ENZO FOSCHI (PD) ‘CON INSERIMENTO MEDICINE COMPLEMENTARI IN SISTEMA SANITARIO RISPARMIO DI SPESA ANCHE DEL 40%’
Raggiungere il riconoscimento con l’effettivo inserimento da parte della regione Lazio nelle sue strutture sanitarie, del pluralismo terapeutico come fattore essenziale per il progresso della scienza e dell’arte medica e per la salvaguardia della salute del cittadino e del suo diritto di avvalersi delle medicine complementari, in particolare, dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia promuovendone anche la reale validazione scientifica. Ma non solo. Si prevede, infatti, anche l’istituzione, presso gli Ordini provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e gli Ordini dei Medici Veterinari e dei Farmacisti, di Registri degli esperti nelle medicine complementari distinti per disciplina e per categoria.
E’ questo l’obiettivo principale della proposta di legge ‘Disposizioni in materia di medicine complementari esercitate da medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti’ presentata da Enzo Foschi, consigliere del Pd alla regione Lazio e membro della commissione Sanità. L’iniziativa è nata su impulso della Federazione italiana associazioni e medici omeopati (Fiamo), rappresentata dal suo vicepresidente nazionale, dr Francesco Marino, medico chirurgo specializzato in ematologia, omeopata e agopuntore.
“Negli ultimi 40 anni abbiamo assistito ad un incremento costante della diffusione di medicine non convenzionali — ha riferito Foschi - e sulla scia di questa iniziale opera di riconoscimento alcune regioni, in particolare quella Toscana, hanno sentito l’esigenza di favorire l’accesso alla fruizione di tali terapie e hanno iniziato a prevederne l’inserimento nei loro piani sanitari. Tanto più – ha sottolineato - che le medicine complementari possono essere utilizzate, con risultati comprovati, in combinazione o in successione o in alternativa a quelle convenzionali con costi economici molto contenuti.”. “A fronte, infatti, del continuo aumento della spesa sanitaria dovuto sopratutto all’incremento delle malattie croniche, che in Italia affligono ben 17 milioni di persone – ha spiegato il consigliere della regione Lazio - gli studi di farmaeconomia evidenziano che i medici che utilizzano anche le medicine complementari , oltre a raggiungere un migliore livello di salute dei cittadini, contribuiscono alla realizzazione di un concreto risparmio della spesa sanitaria nonché a una riduzione del consumo di farmaci di uso cronico”. Enzo Foschi, ha affermato che “ i risultati, sono, quindi, sia il raggiungimento e il mantenimento di un migliore stato di salute delle persone sia una positiva azione di riduzione della spesa sanitaria, fino al 40%, che, come è noto, incide pesantemente sul bilancio regionale. E ciò – ha chiarito ancora — ben si sposa con il tema centrale del Piano di rientro della Sanità, teso e mirato soprattutto al contenimento delle spese e degli sprechi. E se è possibile avviare politiche di qualità e di prevenzione in ambito sanitario che portano a questo risultato senza passare necessariamente per i tagli e su ulteriori aggravi e sacrifici per i cittadini — ha concluso Foschi - ben venga l’inserimento delle medicine complementari”.
“Il Lazio – ha dichiarato il dr Francesco Marino, vicepresidente della Federazione italiana associazioni e medici omeopati (Fiamo) - ha dunque da sempre accolto con favore, intelligenza e lungimiranza le valide novità nel campo medico. E anche nel rispetto delle antiche tradizioni regionali e di fronte alla attuale grande diffusione delle medicine non convenzionali appare inderogabile che si consideri in maniera compiuta e definitiva tale materia, emettendo una normativa che favorisca lo sviluppo di tali medicine, garantisca la qualità della prestazione professionale complementare, patrocini una adeguata ricerca scientifica, promuova la progressiva integrazione nel sistema sanitario regionale . Questa normativa - ha chiarito - è tanto più necessaria anche nell’ottica della tutela dei pazienti affinché sia possibile vigilare per evitare i casi di abuso della professione. Ringraziamo dunque il consigliere Foschi — ha concluso - per la sensibilità e l’interesse dimostrato verso il tema e per l’impegno profuso per questa iniziativa di legge che se trovasse riscontro andrebbe a colmare un grande vuoto”.






una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali
Il percorso per il riconoscimento delle medicine non convenzionali ha seguito sino ad oggi un lungo iter parlamentare, senza giungere ancora alla creazione di un quadro normativo nazionale.
Attualmente in Italia non è ancora giuridicamente riconosciuta la figura professionale del Naturopata e dell’operatore delle Discipline Bio-Naturali. Esistono solo delle leggi regionali.
Per questo motivo è nato un Progetto Popolare :
Una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali
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