Sbriciolato il record italiano indoor allievi sui 1500 m: Mohad Abdikadar Sheik Alì, atleta setino, ferma le lancette su 3’58’’05.
Si sente sempre più spesso parlare di disastri atmosferici, ma il terremoto che domenica 7 febbraio 2010 si è registrato durante il meeting nazionale di atletica leggera ad Ancona, con epicentro lo stadio al coperto della città, ha a dir poco lasciato tutti senza parole. Mohad Abdikadar Sheik Alì ha dato, per l’ennesima volta, prova di sé imperversando come un tornado contro gli avversari. Se qualcuno ancora nutriva dei dubbi sul suo talento, dopo l’ultima straordinaria prestazione si è certamente dovuto ricredere. Il giovane atleta setino, infatti, ha sbaragliato chiunque gli si parasse davanti sbriciolando il record italiano indoor (al coperto) della categoria allievi sulla distanza dei 1500 mt., tagliando il traguardo in 3’58’’05 e piazzandosi terzo dietro a campioni affermati molto più grandi di lui e appartenenti ad un’altra categoria. Già tre settimane prima, alcune “scosse di assestamento” hanno avvisato che qualcosa di importante stava per succedere. Sempre ad Ancona, sugli 800 mt., con il tempo di 1’54’’93, Mohad ha stabilito la migliore prestazione di sempre del Palaindoor , stadio frequentato dai più forti mezzofondisti italiani.
L’atleta vanta, inoltre, il titolo di campione italiano Fidal di cross categoria cadetti e un secondo posto ai campionati italiani Fidal su pista della stessa categoria in cui ha sfiorato per un soffio il primo gradino del podio. Detiene il record regionale sui 2000 mt. categoria cadetti ed è campione regionale su diverse altre distanze. Il suo curriculum, insomma, è a dir poco molto fornito ed invidiabile, a differenza di quello di altri che, pur vincendo titoli inferiori, vengono spacciati per campioni italiani assoluti. Non c’è nemmeno bisogno di menzionare i vari titoli italiani ASI (almeno 15) che i ragazzi hanno portato a casa, sicuramente meno importanti di quelli già citati. Come non parlare, poi, dell’altro cavallo di battaglia della squadra? Il fratello di Mohad, Mohamed, nella stessa gara ha corso eccellentemente concludendo il suo “galoppo” in 4’05’’, sfiorando per un centesimo il minimo per la qualificazione alla finale nazionale. Come si dice, buon sangue non mente. Ci saranno sicuramente altre occasioni per rimediare. Non stanno più nella pelle i dirigenti della N.A.S. Sezze (Nuova atletica studentesca Sezze).Andrea Orlandi e Gian Carlo Mancini, che seguono i loro ragazzi con dedizione e passione, sono commossi. I loro sforzi sono valsi a tirare su dei piccoli campioncini. Dopo l’abbandono dei pochi sponsor che la squadra era riuscita a trovare e che ringrazia comunque, i due hanno cercato appoggio prima dal Comune di Sezze e in seguito dai dirigenti provinciali della Fidal senza, tuttavia, ricevere risposte concrete, ma solo promesse campate in aria. Dopotutto siamo in un paese dove non è la qualità, ma la mediocrità e l’apparenza ad essere premiate. “Ormai l’abbiamo capito tutti, non siamo una squadra di calcio. E’ lo stesso motivo per cui i nostri iscritti sono così poco numerosi. Quando i ragazzi si rendono conto che correre, saltare o lanciare il peso non è come dare un calcio ad un pallone, se ne vanno con la coda tra le gambe. L’atletica è un altro tipo di divertimento: si è soli contro se stessi. Non c’è una squadra dietro pronta a passarti la palla e a metterla in rete al tuo posto. Se vinci il merito è solo il tuo e, se perdi, lo è altrettanto. Ci vuole cuore e determinazione e siamo contenti che i nostri ragazzi siano riusciti a trovarli gareggiando, però, sempre e comunque nel rispetto delle regole e degli avversari.” Dicono all’unisono.“Siamo grati all’assessore allo sport Marcello Ciocca e ad Enzo Eramo, gli unici che negli anni passati ci sono stati un po’ vicino e ci hanno voluto dare una piccola mano. Abbiamo fatto tutto il possibile per tenere questi ragazzi con noi, per fargli ottenere al più presto la cittadinanza italiana (Mohad e suo fratello Mohamed sono già stati convocati in nazionale, ma non possono andarci poiché ancora Somali) e per far svettare i colori di Sezze ma, purtroppo non ci siamo riusciti. Qualche tempo fa, poiché non riuscivamo a garantirgli un futuro atletico degno di loro, siamo stati costretti a dare i fratelli Abdikadar in prestito alle Fiamme Gialle, una forte squadra nazionale. Ciò che conta, per noi, è che vivano la vita sportiva con serenità e divertendosi sempre, riuscendo ad arrivare dove pochi sono riusciti ad arrivare. Avremmo voluto che questo record arrivasse sotto lo stemma setino ma, forse, è stato meglio così. Come non dimenticare altri nostri concittadini sportivi illustri, che sono diventati “importanti” e che hanno ottenuto la cittadinanza onoraria solo dopo essere diventati campioni mentre prima erano “ignorati”? Noi continueremo a seguirli dentro e fuori dal campo fino a che loro non si stancheranno. Del resto, non siamo i primi a combattere contro i mulini a vento. Mohad, anche senza l’aiuto che ci siamo stancati di aspettare, ha avuto ciò che doveva avere.”Ricordiamo che la N.A.S. Sezze, in collaborazione con l’Associazione Araba Fenice, segue i suoi ragazzi anche scolasticamente e gratuitamente, in maniera del tutto volontaria. L’amarezza è tanta, ma non abbastanza per rovinare questo momento di gioia. Non possiamo che fare tanti complimenti a Mohad e sostenere ed incitare i dirigenti della squadra setina a non mollare e ad andare avanti, anche tra mille difficoltà, su questa strada sperando, veramente, che qualcosa migliori.
In bocca al lupo N.A.S.






