Italiani turisti enogastronomici: il 30% sceglie la meta per cibo e vino

Italiani turisti enogastronomici: il 30% sceglie la meta per cibo e vino

04/02/2018 0 Di puntoacapo
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Fran­co Isep­pi, Alber­to Lupi­ni, Rossana Bonadei e Rober­ta Garibal­di

Italiani turisti enogastronomici: il 30% sceglie la meta per cibo e vino

L’enogastronomia fa da traino al turismo degli italiani: uno su tre — +10% rispetto all’ultima rilevazione — ha dichiarato di scegliere la destinazione a seconda dell’attrattività gastronomica ed enologica. Lo dice il primo Rapporto sul turismo enogastronomico presentato al Touring Club.

Il cibo è diven­ta­to un ele­men­to uni­ver­sale e pro­dut­tore di conoscen­za. Basti pen­sare allo spazio ris­er­va­to alla morte di Gualtiero March­esi o di Paul Bocuse, per per­cepire il peso assun­to dal set­tore enogas­tro­nom­i­co. I dati lo con­fer­mano: un ital­iano su tre predilige i viag­gi alla scop­er­ta delle eccel­len­ze del food. Un bal­zo che dal 21% nel giro di tre anni oggi è arriva­to al 30%.

Sono dati che emer­gono dal “Rap­por­to sul tur­is­mo enogas­tro­nom­i­co ital­iano” pre­sen­ta­to al Tour­ing Club di Milano da Rober­ta Garibal­di, esper­ta a liv­el­lo nazionale ed inter­nazionale di tur­is­mo enogas­tro­nom­i­co; il diret­tore di Italia a Tavola Alber­to Lupi­ni; Fran­co Isep­pi, pres­i­dente Tour­ing Club ital­iano e Rossana Bonadei dell’Università di Berg­amo. Uno stu­dio, nato sot­to l’egida dell’Università degli stu­di di Berg­amo e del­la World Food Trav­el Asso­ci­a­tion, con il patrocinio del Tour­ing Club, Ismea Qualivi­ta, Fed­er­cul­ture, la col­lab­o­razione di Sem­i­nario Veronel­li e The Fork Tri­pAd­vi­sor. Il Rap­por­to sfodera numeri, che ridefinis­cono il set­tore tur­is­ti­co, per­ché la clien­tela si è raf­fi­na­ta: ricer­ca spe­cial­ità e prodot­ti carat­ter­is­ti­ci del ter­ri­to­rio. Il 63% dei tur­isti ital­iani val­u­ta impor­tante la pre­sen­za di un’offerta enogas­tro­nom­i­ca o di espe­rien­ze tem­atiche quan­do sceglie un viag­gio. Cer­to sti­amo par­lan­do di una fas­cia che ha un liv­el­lo d’istruzione supe­ri­ore, mag­giore capac­ità alla spe­sa, alla ricer­ca di “gourmet mar­ket”, prodot­ti di qual­ità o bio, per­cor­si espe­rien­ziali in can­tine, lab­o­ra­tori o passeg­giate tra le vigne.

Non solo, orga­niz­za il viag­gio affi­dan­dosi al web, per ottenere infor­mazioni e preno­tare. Pref­eren­ze? Per­cor­si misti , non monotem­ati­ci, per ampli­are le pro­prie conoscen­ze. Il tur­ista del­la glob­al­iz­zazione vuole portare a casa qual­cosa di diver­so, per­ché il cibo ha un val­ore antropo­logi­co. Non c’è paese o regione ital­iana che non abbia una vari­età di piat­ti: bas­ta spostar­si di qualche chilometro per­ché cam­bi un ingre­di­ente del­la ricetta. Una ”miniera” che non è sta­ta sfrut­ta­ta com­ple­ta­mente. Il tur­ista enogas­tro­nom­i­co ha davan­ti un’ampia scelta : 586 ris­toran­ti di eccel­len­za, 18.623 agri­t­ur­is­mo con alloggio,169 strade del vino e dei sapori. A questo propos­i­to il Min­istro Mar­ti­na sot­to­lin­ea che vista la «doman­da cres­cente di servizi per i tur­isti del cibo, che va sod­dis­fat­ta di più e meglio dob­bi­amo par­tire dal­la for­mazione pro­fes­sion­ale. Abbi­amo bisog­no di pro­fes­sion­isti del cibo, che sap­pi­ano inter­a­gire anche con i tur­isti e i buy­er stranieri». La richi­es­ta del mer­ca­to pun­ta il dito su pro­fes­sion­isti del set­tore : esper­to gas­tronomo, hos­pi­tal­i­ty man­ag­er e agen­zie spe­cial­iz­zate con esper­ti accom­pa­g­na­tori. La for­mazione uni­ver­si­taria in Italia va in ques­ta direzione, tan­to è vero che da qualche anno esiste una lau­rea magis­trale in tur­is­mo , in lin­gua inglese all’Università di Berg­amo. I dati emer­si dall’Osservatorio dovreb­bero sti­mo­lare il set­tore enogas­tro­nom­i­co a fare sis­tema, cre­an­do veri e pro­pri dis­tret­ti del cibo di qual­ità.

Infat­ti, sot­to­lin­ea Rober­ta Garibal­di: «L’offerta ital­iana appare oggi a mac­chia di leop­ar­do. Siamo il Paese più desider­a­to come meta di viag­gi enogas­tro­nomi­ci che ha una poten­zial­ità da val­oriz­zare con una offer­ta tem­at­i­ca, di qual­ità e sosteni­bile, forte­mente lega­ta alla tradizioni del ter­ri­to­rio». La Toscana è la des­ti­nazione per eccel­len­za, ma si riscon­tra grande inter­esse per la Sicil­ia e la Puglia. Molte Regioni han­no un poten­ziale inespres­so e non ven­gono per­cepite dal tur­ista come meta, nonos­tante abbiano nic­chie di eccel­len­za, come il Vene­to, il Piemonte e la Lom­bar­dia. A questo propos­i­to dovrem­mo sot­to­lin­eare come Milano, dopo l’Expo, sia diven­ta­ta una cit­tà con una pre­sen­za mas­s­ic­cia di tur­isti ital­iani e stranieri, che spes­so non vis­i­tano le provin­cie. Sti­amo par­lan­do di Berg­amo, Como, Lec­co, Cre­mona o Man­to­va che han­no ric­chezze enogas­tro­nomiche, tutte da sco­prire.

(Italiani turisti enogastronomici Il 30% sceglie la meta per cibo e vino)

«Questo lavoro — ha det­to Garibal­di — mette a fuo­co un trend in forte asce­sa. Risul­ta sem­pre più evi­dente come la gas­tro­ma­nia stia con­dizio­nan­do la scelta dei viag­gi. Tro­vi­amo un raf­forza­men­to su ogni fronte: ora gli ital­iani si muovono anche per cer­care espe­rien­ze legate al cibo e al vino. Un atteggia­men­to sem­pre più sim­i­le a quel­lo di molti stranieri». Chi­ude il rap­por­to una sezione con il pro­fi­lo del tur­ista enogas­tro­nom­i­co inter­nazionale, la situ­azione nei prin­ci­pali Pae­si del mon­do e best prat­ice estere.

(Italiani turisti enogastronomici Il 30% sceglie la meta per cibo e vino)

Fonte: italiaatavola.net

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