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Ero­sione: grido d’allarme e pro­po­ste di inter­vento della Pro­vin­cia di Latina
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Ero­sione: grido d’allarme e pro­po­ste di inter­vento della Provincia

Grido d’allarme della Pro­vin­cia di Latina sul feno­meno dell’erosione. I sin­daci dei Comuni costieri si sono riu­niti in Pro­vin­cia di Latina per esa­mi­nare con­giun­ta­mente la grave situa­zione in cui versa la costa pon­tina a causa del pro­gres­sivo e gra­vis­simo feno­meno ero­sivo del mare che sta can­cel­lando chi­lo­me­tri di arenile.

Al tavolo sull’economia del mare, con­vo­cato dall’assessore pro­vin­ciale allo Svi­luppo Eco­no­mico Sil­vio D’Arco, hanno par­te­ci­pato, oltre ai sin­daci dei comuni inte­res­sati, anche gli asses­sori pro­vin­ciali all’Ambiente Gerardo Ste­fa­nelli, ai Rap­porti con i Comuni Marco Tomeo, il diri­gente del Set­tore Pia­ni­fi­ca­zione Urba­ni­stica Carlo Perotto, il diret­tore dell’APT Pier Gia­como Sot­to­riva e il geo­logo Nello Ialongo.

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L’incontro si è aperto con il rap­porto foto­gra­fico pre­sen­tato da Sot­to­riva, con det­ta­gliati sup­porti visivi, sulla situa­zione della costa pon­tina e con degli esempi sulla gra­vità del feno­meno, comune per ogni comune. «L’erosione non è più un feno­meno iso­lato — ha detto -  riguarda tutti i 100 km di spiag­gia Il mare è den­tro la spiag­gia, non guarda in fac­cia a nes­suno. Se non inter­ve­niamo il mare si prende tutto. Qual­che esem­pio. La spiag­gia di Serapo (Gaeta) si è sem­pre sal­vata, tranne lo scorso anno; se non si inter­viene subito sulla spiag­gia di Sant’Agostino (Gaeta), la Flacca dovrà essere inter­detta al traf­fico; a Rio Mar­tino l’acqua ha sca­vato le sponde e il for­tino di pie­tra è crol­lato. Il feno­meno dell’erosione riguarda anche il Lago di Fogliano per­ché è col­le­gato al mare e subi­sce gli stessi effetti della mareg­giata. Dopo 40 anni, non solo siamo in emer­genza ma si è rotto l’equilibrio. La discon­ti­nuità dell’azione ammi­ni­stra­tiva è deci­sa­mente dan­nosa. In pas­sato la Regione lavo­rava per pro­getti e ogni 4–5 anni inter­ve­niva con opere di difesa del lito­rale. Adesso gli inter­venti a mac­chia non bastano, occorre un piano serio e siner­gico di tutti i comuni».

«Noi abbiamo pre­sen­tato uno stu­dio di que­sto pro­blema costiero che va da Rio Mar­tino a Torre Paola – ha pro­se­guito Perotto – in estrema sin­tesi: il sol­le­va­mento del mare ha por­tato via 20.000 metri cubi si sab­bia. Le mareg­giate rubano sab­bia alla duna, gli sca­lini e gli accessi al mare sono sem­pre più ripidi. Le nostre solu­zioni: sco­gliere paral­lele, per­pen­di­co­lari o miste alle coste quali inter­venti arti­fi­ciali e solidi. Ma la manu­ten­zione deve essere costante».

«I fon­dali si sono abbas­sati di 5–6 metri e l’erosione sarà sem­pre più grave. Le spiagge è come se fos­sero dei poveri cri­sti affa­mati – ha com­men­tato Ialongo – che chie­dono pane ed è come se i nostri pro­getti toglies­sero altro pane. Non rie­sco a com­pren­dere per­ché non si com­batta in modo stre­nuo que­sto pro­blema. Come? Intanto comin­ciamo ad evi­tare i guai più grossi, non inter­ve­nendo sulla difesa pas­siva. Ben venga poi uno stu­dio inte­grato che coin­volga tutti i comuni della pro­vin­cia inte­res­sati da que­sto fenomeno».

Al ter­mine degli inter­venti gli asses­sori D’Arco, Ste­fa­nelli e Tomeo, hanno con­ve­nuto uni­ta­mente ai rap­pre­sen­tanti dei Comuni costieri, di ela­bo­rare da subito un vero e pro­prio piano pro­vin­ciale in grado di assi­cu­rare orga­ni­cità d’intervento e azioni effi­caci di man­te­ni­mento e manu­ten­zione delle spiagge, indi­vi­duando nel con­tempo meto­do­lo­gie inno­va­tive e stru­menti nor­ma­tivi e finan­ziari neces­sari per difen­dere e sal­va­guar­dare rigo­ro­sa­mente una grande risorsa ambien­tale ed economico-turistica come quella delle spiagge del nostro lito­rale pon­tino.
Un pro­getto com­plesso e ambi­zioso ma essen­ziale per l’ambiente e per l’economia turi­stica che richiede un impe­gno straor­di­na­rio da parte di tutte le isti­tu­zioni locali, pro­vin­ciali, regio­nali, euro­pee, e degli ope­ra­tori turi­stici e bal­neari della provincia.

In seguito ad un moni­to­rag­gio effet­tuato presso gli uffici della Regione Lazio, in par­ti­co­lare presso l’Agenzia Regio­nale per la Difesa del Suolo (ARDIS), è emerso che sono fermi da tempo oltre 13 milioni di euro già asse­gnati ai Comuni costieri della nostra pro­vin­cia per inter­venti che neces­si­tano di una pro­get­ta­zione ese­cu­tiva non ancora rea­liz­zata dalla stessa agen­zia. Da qui la sol­le­ci­ta­zione alla Regione di sbloc­care i finan­zia­menti e la pro­po­sta di un piano pro­vin­ciale stra­te­gico facendo rife­ri­mento anche alle nor­ma­tive vigenti in mate­ria e agli stru­menti finan­ziari pre­vi­sti dal bilan­cio annuale e trien­nale della regione Lazio, dai fondi del POR 2007–2013 e dagli Accordi di Pro­gramma Qua­dro (APQ) tra Stato e Regione sulla difesa del suolo.

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