Editoriale

Le primarie di Marino: una tragedia annunciata

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manifesto primarie marinoA Marino uno solo è il risultato di queste primarie: il centrodestra segna un punto, il centrosinistra si divide ancora, i cittadini hanno di nuovo perso.

di Francesca Marrucci

Le primarie del centrosinistra marinese sono state annullate. Lo ha deciso la Commissione apposita che, vagliando il ricorso di Eleonora Di Giulio e Alessandro Lioi, ha ritenuto che ci siano stati troppi voti da parte di cittadini di destra a favore del vincitore Ciamberlano. Voti che, visto lo scarto esiguo, hanno fatto la differenza.

E ora? Ora non si sa. Ciamberlano promette interventi dall’alto, la telenovela potrebbe non avere fine, e intanto a noi restano delle doverose considerazioni da fare su questa tragedia che già alla vigilia, era annunciata.

Cominciamo dal centrosinistra marinese, più diviso dell’Italia preunitaria, più fermo dell’acqua di un pozzo nero. Tra candidati veri, presunti e fasulli, l’unica verità è che si è pensato che la quadra che non si riusciva a raggiungere per maturità politica, si poteva demandare ai cittadini con le primarie, quindi lasciamo decidere i marinesi.

A parte il fatto che resto convinta che in una situazione di divisione interna così marcata, l’uso delle primarie sia un inutile palliativo, la mancata considerazione dell’impatto di ‘incidenti di percorso’ come quelli capitati, è ancora da più irresponsabili. E non mi si venga a dire ‘non pensavamo, non credevamo, non sapevamo’.

Alle primarie passate, quando i contendenti erano Onorati e Ciamberlano successe la stessa cosa. Io stessa la denunciai suscitando l’ira di uno dei contendenti, ma nessuno pensò a fare scandali o ad annullare le primarie, perché comunque aveva vinto Onorati, e il risultato era quello che stava bene alla maggioranza. Ma è stato da incoscienti non riconoscere e valutare per tempo un fenomeno che sembra si sia ripetuto in maniera ragionata e controllata, confermando che all’epoca si stavano facendo le prove generali e che il boicottaggio avrebbe potuto riguardare qualsiasi candidato, col fine ultimo di dividere e vincere.

Ora, alcuni quesiti necessitano una risposta onesta e logica da tutti i protagonisti della vicenda:

- se le primarie sono un processo atto a far decidere i cittadini, perché ci meravigliamo che vengano anche cittadini di centrodestra a votare?

- se ogni cittadino, nel segreto dell’urna, è libero di cambiare idea come e quando vuole, su che base si può imputare ad un cittadino di non poter votare alle primarie perché vota a destra? Non potrebbe aver cambiato idea perché gli piace un candidato messo dal centrosinistra?

- se si pretende che votino solo gli elettori di centrosinistra (e qui mi viene da ridere), le primarie non sono lo strumento adatto, a meno che non si ammettano i soli tesserati, anche se, pure in quel caso, la mano sul fuoco sul voto a sinistra non la metterei.

- le primarie sono per scegliere il candidato di centrosinistra che, si suppone, deve essere così valido e trainare tanto consenso da rubare voti al centrodestra per vincere, perché allora escludere a priori l’idea che dei cittadini di centrodestra si siano stancati di Silvagni e gli abbiano preferito Ciamberlano (se poi hanno votato Ciamberlano)?

- ma soprattutto: come si fa ad essere CERTI che tutti questi abbiano votato Ciamberlano? Non c’è il segreto dell’urna? Io non farei affidamento nemmeno a quello che dice la gente fuori ai seggi, e la dimostrazione del fatto che la gente mente sono gli exit polls degli ultimi appuntamenti elettorali, completamente diversi dall’esito delle urne. Che significa? Che la gente è falsa e alla fine vota chi più gli conviene, non mancando dopo 5 minuti, fuori dal seggio, di dire peste e corna del candidato appena votato. Del resto il caso Berlusconi lo ricordiamo tutti, no? Nessuno lo aveva votato, ma aveva la maggioranza nel Paese!

Queste domande hanno uno scopo preciso: far capire che lo strumento delle primarie così come è stato concepito è inutile. Non aggiusta i danni e gli screzi del centrosinistra, non è un verdetto del popolo di centrosinistra, proprio perché tutti hanno la possibilità di votare, è uno strumento con più difetti che pregi, che però viene ‘tollerato’ a seconda del risultato che porta.

Dov’è la meraviglia nel fatto che il centrodestra si organizzi strategicamente per operare su di un meccanismo che dà questa opportunità? Se in battaglia porgi il fianco, perché l’avversario non dovrebbe approfittarne?

La cosa può essere moralmente condannabile, senz’altro poco etica, ma fatto sta che non è stato fatto niente di illegale e questo significa che si sta usando uno strumento, da parte del centrosinistra, che non si è in grado di controllare.

Il centrodestra, se davvero ha organizzato questo boicottaggio, ha fatto l’en plein. Se ha deciso di scegliersi l’avversario convogliando voti e, in questo caso Ciamberlano avesse vinto e basta, avrebbe ottenuto il risultato sperato. Ma forse gli è andata addirittura meglio: in un colpo solo è riuscito a vanificare le primarie e farle annullare, a rendere vane le candidature, a far fare una figura meschina al centrosinistra e, dulcis in fundo, è riuscito a dividere di nuovo una coalizione che stava su con la speranza come collante. Collante, per carità, degnissimo, ma troppo fragile per un paese come Marino, dove i colpi bassi in politica non sono l’eccezione, ma la regola.

Effetto buonismo? Incoscienza? Inesperienza? Mancata capacità di capire cosa succede? Un po’ di tutto, condito dall’idea malsana di poter controllare una situazione che da anni è in mano ad altri. Alla vigilia, tutti i pensieri erano dedicati ai franchi tiratori interni, da una parte e dall’altra e invece il nemico era quello di sempre, quello naturale: l’avversario politico. Certo, se si è rimasti feriti gravemente sotto il fuoco amico per tanto tempo, come è successo a troppi candidati immolati sull’altare di un centrosinistra litigioso e incoerente, capisco che questo timore permanga, ma sottovalutare quello che sta all’esterno, ancora una volta ha portato il centrosinistra a fare una figura meschina.

Non serve addurre scuse, dare la colpa al centrodestra, e altre cose incoerenti ed inopportune che ho sentito in queste ore. Il fatto stesso che la coalizione abbia inteso scrivere nel manifesto delle primarie che queste erano ‘aperte a tutti i cittadini e i comunitari residenti nel Comune di Marino (…)’ per poi aggiungere un laconico ‘Non saranno ammesse al voto persone tesserate e di comprovata appartenenza politica ad altri partiti non facenti parte della coalizione di centrosinistra’, parla da sé. A parte l’evidente contraddizione, devo dedurre che:

- il centrosinistra sia in possesso delle liste di tesserati di tutti i partiti di destra e sinistra non facenti parte della coalizione, per essere in grado di dire ‘questo sì, questo no’;

- ovviamente non erano benvenuti nemmeno i tesserati Prc, i grillini (e qua, è davvero dura da portare avanti…) o quelli che fanno parte delle liste non schierate né con il centrodestra né con il centrosinistra, come quelli di Tammaro (e anche qui… portavano un distintivo?)

Si capisce che questa cosa non ha senso? Paradossalmente — sto facendo l’avvocato del diavolo, perché non giustifico l’invasione di destra, ma non giustifico nemmeno il piagnisteo e quanto ne è seguito da parte della sinistra — se un consigliere comunale del Pdl fosse venuto a votare, non sarebbe stato giusto non farlo votare, perché quello magari poteva aver deciso di cambiare bandiera.

Guardiamo il caso delle primarie a Frascati, vinte da colui che ha fondato e portato avanti Forza Italia nella Cittadina castellana e oggi stimato membro del PD!

E’ la politica di oggi che rende assurdo gridare allo scandalo. E’ il sistema delle primarie che rende assurdo gridare allo scandalo. E’ il pensare di voler giocare ad armi pari sul piano dell’etica con la destra che rende assurdo gridare allo scandalo. Non c’è niente di nuovo. E’ un film già visto. Non si è fatto niente prima, a che pro gridare allo scandalo adesso?

Ora che facciamo? Torniamo a rifare le primarie? Ma quanta gente ci andrà stavolta, visto che in tanti sento schifati e che si sono pentiti di esserci andati? E comunque, saremo sicuri che non si riuscirà anche in quel caso ad inquinare il voto? Come? Facendo professare un giuramento di fedeltà ai votanti o mettendo un buttafuori che in base alle facce decide chi può votare o no? Insomma, si faranno regole apposta per Marino? E se porto a votare anche io 200 cinesi, visto che vengono da un Paese di ‘comprovata appartenenza alla sinistra’, me li ammettono?

Le primarie non hanno senso fatte così, sono un’opera incompleta, soggetta ad abusi di ogni genere, incontrollabile e facile preda dei bracconieri della politica. Non sarebbe meglio dimostrare maturità e, come si è sempre fatto, uscire con un nome serio da proporre alla cittadinanza? Mediare a tavolino, rimettendo in campo la politica, i contenuti e la diplomazia, invece di delegare le responsabilità all’elettore che anche questa volta è stato preso in giro da un sistema che non funziona?

I congressi hanno eletto direttivi, segretari, rappresentanti, a che servono se non sanno trovare un accordo per l’unica cosa che li compete: le elezioni amministrative? Io, da elettrice, non voglio questa responsabilità. Voglio poter scegliere chi votare alle urne e quello non posso farlo, però devo scegliere chi deve fare il candidato a Sindaco, tra l’altro senza un programma? Su cosa? Sulla simpatia personale? Ci potrebbe stare, ma non è così che si fa politica. Non si proporrebbe su questa base nemmeno un amministratore di condominio.

A Marino uno solo è il risultato di queste primarie: il centrodestra segna un punto, il centrosinistra si divide ancora, i cittadini hanno di nuovo perso.

Il centrosinistra marinese abbandoni la disperazione delle primarie, si rimbocchi le maniche e trovi una soluzione a tavolino. Dimostri agli elettori che i partiti servono ancora a qualcosa, altrimenti si rassegni ad accettare le democrazia per quello che è: preziosa, ma anche tanto pericolosa.

One thought on “Le primarie di Marino: una tragedia annunciata”

  1. remessa: la commissione, a maggioranza meno uno, ha decretato di annullare le primarie che, a quanto sembra dalle note pubbliche già circolanti, il Pd provinciale invece ritiene validissime.
    Detto ciò, rispondo ai quesiti, stimolanti di Francesca Marrucci: 1. Infatti sbaglia chi si meraviglia; 2. Sulle libere opinioni personali, specie se indirizzate alla scelta di un singolo, specie se in ambito amministrativo, condivido pienamente che è nelle facoltà di chi partecipa al voto fare come crede. 3. Infatti, a me che non piacciono le primarie (politicamente) ho offerto la strada del confronto e delle assemblee, sono stato bocciato. 4. Giusto il doppio quesito e affermativa la mia doppia risposta: è un bene che Emanuele sfondi a destra (magari lo facesse di più); e non provato che l’aiutino da destra sia venuto solo a Ciamberlano. 5. Questa degli exit poll è una perla magnifica: hai “ragionissima” Francesca. Queste domande finali sul ruolo del centrodestra, ti rendo noto, le hai copiate telepaticamente dagli interventi mio e di Laurenti che abbiamo proprio descritto così il probabile accadimento delle cose. Dell’ottima analisi, non condivido due cose: che dà per scontato la divisione del centrosinistra. Io dico è ancora possibile essere uniti: perché è giusto, perché ce lo chiedono i cittadini, perché ne siamo capaci se lo scegliamo. Quindi la destra non ha segnato il punto: magari ci ha provato. Ma non tutti hanno abboccato! La seconda cosa è che, passata la fase, svolte le primarie, duemila cittadini che si sono espressi vanno rispettati. Quindi, i dirigenti, i partiti che Marrucci, giustamente richiama al proprio ruolo, hanno solo da validare la scelta che già esiste: Emanuele Ciamberlano. E così faremo.

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