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ROMA: ALL’ELISEO VA IN SCENA IL CASO E IL GROT­TE­SCO GIUDIZIARIO
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di Fran­ce­sco Save­rio Russomanno

Se dovesse capi­tare che la vostra auto sia in panne nei pressi di via Nazio­nale appro­fit­tate per vedere lo spet­ta­colo “Die Panne, ovvero La notte più bella della mia vita”. Il caso, gover­na­tore dei destini, potrebbe farvi assi­stere all’avventura capi­tata ad Alfredo Traps che a causa dell’auto in panne entra nella villa di un giu­dice in pen­sione. Un uomo goliar­dico che adora insce­nare insieme ai suoi due amici, anche loro giu­dici e pen­sio­nati, i vec­chi pro­cessi della sto­ria come quello a Socrate, a Gesù o a Fede­rico di Prus­sia. E tutto rigo­ro­sa­mente in regola, con tanto di avvo­cato difen­sore e di pub­blico mini­stero. In que­sto gioco serale, durante una cena lucul­liana, viene inca­strato l’egocentrico Traps che, per non smi­nuire se stesso agli occhi della nipote del padrone di casa, accetta. Sta­volta non si cele­brerà un pro­cesso sto­rico, ma al povero mal­ca­pi­tato che, seb­bene ini­zial­mente inde­ciso, ini­zia a rac­con­tare la sua sca­lata sociale. Traps cade nelle trap­pole delle domande del pub­blico mini­stero, non rispetta i con­si­gli dell’avvocato difen­sore e viene con­dan­nato scher­zo­sa­mente a morte. Egli stesso si con­gra­tula dell’arringa del suo accu­sa­tore, ne rimane affa­sci­nato per­chè sco­pre che la morte per infarto del suo capo è avve­nuta per causa sua, senza arma del delitto e con premeditazione.

L’autore del testo, Frie­drich Dür­ren­matt (1921–1990), pro­ta­go­ni­sta del rin­no­va­mento del tea­tro di lin­gua tede­sca, scrive ini­zial­mente un rac­conto di una  ven­tina di pagine, poi un radio­dramma e infine, essendo a capo di un tea­tro sta­bile, un vero e pro­prio testo tea­trale per la sua com­pa­gnia di 15 attori. I finali di que­sta sto­ria sono ben tre, a seconda se si legge il rac­conto o il testo tea­trale, ma l’adattamento che ne fa Edoardo Erba in que­sto alle­sti­mento è in realtà costruito su un lavoro di col­la­zione dei testi. Tanto è vero che il finale del testo tea­trale ori­gi­nale qui non è preso in con­si­de­ra­zione e si sce­glie quello del rac­conto, che però lascia cadere tutto l’equilibrio del gioco teatrale.

Armando Pugliese, regi­sta, ha saputo ripor­tare in scena la let­tura grot­te­sca di Dür­ren­matt dei pro­blemi della società con­tem­po­ra­nea attra­verso la costru­zione dei movi­menti stra­nianti degli attori. Quando si affronta una tema­tica come quella della giu­sti­zia umana, che indaga là dove quella giu­di­zia­ria si ferma, non è pos­si­bile pre­ve­dere un’immedesimazione del pub­blico. Sem­pli­ce­mente per­ché siamo tutti col­pe­voli di qual­che delitto e così, guar­dando Traps, ne pren­diamo atto.

Tra gli attori da ammi­rare Bruno ArmandoLom­bardo For­nara.

TEA­TRO ELI­SEO   

GIAN MARCO TOGNAZZI
BRUNO ARMANDO

DIE PANNE
ovvero la notte più bella della mia vita

di Frie­drich Dür­ren­matt
Tra­du­zione: Italo Ali­ghiero Chiu­sano
Adat­ta­mento: Edoardo Erba
Con Gio­vanni Argante
e la par­te­ci­pa­zione di LOM­BARDO FOR­NARA
e con Franz Can­ta­lupo, Lidya Gior­dan
Scene: Andrea Tad­dei
Costumi: Sil­via Poli­dori luci Angelo Ugazzi
Regia: Armando Pugliese

Durata: 1h,40m

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