MARINO/CASTELLI ROMANI. PCI, dopo annuncio Presidente Parco Castelli romani, Sandro Caracci: siamo molto preoccupati.

MARINO/CASTELLI ROMANI. PCI, dopo annuncio Presidente Parco Castelli romani, Sandro Caracci: siamo molto preoccupati.

11/07/2018 0 Di Maurizio Aversa
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San­dro Carac­ci, con la “bandiera” del Par­co Castel­li romani


“E’ nos­tro cos­tume – ancor di più ora dopo il pri­mo con­gres­so di “ricostruzione” del PCI svolto ad Orvi­eto nel­lo scor­so fine set­ti­mana – man­i­festare sem­pre pieno rispet­to per tutte le isti­tuzioni. Siano esse rette da ammin­is­tra­tori che rite­ni­amo nos­tri “alleati sui temi e sulle soluzioni di ges­tione”, sia essere rette da ammin­is­tra­tori che all’opposto rite­ni­amo nos­tri avver­sari. Nell’un caso e nell’altro, comunque, a meno di affrontare sin­goli temi o linee politi­co-ammin­is­tra­tive di ind­i­riz­zo, dif­fi­cil­mente esprim­i­amo pregiudizi. Allo stes­so modo, nel­la scala dei dif­fer­en­ti ruoli, ci com­por­ti­amo così sia nei con­fron­ti con l’Ente più prossi­mo, il comune, sia con quel­li sovras­tan­ti, la Regione. Così fac­ciamo anche con enti di sec­on­do liv­el­lo (non diret­ta­mente elet­ti col voto delle urne), la Cit­tà Met­ro­pol­i­tana di Roma Cap­i­tale, il Par­co dei Castel­li romani ecc. In questi giorni abbi­amo let­to sul sito uffi­ciale del Par­co dei Castel­li romani, a fir­ma del pres­i­dente San­dro Carac­ci, una gar­batis­si­ma let­tera isti­tuzionale che annun­cia le sue dimis­sioni dal ruo­lo asseg­na­to.
Noi comu­nisti sap­pi­amo bene che esistono com­por­ta­men­ti di cor­ret­tez­za isti­tuzionale nei con­fron­ti del cam­bio del­la guardia in capo ai risul­tati delle con­sul­tazioni elet­torali e al cam­bio o ricon­fer­ma di guide politi­co ammin­is­tra­tive con­seguen­ti. Tut­tavia, per due motivi cre­di­amo non deb­ba appli­car­si qui il “cam­bio del­la guardia”. Per un moti­vo stret­ta­mente di mer­i­to. Ver­i­fi­ca­bile non solo dalle reazioni pub­bliche che si pos­sono cogliere in questi giorni cir­ca questo annun­cio; ma anche e soprat­tut­to per il tan­to di prodot­to di attiv­ità a dife­sa dell’ambiente Par­co, e per il tan­to prodot­to perfi­no capace di pre­sentare un po’ ovunque in mol­ta parte dei comu­ni parte­ci­pan­ti in ter­mi­ni di val­ore inno­v­a­ti­vo: basti pen­sare al ruo­lo di oper­a­tore isti­tuzionale cul­tur­ale del­la cul­tura ambi­en­tale e dei “cartel­loni cul­tur­ali” veri e pro­pri volani socio-eco­nomi­ci mes­si in cam­po dal Par­co dei Castel­li romani. Il sec­on­do moti­vo è ogget­ti­va­mente politi­co. Cioè del­la assen­za, del­la zop­pìa, mostrate dall’istituzione regionale per l’incapacità a ren­dere cor­po più largo a sosteg­no del­la “macchi­na Par­co” gui­da­ta dall’ottimo Pres­i­dente, ma pri­va di assis­ten­za isti­tuzionale. Assis­ten­za, sosteg­no, sogget­tiv­ità a cui gli enti locali e la regione Lazio – respon­s­abile dell’indirizzo politi­co ammin­is­tra­ti­vo – se ne sono lavati le mani. Ed ora? Nel­la nuo­va situ­azione che accade? Ora che il Pres­i­dente Nico­la Zin­garet­ti è sot­to­pos­to al tiro del­la giac­chet­ta da parte cen­trode­stra e da parte cinquestelle per sop­perire alla mag­gio­ran­za sicu­ra che non ha in Con­siglio, cosa fa? Nul­la, sono mesi che non fa nul­la: pur aven­do alle spalle già la conoscen­za delle cose e l’abilità all’uso del­la strut­tura politi­co ammin­is­tra­ti­va.
Ecco, noi comu­nisti, invece di sof­fer­mar­ci solo a lodare San­dro Carac­ci, che già sa di godere del­la nos­tra sti­ma, già man­i­fes­ta­ta in peri­o­di ed ambiti dif­fer­en­ti da questo, denun­ci­amo questo vuo­to. Denun­ci­amo e chiedi­amo di sapere. Par­li Zin­garet­ti, par­li con atti e deci­sioni pub­bliche. Noi siamo molto, molto pre­oc­cu­pati dell’evanescenza delle politiche ambi­en­tali region­ali, e dell’inattività del capo del­la regione Lazio sul Par­co dei Castel­li romani.”
Il Comi­ta­to Diret­ti­vo del­la sezione PCI di Mari­no.