A Grottaferrata parte un nuovo ciclo de “I 5 sabati in Abbazia”

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 Le Conferenze sono organizzate e curate da diversi anni dall’Associazione Culturale S. Nilo presso il Monastero Esarchico di S. Maria, per tutti la nota e storica Abbazia di S. Nilo, simbolo della Cittadina criptense. L’appuntamento è fissato per sabato 11 febbraio alle ore 10.30 nella Sala Conferenze alla presenza, fra gli altri, del Vescovo di Albano Mons. Semeraro, guida della Comunità basiliana.

Nel prossimo weekend inizia, dunque, il ciclo 2017 dei ” 5 Sabato in Abbazia”.
 
Completiamo con questo ciclo il percorso iniziato lo scorso anno per conoscere le Chiese cristiane orientali - così in una nota il Presidente Franco Portelli - dopo le Chiese siro-​orientali, in Iran, in Iraq e in India, le Chiese siro-​occidentali in Siria, in Iraq e in Libano e la Chiesa copta, quest’anno conosceremo la Chiesa melkita (è il tema del primo “sabato in Abbazia”), la chiesa romena, la chiesa russa e la chiesa greca.
 
Mons. Marcello Semeraro, attuale guida del Monastero Esarchico di S. Maria di Grottaferrata e Presidente Onorario della Associazione Culturale S. Nilo, aprirà il ciclo 2017 dei 5 Sabati in Abbazia e lo concluderà con un incontro sul tema “Papa Francesco e le Chiese d’Oriente”.
 
P. Michel Van Parys, già Abate del Monastero Esarchico di Grottaferrata, oggi al Pontificio Collegio Greco, introdurrà il tema dell’incontro.
 
P. Mtanious Hadad, Procuratore della Chiesa Melkita a Roma presso la S. Sede, svolgerà il tema, parlandoci dell’origine, della storia, dei problemi attuali della chiesa melkita, cattolica e ortodossa.
 
Il tradizionale intermezzo musicale, prima del dialogo con il pubblico, ci riserverà un’autentica, e rara, sorpresa!”
 
“I 5 Sabati in Abbazia — ha concluso Portelli — sono divenuti ormai un appuntamento importante, una occasione per conoscere e approfondire i temi affascinanti legati alla tradizione spirituale e culturale millenaria della nostra Abbazia. Sono anche una occasione importante di testimonianza, oggi, dell’impegno attivo di ciascuno di noi affinché il patrimonio di valori spirituali e culturali dell’Abbazia si mantenga vivo e vitale. Ci auguriamo quindi la massima partecipazione.”

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