa Pota­bile “Pan­tano-Borgh­ese-Finoc­chio-Acqua­Vergine-Torre Angela”.
Questo mega-impianto quali ricadute potrebbe avere sul­la nos­tra salute e lo svilup­po del  nos­tro ter­ri­to­rio? Quan­ti Comu­ni si tro­vereb­bero a con­frontar­si con la pre­sen­za di ques­ta strut­tura e in quale modo? Per­ché la Regione non deve ritenere l’impianto e la dis­car­i­ca  pro­posti a Car­chit­ti com­pat­i­bili con le attiv­ità delle realtà ter­ri­to­ri­ali coin­volte?
Invi­ti­amo tut­ti all’incontro pub­bli­co che si ter­rà saba­to 12 gen­naio ore 16 pres­so Ris­torante Petronzi -via IV Novem­bre n.11, Car­chit­ti (Palest­ri­na)- per infor­mar­ci e val­utare.
Inter­ver­ran­no:
Gian­car­lo Ceci, Pres­i­dente Comi­ta­to Alter­na­ti­va Sosteni­bile
Mar­co Cac­cia­tore, Con­sigliere M5s Regione Lazio, Pres­i­dente Com­mis­sione Rifiu­ti. Con la parte­ci­pazione di:
Andrea Sal­adi­no, con­sigliere M5S Palest­ri­na; Anto­nio Puc­ci, con­sigliere M5S Roc­ca Pri­o­ra; Comi­ta­to Cura e Sal­va­guardia del ter­ri­to­rio Carchitti/Valvarino.
Movi­men­to 5 Stelle Palestrina/ Car­chit­ti

La Città Metropolitana rimanda alla Regione Lazio

A seguire, l’Uffi­cio Comu­ni­cazione del­la Cit­tà Met­ro­pol­i­tana, si è affret­ta­to ad inviare una nota stam­pa per smen­tire il quo­tid­i­ano romano.

In mer­i­to ad alcune ricostruzioni gior­nal­is­tiche si pre­cisa che la Cit­tà met­ro­pol­i­tana di Roma non ha indi­ca­to alcun sito per la real­iz­zazione di dis­cariche per i rifiu­ti nel ter­ri­to­rio del­la Cap­i­tale o dell’area met­ro­pol­i­tana. La map­pa trasmes­sa lo scor­so 22 dicem­bre alla Regione Lazio, con mero atto ammin­is­tra­ti­vo pre­vis­to dal­la legge, ripor­ta le aree indi­cate dai Comu­ni del­la area met­ro­pol­i­tana come idonee alla real­iz­zazione di impianti la cui definizione spet­ta esclu­si­va­mente alla Regione Lazio. Sarà quin­di quest’ultima, nell’ambito del nuo­vo Piano regionale di ges­tione dei rifiu­ti (l’ultimo risale al 2012), a indi­vid­uare le tipolo­gie di impianti di smal­ti­men­to da real­iz­zare e la loro ubi­cazione.

Fiumicino: levatevelo dalla testa!

Ma la pre­cisazione non è sta­ta recepi­ta o comunque non è sta­ta con­sid­er­a­ta ras­si­cu­rante vis­to che subito sono par­ti­ti i comu­ni­cati dai Sin­daci. Esteri­no Mon­ti­no, Sin­da­co di Fiu­mi­ci­no, non ha usato mezzi ter­mi­ni per dichiarare la sua indisponi­bil­ità alla Cit­tà Met­ro­pol­i­tana a diventare dis­car­i­ca di Roma.  

Lev­at­e­vi dal­la tes­ta l’idea di portare una dis­car­i­ca ter­ri­to­ri­ale nel nos­tro Comune. Rib­a­di­amo in par­ti­co­lare anco­ra una vol­ta – pros­egue il sin­da­co Mon­ti­no – che la zona di Piz­zo del Prete non è area bian­ca, come erronea­mente indi­ca­to dal­la Cit­tà Met­ro­pol­i­tana, e quin­di in teo­ria idonea alla real­iz­zazione di impianti di trat­ta­men­to dei rifiu­ti. Già in pas­sato ave­va­mo richiesto la revi­sione di ques­ta car­tografia sbagli­a­ta, che igno­ra pareri, vin­coli ter­ri­to­ri­ali, arche­o­logi­ci, ambi­en­tali e idro­ge­o­logi­ci, che di fat­to escludono quest’area dalle cosid­dette zone bianche. 

Per di più – aggiunge – appare illogi­co e para­dos­sale decidere di real­iz­zare una dis­car­i­ca all’interno di un Comune che, tra gran­di dif­fi­coltà, in pochi anni è rius­ci­to a super­are l’80% del­la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta su tut­to il ter­ri­to­rio, con selezione e rici­clo dei rifiu­ti trat­tati. Per questo – con­clude Mon­ti­no – al sin­da­co Rag­gi e ai suoi tec­ni­ci dico: scor­dat­e­vi di portare la dis­car­i­ca da noi, per risol­vere i prob­le­mi del­la Cap­i­tale. Noi ci bat­ter­e­mo e sare­mo sem­pre al fian­co dei nos­tri cit­ta­di­ni per­ché questo non avven­ga”.

Ladispoli: non è colpa nostra se Roma non riesce a risolvere il problema rifiuti

Non di meno ha fat­to il Sin­da­co di Ladis­poli, Alessan­dro Gran­do

Se il sin­da­co Vir­ginia Rag­gi pen­sa di risol­vere il prob­le­ma del­lo smal­ti­men­to dei rifiu­ti, trasfor­man­do il ter­ri­to­rio di Ladis­poli in una dis­car­i­ca di Roma, può anche rinchi­ud­ere nei cas­set­ti del Campi­doglio la map­pa delle aree dei siti dove aprire una dis­car­i­ca. Siamo pron­ti a scen­dere in piaz­za insieme a tut­ti i cit­ta­di­ni con­tro una deci­sione sceller­a­ta che por­rebbe a ris­chio la salute pub­bli­ca, pregiu­dicherebbe per decen­ni l’ecosistema del litorale, con effet­ti dev­as­tan­ti anche sull’economia tur­is­ti­ca. 

Non è col­pa dei cit­ta­di­ni di Ladis­poli – pros­egue Gran­do – se da sei anni il Comune di Roma non riesce a risol­vere il prob­le­ma del­lo smal­ti­men­to dell’immondizia dopo la chiusura del­la dis­car­i­ca di Mala­grot­ta. Da tem­po assis­ti­amo al pal­leg­gio di respon­s­abil­ità tra Regione Lazio e Cit­tà met­ro­pol­i­tana, è ora che il Gov­er­na­tore Zin­garet­ti ed il sin­da­co Rag­gi si assumano le respon­s­abil­ità delle pro­prie scelte e spiegh­i­no alla gente per­ché Regione e Campi­doglio non han­no mai attua­to un vero pro­gram­ma di riduzione dei rifiu­ti, con l’introduzione del­la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta. Come effet­tuano da anni comu­ni vir­tu­osi come Ladis­poli che han­no abbat­tuto la quan­tità di spaz­zatu­ra con­feri­ta nelle dis­cariche.

Ci sti­amo muoven­do attra­ver­so tut­ti i canali isti­tuzion­ali, chiedi­amo di parte­ci­pare all’incontro che dovrebbe vedere la pre­sen­tazione uffi­ciale alla Regione Lazio del­la map­pa dei siti indi­vid­uati dal­la Cit­tà Met­ro­pol­i­tana. E’ in bal­lo il futuro del nos­tro ter­ri­to­rio, non per­me­t­ter­e­mo pas­si­va­mente a nes­suno di calpestare la salute del­la gente con la ripropo­sizione di un prog­et­to assur­do ed irrispet­toso per l’ambiente.”

Ascani: il centrosinistra di Palazzo Valentini all’oscuro di tutto!

Si fa sen­tire anche il capogrup­po del cen­trosin­is­tra a Palaz­zo Valen­ti­ni, Fed­eri­co Ascani, che, tra l’altro, spie­ga come i con­siglieri provin­ciali fos­sero all’oscuro del­la deci­sione pre­sa dal­la Rag­gi.

All’insaputa di tut­ti. Leg­go ques­ta mat­ti­na dai gior­nali che la Cit­tà Met­ro­pol­i­tana avrebbe con­seg­na­to al tavo­lo min­is­te­ri­ale, isti­tu­ito per la crisi dei rifiu­ti di Roma, pos­si­bili siti da uti­liz­zare come dis­cariche provvi­sorie. Noi non stare­mo cer­to a guardare.
Non fun­ziona così. Siamo pron­ti alla mobil­i­tazione!
 
La Rag­gi fa fare il lavoro sporco ai tec­ni­ci, non si assume come suo soli­to alcu­na respon­s­abil­ità, e scar­i­ca sui ter­ri­tori il prob­le­ma dell’immondizia. 
Ave­va­mo chiesto di portare il doc­u­men­to in aula e dis­cuterne demo­c­ra­ti­ca­mente. Attiver­e­mo tutte le nos­tre energie per far sì che il dram­ma dei rifiu­ti romani non diven­ti una guer­ra tra i cit­ta­di­ni e tra i ter­ri­tori.”

Maugliani, Pd: siamo pronti ad una mobilitazione straordinaria!

Anche Roc­co Maugliani, Seg­re­tario del Pd provin­ciale attac­ca la Rag­gi su ques­ta deci­sione.

Final­mente è cadu­ta la maschera: dopo due anni e mez­zo di nul­la sulle politiche dei rifiu­ti, le indi­cazioni dei tec­ni­ci del­la Cit­tà met­ro­pol­i­tana sui sette siti scelti per la dis­car­i­ca di Roma smascher­a­no le bugie ripetute fino alla noia dal­la sin­da­ca Rag­gi. Dopo il rogo del Tmb Salario, le immag­i­ni dei cinghiali che rovis­tano tra la spaz­zatu­ra e i cumuli di immon­dizia davan­ti alle case, agli ospedali e alle scuole, che han­no provo­ca­to la dura pre­sa di posizione di pre­si­di e asso­ci­azioni di medici – spie­ga – i grilli­ni cer­cano di cor­rere ai ripari, riman­gian­dosi le promesse fat­te in cam­pagna elet­torale (che novità!) e provan­do a river­sare i rifiu­ti di Roma sul­la provin­cia. Ma su questo – con­clude Maugliani – la sin­da­ca è avvisa­ta, siamo pron­ti a una mobil­i­tazione stra­or­di­nar­ia”.

Borelli (Pd): la Raggi svuota la Città Metropolitana di competenze e pagano i Comuni

Mas­si­m­il­iano Borel­li (PD), Con­sigliere Provin­ciale, ques­ta mat­ti­na posa con una dis­te­sa di rifiuiti e com­men­ta: “E così, come ampia­mente pre­vis­to, i rifiu­ti romani migr­eran­no in Provin­cia. Il Sin­da­co Rag­gi, oltre alle belle parole è rius­ci­ta solo a peg­gio­rare la situ­azione di Roma, ed il rogo del TMB Salario ha dato solo il colpo di grazia.

Le migli­a­ia di ton­nel­late di indif­feren­zi­a­ta rac­colte ogni giorno nel­la Cap­i­tale non pos­sono cer­to tele­trasportar­si nei siti in Aus­tria o al nord. Ma ques­ta basi­lare ovvi­età non è nel con­tem­pla­ta nel codice grilli­no, che prevede solo lo scari­care su altri le respon­s­abil­ità politiche dei pro­pri fal­li­men­ti.

Adesso toc­ca ai tec­ni­ci del­la Cit­tà Met­ro­pol­i­tana indi­care i siti dove sti­pare l’immondizia in atte­sa che par­ta per altri lidi. Ave­vano promes­so un dibat­ti­to in Con­siglio Met­ro­pol­i­tano, dove provare a fare sin­te­si e noi erava­mo pron­ti anche a fare la nos­tra parte. Invece la Rag­gi, di ritorno dalle vacanze natal­izie, con Roma apparsa al mon­do come una splen­di­da pat­tumiera, ha gira­to la pata­ta bol­lente alla Regione, e soprat­tut­to ai cit­ta­di­ni che sono già in asset­to di guer­ra, tut­ti con­tro tut­ti pur di non avere la dis­car­i­ca sot­to casa. E

d anco­ra una vol­ta la Rag­gi svuo­ta le com­pe­ten­ze del­la Cit­tà met­ro­pol­i­tana, di cui sarebbe Sin­da­co a sua insa­pu­ta, e non rispet­ta quan­to delib­er­a­to con una mozione con­di­visa anche dai suoi con­siglieri. Il ris­chio: che noi comu­ni fuori Gra dovre­mo sop­portare lo smal­ti­men­to dei rifiu­ti di Roma.

Manunta (M5S): non si può far ricadere l’emergenza sulla Provincia.

Anche il con­sigliere del­e­ga­to all’Ambiente dell’Area Met­ro­pol­i­tana, Mat­teo Manun­ta, si dichiara con­trario alla soluzione paven­ta­ta.

L’emergenza va affronta­ta ma non può ess­er fat­ta ricadere sui Comu­ni del­la Provin­cia che non pos­sono pagare anni di man­ca­ta pro­gram­mazione su un tema fon­da­men­tale per la nos­tra Regione. La map­pa por­ta­ta all’attenzione del­la Regione Lazio, come più volte det­to, è un atto di ric­og­nizione mera­mente tec­ni­co. Non spet­ta alla Cit­tà met­ro­pol­i­tana sta­bilire in quali siti sorg­er­an­no even­tu­ali nuovi impianti, ma ripor­ta le aree idonee alla real­iz­zazione di questi ulti­mi.

Va sot­to­lin­eato il fat­to che sulle aree di Cervet­eri e Fiu­mi­ci­no è in cor­so un lavoro di anal­isi a segui­to delle osser­vazioni pre­sen­tate dai Comu­ni che ripor­tano vin­coli pun­tifor­mi isti­tu­iti con decreti del MIBACT. Per­sonal­mente, come det­to negli ulti­mi due anni in qual­si­asi cons­es­so, riten­go vada rispet­ta­to il più pos­si­bile il prin­ci­pio di prossim­ità e quin­di anche Roma Cap­i­tale deve piani­fi­care il pro­prio futuro con­tem­p­lan­do impianti che ricadano intera­mente nel pro­prio ter­ri­to­rio e spin­gen­do al mas­si­mo la dif­feren­zi­a­ta.

L’emergenza va affronta­ta ma non può ess­er fat­ta ricadere sui Comu­ni del­la Provin­cia che non pos­sono pagare anni di man­ca­ta pro­gram­mazione su un tema fon­da­men­tale per la nos­tra Regione.”

La Regione ricorda le competenze

Da parte sua, la Regione Lazio, invia un Comu­ni­ca­to che speci­fi­ca sola­mente le com­pe­ten­ze, gius­to per rib­adire appun­to che non vuole rimanere con il clas­si­co ‘ceri­no in mano’.

Nel cor­so del­la riu­nione di ieri al Min­is­tero dell’Ambiente, la Regione ha final­mente acquisi­to dopo molte e ripetute richi­este le due nuove car­tografie elab­o­rate dal­la Cit­tà met­ro­pol­i­tana di Roma, a cui spet­ta come sta­bilisce l’art. 197 del DLgs 152/2006 al com­ma 1 let­tera d, “l’individuazione, sul­la base delle pre­vi­sioni del piano ter­ri­to­ri­ale di coor­di­na­men­to di cui all’art. 20, com­ma 2, del decre­to leg­isla­ti­vo 18 agos­to 2000, n. 267, ove già adot­ta­to, e delle pre­vi­sioni di cui all’art. 199, com­ma 3, let­tere d) e h), nonché sen­ti­ti l’Autorità d’ambito ed i Comu­ni, delle zone idonee alla local­iz­zazione degli impianti di smal­ti­men­to dei rifiu­ti, nonché delle zone non idonee alla local­iz­zazione di impianti di recu­pero e di smal­ti­men­to dei rifiu­ti”.

Ai sen­si del­la stes­sa legge com­pete alle Regioni: “la definizione di cri­teri per l’individuazione, da parte delle province, delle aree non idonee alla local­iz­zazione degli impianti di smal­ti­men­to e di recu­pero dei rifiu­ti, nel rispet­to dei cri­teri gen­er­ali indi­cati nell’articolo 195, com­ma 1, let­tera p); o) la definizione dei cri­teri per l’individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smal­ti­men­to e la deter­mi­nazione, nel rispet­to delle norme tec­niche di cui all’articolo 195, com­ma 2, let­tera a), di dis­po­sizioni spe­ciali per rifiu­ti di tipo par­ti­co­lare”.

Da parte sua, la Regione ha inoltre il com­pi­to di redi­gere il Piano rifiu­ti, pro­muoven­do politiche attive per ridurre la pro­duzione dei rifiu­ti, aumentare la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta e sti­mare il fab­bisog­no impiantis­ti­co dei sin­goli ambiti provin­ciali. La local­iz­zazione degli impianti, tra le aree ritenute idonee dal­la Cit­tà met­ro­pol­i­tana di Roma e dalle altre province del Lazio, e’ invece una com­pe­ten­za degli enti locali, frut­to del lavoro e delle scelte delle varie ammin­is­trazioni. Queste sono attribuzioni pre­viste dal­la legge e non sono suscettibili di inter­pre­tazioni di parte”

Toppe e patate bollenti

La situ­azione appare anco­ra poco chiara ed il rim­pal­lo di respon­s­abil­ità non aiu­ta. È cer­to però che questo piano di con­tin­ua emer­gen­za non risolverà la situ­azione né a breve né a medio-lun­go ter­mine. È vero anche che i pic­chi di allarme di questi giorni non han­no prece­den­ti, come tes­ti­mo­nia anche la dichiarazione dell’Ordine dei Medici e la riv­ol­ta dei pre­si­di delle scuole romane e le dichiarazione del leader di Unin­dus­tria, Fil­ip­po Tor­to­riel­lo
 
In un bal­let­to di polemiche e rim­pal­li e in vista delle prossime elezioni in pri­mav­era, però, l’unica cosa che appare chiara e che anche sta­vol­ta si ricor­rerà ad una ‘top­pa’ che sis­te­merà le cose per qualche mese, o forse per qualche anno, las­cian­do poi la ‘pata­ta bol­lente’ a chi ver­rà dopo, pro­prio come è suc­ces­so fino­ra. Anche in questo caso il cam­bi­a­men­to non ha cam­bi­a­to niente.
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