Città Metropolitana Editoriale

Punto a Capo Online cambia veste editoriale: da newspaper a magazine

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Francesca Marrucci
Direttore Editoriale

Cambiano i tempi, velocemente. Punto a Capo Online è nato come la diretta emanazione di 30 anni di giornalismo locale, nato in cartaceo, gratuito, con distribuzione porta a porta. Quel giornalismo del cittadino nato dalla gloriosa tradizione americana da cui sono scaturiti molti Premi Pulitzer. Più modestamente, ma con la stessa passione e con la stessa dedizione, tre generazioni di giornalisti si sono formati sui giornali di Corrado Lampe, prima e poi su quelli di Punto a Capo Onlus, che hanno ereditato la sua missione: dare voce a chi prima non l’aveva. Per tutti questi anni le nostre testate hanno fatto egregiamente il loro lavoro, negli ultimi anni persino senza il nostro aiuto, conservando numeri da record persino quando non era visibile l’Home Page per problemi tecnici o quando i volontari che da sempre si preoccupano di dedicare parte del loro tempo ai nostri giornali, avevano altre priorità, perché si deve pur mangiare.

Per un po’ abbiamo viaggiato di pari passo ai social, servendocene come cassa di risonanza, ma è indubbio che nell’ultimo anno e mezzo molte cose siano cambiate, molto velocemente. Il citizen journalism del quotidiano non sta più nelle testate online locali, ma nei post degli utenti su Facebook e Twitter. L’immediatezza di una denuncia tramite foto e post esplicativo non è raggiungibile da una testata giornalistica. Ci siamo trovati a fare una riflessione realistica: continuare ad inseguire copiando post altrui in una gara senza possibilità di spuntarla e diventando, diciamolo francamente, ridicoli, perché un articolo giornalistico non può essere ‘tizio, piccato, ha scritto questo contro caio’; oppure creare un giornale diverso, di approfondimento, con tempi più consoni a quanti, volontari, ci lavorano.

Federico Ghera
Direttore Responsabile

La risposta è venuta da sé quando, esaminando le statistiche del sito dei mesi estivi è apparso ben chiaro che più delle notizie di cronaca e politica, avevano tenuto banco le notizie delle rubriche: Medicina, Scienza, Cultura, Turismo, Ambiente, Animali, Teatro, Cinema, Associazionismo, ecc. In breve, gli articoli la cui vita non dura mezza giornata, come è ormai tipico della cronaca di tutti i tipi. È palese anche dai grandi cambiamenti che stanno caratterizzando i grandi quotidiani americani e ora anche tre delle più importanti testate italiane che la notizia immediata si è spostata sui social.

Il Facebook Journalism Project ne è una prova lampante. Il giornalismo del quotidiano deve piegarsi ai social per sopravvivere. Oppure sceglie di essere qualcosa di diverso, di rispondere ad un’esigenza sempre più grande tra gli utenti: quella degli approfondimenti mirati. Così si passa da quotidiano a rivista o per usare una terminologia più internazionale da newspaper a magazine. Questa è la strada che intendiamo intraprendere da gennaio 2018. Una nuova avventura, un nuovo modo di trattare gli argomenti, un progetto solido soprattutto contro le fake news che ormai ci circondano. In questo modo, oltre al locale, potremo dare spazio a notizie a carattere nazionale ed internazionale e rimarrà la rubrica in lingua originale WORLD, consolidando la collaborazione con le Agenzie di Stampa Straniere.

Gli argomenti li potranno scegliere i nostri lettori rispondendo ad un sondaggio che resterà online fino a Natale (qui subito sotto l’articolo). Ancora una volta siamo aperti a tutte le collaborazioni, sicuri ancora di più, che in molti, con questa nuova formula, potranno collaborare mettendo a disposizione le proprie conoscenze e competenze. All’uopo potranno essere aperte sezioni dedicate a Progetti specifici con gestione terza. Insomma, la parola d’ordine rimane ‘partecipazione’ e il principio sarà sempre di dare la voce a tutti voi, attraverso un percorso virtuoso che torni al significato originario della parola giornalismo, diversa dall’inseguimento ai post sui social o dalla caccia al pettegolezzo o alla notizia più sensazionale, senza curarsi se questa sia vera o no.

Ci auguriamo che questo nuovo corso incontri il vostro favore e restiamo disponibili a suggerimenti e idee, come sempre.

Francesca Marrucci
Direttore Editoriale

Federico Ghera
Direttore Responsabile

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