MARINO/S.Maria delle Mole. BIBLIOPOP: Successo di partecipazione e di valori internazionalisti solidali a evento “CON CUBA PER LA PALESTINA”

MARINO/S.Maria delle Mole. BIBLIOPOP: Successo di partecipazione e di valori internazionalisti solidali a evento “CON CUBA PER LA PALESTINA”

16/10/2018 0 Di Maurizio Aversa
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… Quando il Che, trasformò un conflitto regionale in lotta mondiale contro il colonialismo.

Ottima impressione.
Molte donne, e giovani donne. Ragazzi trentenni, ma anche un giovanissimo che ha attirato l’attenzione e la stima emozionata di Yousef Salman della Comunità palestinese di Roma e Lazio, perché gli ha ricordato i propri esordi nell’impegno sociale e politico pubblico. Da palestinese perseguitato. Molte, poi, le realtà che hanno risposto: da Genzano, da Velletri, da Roma e tantissimi da Marino e dalle frazioni di Marino, a cominciare da S. Maria delle Mole. Questo miscuglio colpiva proprio per l’eterogeneità della risposta alla chiamata del Circolo “Gino Done’” della Associazione di amicizia Italia Cuba di Marino. Il circolo ha voluto questa giornata, coadiuvato dalla sezione “Aurelio Del Gobbo” dell’Anpi di Marino, e dalla totale disponibilità di BiblioPop “G. Rosati” della associazione Acab, su un tema drammatico specifico: Con Cuba per la Palestina.
Marco Papacci.
Con una sottolineatura storica: … Quando il Che, trasformò un conflitto regionale in lotta mondiale contro il colonialismo. Riferendosi sia alle posizioni teoriche dei rivoluzionari cubani, che alla storia come cronaca che racconta del viaggio, inizi anni sessanta, di Ernesto Che Guevara che incontrò i rivoluzionari e combattenti palestinesi determinati ad ottenere il riconoscimento di indipendenza con la propria autodeterminazione di popolo. Proprio come ha ricordato Marco Papacci, vicepresidente nazionale della associazione. Papacci, che a fine serata ha inviato una propria impressione favorevole, scrivendo: Complimenti vivissimi per la magnifica iniziativa a tutti i compagni! Lo stesso vicepresidente ha, nel suo intervento, fatto toccare con mano un parellelismo circa il mandante unico delle tragedie dei due popoli: quello cubano e quello palestinese, dovuto appunto al comportamento degli USA. Ha ricordato Papacci, che nel 2011, toccò proprio a lui, in un evento pubblico a Roma, di dover parlare di Vittorio Arrigoni, Vic, — il giovane internazionalista ucciso dagli israeliani mentre portava a termine una delle ennesime battaglie per gli aiuti al popolo palestinese occupato, tramite Freedom Flotilla per Gaza -. Vic, noto per il motto che aveva lanciato: Stay Human: restiamo umani! E gli israeliani hanno mano libera nel fare ciò, grazie all’unico Stato nel consesso internazionale che lo spalleggia, ed anzi lo sostiene pienamente: gli Stati Uniti d’Amercia. In cambio, denuncia il vicepresidente, Israele, in sede ONU e nelle iniziative diplomatiche internazionali, è l’unico Stato che appoggia, giustifica e sostiene gli USA nel sostenere il blocco commerciale contro Cuba (el bloqueo) da settant’anni!
Mauro Avello.
Intanto che i video selezionati e allestiti dal circolo, diretti da Giorgia Galli, prendevano vita sul fondo parete curvo della ex chiesetta che è sede di BiblioPop, Mauro Avello ha accolto gli ospiti, con una punta d’orgoglio che traspariva proprio per il colpo d’occhio della sala ormai strapiena e con le sedie a supporto aggiunte due volte fino a “creare una platea esterna fuori la porta d’ingresso”. Ha illustrato, il segretario del Circolo, che l’appuntamento è stato fortemente voluto da tutti i componenti per ricordare il grande rivoluzionario Ernesto Guevara di cui da poco è ricorso l’anniversario del suo assassinio. Ma anche, e soprattutto, per essere qui e ora incisivi e parte di un movimento internazionale che non vuole cedere rispetto alle richieste di giustizia che i popoli reclamano. Come il popolo cubano, come il popolo palestinese. Avello fa valutazioni col cuore e con la testa: Non era facile ne scontato, in un paese in palese arretramento culturale dove ultimamente si inaugurano solo sedi di casapound….noi rispondiamo con una biblioteca, perché la cultura è uno strumento fondamentale per lottare e tentare di costruire una società migliore. Per l’inaugurazione abbiamo voluto organizzare insieme ai compagni dell’Anpi di Marino un iniziativa che parlasse ancora di resistenza, di rivoluzione, di internazionalismo, di Cuba e della Palestina “Siate sempre capaci di sentire nel profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo” Questo è il lascito morale e politico che Ernesto Che Guevara ha consegnato ai propri figli e a tutti noi prima di essere assassinato in Bolivia nel tentativo di compiere quello che lui riteneva il più sacro dei doveri di un rivoluzionario: lottare contro l’imperialismo ovunque esso sia, per costruire un mondo migliore. In occasione del 51° anniversario della morte del Che abbiamo voluto rendergli omaggio mettendo in risalto un evento ai più sconosciuto: il 18 giugno 1959, quindi a pochi mesi dal trionfo della Rivoluzione Cubana, Ernesto Che Guevara viene invitato dall’allora leader dei Paesi Non Allineati, il presidente egiziano Nasser, a far visita alla Palestina. Il segretario del circolo ricorda a tutti che parlare quindi di Cuba e della Palestina, significa parlare della stessa cosa, due facce della stessa medaglia: da una parte il trionfo della Rivoluzione e la costruzione del Socialismo in una condizione di costante assedio politico, militare ed economico dovuto al criminale blocco degli stati uniti, e dall’altra l’eroica Resistenza del Popolo Palestinese, simbolo della lotta per la liberazione dall’ultimo sanguinario progetto coloniale, contro israele e quel sionismo che altri non è che una ripugnante forma di fascismo capace di trasformare un popolo da vittima del male assoluto, la shoa, in carnefici assassini. In mezzo c’è l’uomo ed i suoi diritti, il diritto alla terra, il diritto alla casa, il diritto all’istruzione, alla salute, ad una vita dignitosa, il diritto a combattere le ingiustizie…il diritto alla pace…anche se per questo è costretto a fare la guerra. Hasta La Victoria Siempre….Palestina….Patria o Muerte!

Yousef Salman.
E’ sufficiente fare questo? Cosa va fatto ancora da qui? Sono proprio i quesiti che Avello ha utilizzato per dare la parola a Youssef Salman, il quale ha ricordato, che proprio questo comportamento culturale e politico, di consapevolezza collettiva, di mobilitazione permanente, di capacità critica contro l’imperialismo che sottomette popoli, o tenta di sottometterli, inducendoli al silenzio e all’ignoranza sono le migliori azioni che nella lunga tradizione di lotta e di sostegno internazionale viene promossa e mantenuta in Italia e qui a Marino. Porta ad esempio, il rappresentante della comunità palestinese di Roma e del Lazio, quanto accade giorno dopo giorno, addirittura con cadenze già previste. Come il caso dei venerdi di preghiera e di mobilitazione della popolazione della striscia di Gaza, che ogni settimana manifesta vicino ai confini. Venerdì scorso ci sono stati sette morti. Hanno ucciso, gli uomini dell’esercito israeliano, sette ragazzini. Disarmati. Che mostravano come cattiveria, le urla. Il cui contenuto era solo quello di reclamare il proprio diritto ad entrare nelle proprie terre. Per questo, per un diritto che è riconosciuto e sancito da risoluzioni dell’ONU, hanno ricevuto come risposta il piombo, e sono morti assassinati. Yousef ha anche avanzato una proposta concreta per dare corpo a questo tipo di iniziative così riuscite: che si produca un opuscolo, un libretto proprio della esposizione totale di quanto sta emergendo nell’incontro a BiblioPop.
Bassam Saleh.
Proprio questo ha fatto parte del lungo intervento, pieno di riferimenti, citazioni, commenti di Bassam Saleh, giornalista palestinese, responsabile della Associazione “Palestina nel cuore” ed esponente di Al Fatah. Proprio sulla questione della cultura, denuncia il giornalista, le azioni da tagliagola di Donald Trump, che ha peggiorato, se possibile, le conseguenze di scelte sull’occupazione della Palestina, ha determinato che gli aiuti alla Agenzia ONU, indipendente, ideata per aiuti umanitari in capo allo studio, alla salute e al sostegno sociale, ora non è più finanziata. Costringendo le popolazioni ad essere nella condizione di avere meno cure, meno studio ecc. Un dato, dice Bassam, percentualmente, grazie anche al sostegno umanitario ONU, l’impegno nello studio dei giovani palestinesi, con moltissimi che arrivano alla laurea, sono più avanti, degli studenti israeliani che godono di condizione sociale e clima politico nel loro Stato ben differente dai palestinesi oppressi nella Palestina occupata. Il dato numerico è che con la scelta unilaterale degli USA di sottrarsi agli impegni umanitari sottoscritti a livello internazionale, significa non versare 350.000.000 di dollari all’Agenzia ONU. Intanto come risposta immediata il Canada, per mostrare una controtendenza ha deciso di versare 50.000.000 in sostegno invece. Fortunatamente, ricorda l’esponente di Fatah, c’è il sostegno e la solidarietà internazionale. Migliaia e migliaia sono stati e sono gli studenti che ottengono di potersi recare a Cuba a studiare, e questo, in parte, attenua la vera e propria azione criminale statunitense contro la giovane popolazione palestinese. Un altro aspetto, nel ricordare il segno di neocolonialismo inferto dagli USA nei confronti della Palestina che il Che aveva subito colto proprio quando si recò tra i Feddayn, è tutto nella descrizione dei fatti storici: tragici per le vittime che ha causato in tutti questi anni. Cita, Bassam, uno scrittore e giornalista israeliano, che in seguito ad un suo studio‐​reportage fu cacciato da Israele ed ora vive in Inghilterra: Ilan Pappe, attivista del Partito Comunista. Ricorda la sua denuncia circa lo studio che condusse, su documenti dello Stato di Israele, che lo portarono a compilare una lista di oltre 420 villagi rasi al suolo per costringere il popolo palestinese a concentrarsi nella striscia di Gaza. Dove ora vivono, in perenni campi profughi, 2milioni di persone in 37 chilometriquadrati di terra. Per fare un giusto paragone, basti pensare che a Marino siamo a 27 chilometriquadrati e 42mila abitanti: un altro milione e novecentosessantamila, tra noi e Castel Gandolfo, ad esempio, dove e come ci sarebbero stati?(ndA). Infine, Bassam Saleh, ricorda che Maurizio Musolino (intanto che su fondo parete andava una immagine di Bassam con Musolino mentre erano insieme in Libano), quando ci ha lasciato due anni fa per il terribile cancro che lo ha ucciso, era come sempre nel pieno della attività di divulgazione dei diritti palestinesi, a cominciare dal ricordo che aveva materializzato con l’associazione per non dimenticare Sabra e Shatila, ovvero il massacro di circa 3.500 civili il 18 settembre del 1982. Politicamente, poi, sottolinea, venendo alla attualità, che la posizione che viene sbandierata, affiliandola alla cosiddetta “primavera araba”, ma anche solo come “novità propositiva”, cioè quella di indurre
I palestinesi ad accettare una sorta di Stato plaestinese a Gaza, dove mano a mano far affluire anche gli altri delle aree differenti, magari annettendo un pezzo di altra area, è semplicemente folle, antistorico e da cacciata dei palestinesi dalle loro terre. La Palestina, come già ricordò Arafat al quale fu già fatta questa proposta, è quella che comprende Gerusalemme, che comprende Gerico. Altrimenti non è Palestina: è la deportazione di palestinesi!
Ugo Onorati.
Ugo Onorati, in rappresentanza dell’Anpi di Marino, ha svolto un racconto volto a vedere una lotta di resistenza, quella svolta dai palestinesi nei confronti dell’occupante israeliano. L’esponente marinese della associazione dei partigiani italiani ha quindi messo in fila, illustrandole, una serie di risoluzioni che negli anni sono state adottate dall’ONU circa riconoscimenti di diritti ai palestinesi. Purtroppo, denuncia Onorati, dobbiamo costatare che a fronte di decisioni, indicazioni, frutto anche di mediazioni diplomatiche, oggi non c’è traccia della applicazione di quelle risoluzioni. Per questo è importante che il sostegno internazionale non manchi mai. Qui da Marino il circolo di Italia Cuba, così come l’Anpi così come tante altre forze cercano sempre di garantire un supporto ai popoli che reclamano diritti. Il rappresentante dell’Anpi sottolinea come la questione palestinese è ancora aperta e attuale, malgrado tutti gli sforzi degli ultimi governi israeliani per farla dimenticare agli occhi di una sempre più distratta opinione pubblica mondiale, divenuta indifferente, forse, anche alle rinnovate e ripetute esplosioni della riscossa, o intifada, palestinese, che periodicamente si riaccende nella Striscia di Gaza. In mancanza di una contrapposizione risoluta e compatta alla cinica politica lassista israeloamericana, come sostiene Daniel Baremboim, e di una coscienza collettiva sempre sveglia sulla situazione del popolo palestinese, la soluzione del conflitto si allontanerà sempre di più, fino ad annullarsi completamente. Quindi è nostro dovere, anche come ANPI, oltre che come cittadini di un mondo libero e uguale, quello di mantenere viva e attuale la questione palestinese.
Mauro Avello, segretario del circolo, nella sua introduzione e saluto, ha dato il benvenuto agli ospiti e soprattutto, ai compagni e cittadini che hanno risposto in modo così massiccio. Del resto i legami maturati da parecchio tempo tra le attività dell’associazione Acab, ed ora della apertura presso la ex chiesetta di BiblioPop, sono percorsi fatti insieme, così come con tanti altri e non ci aspettava nulla di meno. Per questo l’annuncio di fare di BiblioPop anche la sede di Italia Cuba Marino, non desta “notizia”, ma solo tappa di un cammino che si sta compiendo insieme. Il richiamo ai temi alti del ruolo di Cuba, del Che, di Fidel Castro nella vicenda internazionale e segnatamente nell’aiuto internazionalista alla Palestina, sono pensieri condivisi dalla platea. Che, appunto, proprio perché coinvolta, consapevole e consenziente, sia quando Avello ha raccontato la storia di Cuba assediata, o della nascita del circolo a Marino, o quando si è interrotto per far visionare i video e le clip, o ha offerto il microfono agli altri partecipanti, sempre, c’è stato una forte approvazione con calorosi applausi. Per intenderci, non quelli dei convenevoli da convegno accademico.

Maurizio Aversa.
Il tributo alla piccola, ma significativa storia di BiblioPop, la sua nascita, il suo intreccio col ruolo del PCI che si trova interrogato sulla possibilità di ospitare una biblioteca nascente e, successivamente di contribuire ad accogliere un grande lascito, quello librario di Maurizio Musolino. Scomparso due anni orsono, ed ora vivo con la presenza culturale e intellettuale del suo lavoro professionale, della sua passione per la Palestina e del suo credo comunista, rappresentata dai volumi a disposizione presso BiblioPop Questo il breve racconto svolto da Maurizio Aversa, della segreteria del PCI Lazio, nel sottolineare che tutto questo qui realizzato, è iniziato con caparbietà da pochi determinati compagni che hanno provato a guardare oltre l’apparente insormontabile ostacolo di non avere né mezzi né schiere di seguaci. Eppure dopo poco più di un anno, la biblioteca popolare, nata in uno seminterrato ha trovato emersione. Una biblioteca popolare davvero povera ha trovato approvato il proprio progetto culturale e sociale proposto al bando del comune, tanto da ricevere l’assegnazione in gestione di un Parco e di un immobile, l’ex chiesetta. Evidentemente, come dimostra il grande ruolo che svolge il circolo di Italia Cuba, è il meccanismo che è felice. Apertura culturale massima, versatilità nella proposta che non si basa solo sui libri, ma che da quei contenuti parte, argine sicuro della delimitazione antifascista all’interno del dettato costituzionale. Tutto questo è BiblioPop, costruita mattone dopo mattone, grazie alle donazioni di Raffaello Lello Raffo, di Maurizio Musolino, di Barbara Giannoli, di Renato Arioli e di tanti e tanti altri singoli cittadini che hanno contribuito con le loro piccole donazioni. Del resto è la cultura e la conoscenza l’unica arma che consegna certezza di futuro alle generazioni che verranno, non la brutalità e l’ignoranza. In finale di serata, Mauro Avello, dopo aver ringraziato le piene disponibilità offerte sempre da Acab e dal presidente Sergio Santinelli, così come della piena collaborazione dell’Anpi presieduta da Anna Maria Scialis e della sezione PCI guidata da Stefano Enderle, ha anche ringraziato il comune per l’accoglimento del progetto BiblioPop che consente anche a Italia Cuba, col quale si erano già svolte anche iniziative istituzionali; ed ha quindi offerto, per l’intervento più atteso, lo spazio a Mauricio Martinez Duque, rappresentante politico della Ambasciata della Repubblica di Cuba.
Mauricio Martinez Duque.
Ha ringraziato e rinnovato gli impegni che già Cuba persegue a livello internazionale, ed in particolare per la Palestina. L’esponente cubano, ha sottolineato – in una diretta simultanea con traduttore Papacci – nella sua chiara esposizione in spagnolo, attirando l’attenzione dei partecipanti, perché ha percorso con brevi concetti tutto quanto Cuba ha fatto, fa ora, e continuerà a fare per il popolo Palestinese, e per tutti i popoli in cerca di autodeterminazione contro il colonialismo, il neocolonialismo, l’imperialismo. Mauricio Duque ha ricordato che, ad esempio, tra Cuba e la Palestina esistono accordi di cooperazione in materia di educazione superiore e cultura. Vige un accordo di cooperazione sportiva che stringe i legami cubano‐​palestinesi nell’ambito delle attività umane. Solidarietà, amicizia e un forte impegno caratterizzano le relazioni di Cuba con la Palestina, un popolo che è simbolo mondiale di resistenza – proprio come la resistenza che ha vissuto l’Italia – ma anche di speranza. Un’attenzione particolare, l’esponente dell’ambasciata di Cuba, l’ha riservata a tutti i compagni, e a tutte le associazioni che periodicamente si mobilitano e realizzano incontri come quelli di BiblioPop che sono il miglior modo per rispondere alle campagne di disinformazione internazionale che l’imperialismo, con gli Stati Uniti in testa, svolgono su tutte le situazioni in cui sono proprio gli USA ad essere i feroci oppressori, i manipolatori, ovvero amici sostenitori o mandanti di chi lo fa. Invece, appunto, questo tipo di incontri sono l’antidoto, sono la maniera di utilizzare un patrimonio librario come quello che è stato qui presentato e messo a disposizione di giovani e cittadini, per approfondire, per prendere visione, per farsi una propria idea che non passi per gli ordini di verità dettati dall’informazione drogata. Ricordando che al culmine delle opere scritte, ad intercettare la vita di speranza e di realtà che vige a Cuba e che cerchiamo di far conoscere a tutto il mondo, c’è sempre un grande moto di valori e di passioni ed una grande poesia che sintetizziamo nel concetto: Hasta la Victoria Siempre!

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